Il complottismo dell’anticomplottismo. A Notre – Dame de Paris

Avevo deciso di non scrivere nulla sulla tragedia di Notre-Dame di Parigi. Non ne so nulla, ergo: non ne scrivo nulla. Eppoi, ne parlano tutti fin dai primissimi minuti in cui l’incendio ancora divampava. Insomma, pensavo di non scriverne nulla in quanto argomento ignoto e già iperinflazionato.

Poi sono arrivati i complottisti. Poi – peggio el tacon del buso, come si dice dalle mie parti – sono arrivati anche gli anticomplottisti. I media tradizionali stanno versando ettolitri di bile contro chiunque osi avanzare ipotesi alternative a quelle ufficiali, e allora non possiamo più starcene zitti, neanche volendolo.

Sono passati secoli da quando il poeta Pier Paolo Pasolini alla domanda “cos’è questo golpe”? Rispondeva con un profetico: io so!

Pasolini :

Io so.

Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere).

Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.

Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.

Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti.

Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione …

Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.

Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.

Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero.

Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere.

E’ evidente che nessuno, al momento, abbia prove e indizi su Notre Dame, ed è plausibile sospettare che si sia trattato di un cortocircuito, cioè di un banale incidente. Dà fastidio, anzi, fa orrore, leggere i post dei troll di professione per i quali sarebbe stato Manitù ad appiccare l’incendio con l’aiuto di Nicolàs Maduro e Adolf Hitler, resuscitato per l’occasione.

Ma affermare che sia stato un banale incidente – quando ancora le fiamme divampavano attorno alla guglia centrale – meglio farlo da Bruno Vespa e Fabio Fazio.

Nessuno può sapere cosa sia successo! E la parola “nessuno” va presa sul serio.

Mentre le impalcature brillavano, il procuratore della repubblica a Parigi sosteneva che l’incendio nella cattedrale non è stato intenzionale e che l’incendio sia di natura casuale.

Come si fa a sapere che si è trattato di un incidente quando ancora erano indecisi se gettare l’acqua coi canadair o meno? Com’è possibile parlare di “saldatura” o di “cortocircuito” (che sono cose peraltro diversissime), se ancora il fumo ti impedisce di avvicinarti e di guardare?

Chi lunedi 15 aprile sosteneva l’ipotesi del cortocircuito non era meno ridicolo di chi parlava dell’Isis. Anzi, a vedere la storia recente di Parigi, quella dell’incendio doloso sembra l’ipotesi statisticamente più probabile.

Francamente non vedo complotti ovunque, ma solo un fesso può credere ai media ufficiali! No, Elvis non è vivo e non lavora come barista al Bandiera Gialla di Rimini. Però radio, televisioni e quotidiani non possono scrivere PER ANNI che la maggior parte degli incendi è di natura dolosa, con percentuali che sfiorano il 90 per cento, e poi raccontarci, mentre le fiamme ancora dovevano finire il lavoro, che il signor Quasimodo ha fatto partire una scintilla usando il seghetto alternativo.

Per ora basterebbe limitarsi ai fatti, quei pochi, che tutti conoscono:

  1. A notre-dame c’era un grande  cantiere per restauro. Ciò amplifica enormemente la possibilità di incidenti
  2. quando l’incendio  scoppiato non ci lavorava nessuno
  3. un mese fa è andata a fuoco una chiesa a Parigi – Saint Sulpice – e si è accertata l’origine dolosa
  4. in Francia nel giro di un paio d’anni è stato appiccato il fuoco a 3 chiese: oltre alla già citata Saint Sulpice, anche a Saint Nicholas e Saint Alain

Tutto il resto… è anticomplottismo.

1 Commento

  1. Credo che i nostri Capi abbiano applicato il principio espresso da Marshall Macluhan in un’intervista al Tempo del 19 febbraio 1978: “Senza comunicazione non esisterebbe il terrorismo” [Without communication terrorism would not exist] e abbiano conformemente dato le direttive ai media e impedito alle informazioni divergenti di venire alla luce anche solo come ipotesi. Well done!

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