Come rispondere a quelli che “eh, ma l’Europa Unita ha garantito la pace”

Ok, ci sono le elezioni, ma sta storia che la Ue ha garantito la pace proprio non si può più sentire. La disonestà ha un limite, anche quando è storica. Il fatto che non andiamo a fare la nanna cullati da colpi di mortaio non significa che sia stata la Ue ad impedirlo. Vediamo cosa è successo davvero in campo militare negli ultimi 27 anni.

PAESI UE CONTRO LA SERBIA

Dopo la firma del trattato di Maastricht che fece nascere l’Unione Europea nel 1992, evidentemente per promuovere la pace, i paesi membri parteciparono a ben due guerre contro la Serbia.

La prima, denominata Operation Deliberate Force, comprese 3.515 attacchi contro la Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina. La scusa per bombardare l’area, che si trova nel cuore dell’Europa a meno di 2 ore di volo da Venezia, fu la risposta ai colpi di mortaio lanciate dai serbi sul mercato di Sarajevo il 28 agosto del 1995. Solo successivamente, ma in modo ufficiale si venne a sapere che l’attacco della coalizione era già stato deciso prima, a luglio dello stesso anno. Per annichilire ed uccidere i serbi, la coalizione fece partire gli aerei da combattimento da Aviano, in Friuli, e da Istrana, in Provincia di Treviso. Per gli europeisti che non lo sapessero lo scriviamo chiaro pregandoli di tenersi forte alla sedia: sia il Friuli che Treviso sono in Europa e lo stato italiano è uno dei paesi fondatori della Ue! Alle operazioni parteciparono anche i francesi, altro paese fondatore Ue, che nell’occasione persero un aereo Mirage 2000.

Non basta. Gli europei e gli americani riproposero una seconda guerra nel 1999 (operazione Allied Force), questa volta contro Belgrado, città che bombardarono per circa 2 mesi. Con grande spirito cavalleresco e onore, lo schieramento coalizzato contro la sola Serbia era composto da Stati Uniti, Regno Unito (Ue), Germania (Ue), Francia (Ue), Italia (Ue), Spagna (Ue), Canada, Portogallo (Ue), Danimarca (Ue), Norvegia, Turchia, Paesi Bassi (Ue) e Belgio (Ue). Si noterà come nell’attacco a Belgrado – che è in Europa –  i paesi membri della Ue furono di gran lunga più numerosi dei paesi non-Ue. Secondo alcune stime, i morti totali in questi conflitti ammontano a 140mila.

Ma da dove partivano gli aerei che portarono morte e distruzione a Belgrado? Bravi, avete indovinato: dall’Italia, paese fondatore della pacifica Unione Europea.

PAESI UE IN GUERRA CON L’IRAQ

Nel 2003 la stragrande maggioranza dei paesi aderenti alla Ue fece parte della coalizione che invase l’Iraq. Il pretesto per le operazioni di guerra, come è emerso in modo ufficiale da tutte le parti allora coinvolte, fu una fake sul possesso di armi di distruzione di masse da parte del leader iracheno Saddam Hussein. Dopo gli Usa, la nazione maggiormente coinvolta nel conflitto fa la Gran Bretagna, firmataria a Maastricht del trattato che fece nascere l’Unione. Gli inglesi, infatti, parteciparono alle operazioni di terra (l’invasione) e lasciarono sul campo diversi morti e feriti. L’allora ministro britannico della Difesa Hoon stanziò le truppe inglesi nel sud dell’Iraq, trovando forti sacche di resistenza irachena che costeranno la vita a diversi inglesi. Molto nota la vicenda dell’elicottero dei marines americani caduto nelle prime ore dell’invasione, che causò la morte di 12 militari britannici. Ma non parteciparono in quanto europei solo i britannici. Anche gli italiani diedero contributi molto rilevanti, tanto che l’Italia fu inserita dalla Casa Bianca nella lista dei membri della “Coalition of the willing”. E non fu solo un appoggio politico, ma anche logistico e un contingente italiano di circa 3.200 uomini venne inviato in Iraq poco tempo dopo la fine delle operazioni militari su larga scala (annuncio di Bush del 1º maggio 2003). La presenza italiana dopo la resa dell’esercito regolare iracheno non significò affatto la fine delle ostilità, poiché gli italiani si dovettero confrontare con la guerriglia partigiana che ne conseguì. Il 19 novembre del 2003 19 carabinieri italiani persero la vita a Nassiria, territorio che controllavano, a causa di un attacco suicida. Ma non solo militari regolari italiani persero la vita, anche dei civili furono vittime dell’invasione all’Iraq da parte della coalizione euroamericana: Fabrizio Quattrocchi, Enzo Baldoni (uccisi), Umberto Cupertino, Maurizio Agliana, Salvatore Stefio, Simona Pari e Simona Torretta, Giuliana Sgrena furono liberati dopo blitz militari o trattative varie, mentre l’agente dei servizi segreti Nicola Calipari cadde vittima di fuoco amico in circostanze ancora tutte da chiarire. Tra vittime irachene, inglesi, italiane e americane, dal 2003 al 2011 stiamo parlando di circa mezzo milione di vittime. Niente male per un periodo di pace!

PAESI UE IN GUERRA CON LA LIBIA

Se gli europei francesi usarono prudenza in occasione dell’invasione dell’Iraq del 2003, così non fecero durante l’invasione della Libia del 2011, alla quale parteciparono anche gli europei inglesi con la preziosa logistica degli europei italiani. Come molti ricorderanno, la Libia, paese sovrano che non aveva attaccato nessuno, fu bombardata dalla Francia con un attacco aereo diretto contro le forze terrestri di Gheddafi attorno a Bengasi, attacco seguito, qualche ora più tardi, dal lancio di missili da crociera lanciati da navi militari statunitensi e britanniche su tutta la Libia.

La coalizione era composta inizialmente da Belgio, Canada, Danimarca, Italia (Ue), Francia (Ue), Norvegia, Qatar, Spagna (Ue), Regno Unito (Ue) e USA, e si espanse nel tempo fino a comprendere 19 stati. I combattimenti sul suolo libico tra i libici alleati della coalizione Nato e le forze di Gheddafi cessarono a fine ottobre 2011 in seguito alla morte del leader. Per rendere onore ai libici “regolari”, direi che resistere 8 mesi contro tutto l’Occidente ha del miracoloso e dell’eroico.

Mi rendo conto che questo elenco non sia esaustivo. Le responsabilità degli europei aderenti alla Ue sono gravi anche in occasione del colpo di stato in Ucraina (in pieno continente europeo) nel 2014 ed in Siria dal 2011 ad oggi. Per non parlare delle proiezioni coloniali anglofrancesi e delle ingerenze in Egitto. Il motivo per cui qualcuno, magari in buonafede ma ignorante, sostiene che l’Europa Unita abbia garantito la pace è ovviamente riferito all’assenza di guerre tra i contendenti classici, come Francia e Germania, e dunque al fatto che gli europei avrebbero finito di massacrarsi “tra di loro”. Tuttavia questa tregua era iniziata ben prima del 1992, ed anche prima del 1957, anno del Trattato di Roma. E’ del tutto discutibile, infatti, che con la Ue non ci sia stata guerra in Europa, perché ciò non vale per l’area balcanica e per l’Ucraina, ad esempio. Ed il fatto che gli scarponi dei militari serbi non abbiano calpestato il suolo italiano o francese in occasione delle guerre jugoslave è dovuto solo alla loro inferiorità tecnologica, e non certo al pacifismo dell’Unione, che, come abbiamo ampiamente dimostrato, non esiste proprio per niente. Auguriamo ai sostenitori della tesi per la quale la Ue ha garantito la pace di non doverlo mai affermare davanti a qualche parente delle vittime.

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