Il Re delle Fake News. The winner is…

Di balle tanto grandi da non stare nelle mutande ne producono da secoli, soprattutto da quando il potere deve tenere in considerazione il consenso dell’opinione pubblica. Ma quando sono così mal costruite da violentare la logica esse devono ritorcesi contro chi le ha architettate. Non è più solo una questione di ripristino della verità, ma anche di etica. E la più grossa di queste balle è anche la più illogica di tutte perchè pretende di convincerci che la Russia ha influenzato il destino politico del mondo occidentale attraverso i social media.

Ci vuole la pazienza di Giobbe per sopportare una simile argomentazione. C’è gente, anche intelligente, che crede che dietro facebook, instagram e twitter ci siano i russi. Poi ci sono quelli che lo vogliono far credere, e questa da un punto di vista della tattica politica ha anche un senso, ma che qualcuno possa anche solo minimamente sospettare che dietro i social ci siano i russi mi fa fortemente dubitare sugli esiti dell’evoluzione della specie.

Ora vi svelo un segreto:

DIETRO I SOCIAL MEDIA AMERICANI, CI SONO … GLI AMERICANI

Ma non ditelo a nessuno eh? Altrimenti Putin sto mese non mi paga!

I social media americani nascono con scopi commerciali e perseguono prevalentemente quel fine. Non hanno alcun interesse ad “arricchire” la politica russa. Nel caso di Trump non c’è nulla di più evidente: non avendo il biondastro alcun feeling con la carta stampata ed essendo i media schierati con il clan Clinton, egli ha dovuto ripiegare verso i social, indovinando però la partita. Anche Salvini usa la stessa strategia, con ogni probabilità suggerità dallo stratega Steve Bannon (un americano…).

Solo un idiota o un diversamente intelligente, possono pensare che società quotate in borsa americane come facebook possano lavorare per i russi, i quali, tra l’altro, sono dei poveracci sotto il profilo finanziario e non possono nemmeno paragonarsi alla società del costumi degli Stati Uniti.

A livello cospirativo, i social hanno avuto una funzione, questo è innegabile. Sono stati molto utili per fomentare le primavere arabe ed anche in Ucraina sono serviti. Col Venezulea assistiamo ad un autentico bombardamento, ed anche contro Cina e Russia, dove però hanno protamente operato per ridurne la portata mediatica. Ma se di cospirazioni si tratta, esse sono partite dagli americani, che hanno la proprietà di quei social e li controllano sia sotto il profilo fiscale che normativo e politico. 

Sostenere che i social media possano subire l’ingerenza russa sarebbe come ritenere che le bombe sganciate nel 1945 su Hiroshima e Nagasaki fossero controllate dall’Imperatore del Giappone. Eppure molti ci credono e negli Stati Uniti hanno persino fatto un’inchiesta su questo sperando di infinocchiare quanta più gente possibile. La stessa rete Internet è un’invenzione militare americana e proprio per questo Putin ha appena sosttoscritto un protocollo per «runet», una rete multimediale fatta ad uso e consumo dei russi nel caso, niente affatto improbabile, che Mosca venga isolata dal resto del mondo da Internet. Che è americana.

1 Commento

  1. «Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi.
    Superior stabat lupus, longeque inferior agnus.
    Tunc fauce improba latro incitatus iurgii causam intulit:
    “Cur – inquit – turbulentam fecisti mihi aquam bibenti?”
    Laniger contra timens:
    “Qui possum – quaeso – facere quod quereris, lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor.”
    Repulsus ille veritatis viribus:
    “Ante hos sex menses male – ait – dixisti mihi”.
    Respondit agnus:
    “Equidem natus non eram!”
    “Pater, hercle, tuus – ille inquit – male dixit mihi!”
    Atque ita correptum lacerat iniusta nece.
    Haec propter illos scripta est homines fabula qui fictis causis innocentes opprimunt.» Gaio Giulio Fedro

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