Primo maggio, su coraggio. Se BlackRock si compra Carige

Il colosso americano guidato da Larry Fink – noto col famigerato nome di BlackRock – vuol comprarsi la genovese Carige affiancata da Mediobanca e dallo studio legale Grimaldi. Con Carige – assistita per questo “affare” da Boston Consulting Group – gli interessati avrebbero inviato alla Bce tutta la documentazione necessaria per ricevere l’imprimatur della vigilanza.

Bene, o male, direte voi, ma che cavolo c’entra col primo maggio?

C’è una cosa che anche il più ottuso dei camalli di genova dovrebbe capire prima di morire in un ospizio per poveri. Non esistono più i “padroni” tradizionali nel mondo del lavoro. I cosiddetti datori di lavoro possono essere lo Stato con tutte le sue appendici (comuni, municipalizzate, ecc), oppure fondi di investimento che acquistano società multinazionali, fissano dei budget che, se non vengono rispettati, costringono a chiudere la baracca per evitare l’abbandono degli investitori ed il tracollo delle azioni. Queste società ora come ora, giusto o sbagliato che sia, hanno bisogno di credito. Certo, seppur in modo sempre più secondario, sopravvivono ancora le cosiddette piccole e medie imprese (quelle col “padrone”), ma anche queste, molto presenti nel triveneto ed in Baviera, hanno bisogno di credito. Per fare che? Per pagare i fornitori, per lanciare un prodotto, per riconvertirsi, per rifare le linee produttive, per sanare le perdite, ottimizzare la tecnologia, e così via. Ed è così da tanto, tantissimo tempo. E’ così da oltre un secolo, ma il “bisogno” di credito è in accelerazione. Senza credito, possiamo dire ciaone ai posti di lavoro ed ai contratti collettivi.

Non solo. Anche il lavoratore dipendente è aiutato da un facile accesso al credito, pur con tutti i pericoli insiti in questa enunciazione.

L’importante è che il credito sia gestito da banche del territorio, che possono ciopè valutare ogni singolo caso per conoscenza diretta dell’utente.

Si, insomma, come si faceva una volta.

Ebbene, una delle cause principali della crisi italiana è che le banche in Italia hanno abdicato al loro ruolo di facilitatori del credito, preferendo a questa attività quella più lucrosa di gestione del risparmio. In altri termini, le banche in Italia ora i soldi li fanno investendo i guadagni di imprese e lavoratori, ma non prestando loro denaro per ottimizzare le attività e farle progredire percependo interessi per questo ruolo. Non vi è nulla di moralistico in questa lettura: tassi bassi voluti dall’Unione, inflazione bassa (voluta dall’Unione…) e banche deregolamentate (volute dall’Unione…) hanno portato a ciò. La globalizzazione ora finisce il lavoro sporco, ed il killer incaricato è blackrock, multinazionale di prodotti finanziari americana che si compra la ligure Carige per un motivo dichiarato, “trasformare la cassa genovese in un istituto leggero, focalizzato soprattutto sui ricavi da commissione e sull’attività di gestione” . Più evidente di così non potrebbe essere!

Blackrock si compra Carige per NON fargli più fare la banca, ma piazzista di prodotti finanziari.

Entro il 17 maggio gli americani potranno presentare l’offerta definitiva e chiudere così – di fatto – un altro pezzetto del tessuto bancario italiano. I lavoratori italiani hanno dunque ben poco da festeggiare con questi venti di maggio, ma senza dubbio leggeranno sui media nostrani che la banca genovese è stata “salvata”.

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