Come funzionano i minibot, con un esempio

La confusione che regna sovrana sui minibot grida vendetta. Nessuno sa e può sapere se li faranno, se non li faranno e “come” li faranno. Però i minibot non li ha inventati Borghi – se non nel nome – e ci sono una miriade di riferimenti storici che ne chiariscono gli intendimenti ed il funzionamento. Senza scomodare i miniassegni degli anni Settanta, i gettoni telefonici, i patacones argentini e tutto il repertorio, proverò a spiegare come funziona (o dovrebbe funzionare) un minibot con un semplice esempio, comprensibile anche agli economisti euristi (forse).

LO SCOPO. Immettere sul mercato uno strumento aggiuntivo che consenta di aumentare il consumo interno, affrettare il pagamento dei debiti che l’amministrazione ha nei confronti dei fornitori, predisporre un sistema di difesa in caso di un’uscita dall’euro. Su quest’ultimo punto, l’Italexit, ci sono le maggiori polemiche, ma solo uno Stato irresponsabile non predispone la possibilità di un’uscita. Usate ancora le lire? I talleri, i dobloni, le ghinee, le conchiglie di Tropea? Noooo, e perché mai? Ve lo dico io: perché le monete cambiano nel corso del tempo! E dunque l’ultimo scopo, proprio quello più attaccato dai media e dagli oppositori, è invece il più intelligente e dovrebbe pensarci qualsiasi governo di qualsiasi colore politico.

IL FUNZIONAMENTO

La stragrande maggioranza dei cittadini italiani, in quanto “privati”, vantano dei crediti verso lo Stato. Non c’è solo la Ditta “Ceramiche Pozzi” che ha rifatto i cessi delle stazioni pubbliche ad avanzare denaro dalla pubblica amministrazione. Magari anche voi, a casina vostra, avete rifatto il bagno, e avete fatto fare i lavori tenendo conto che la spesa è detraibile per il 50 per cento. Ergo, anche voi che avete fatto lavori di ristrutturazione avete dei crediti verso lo Stato che si riscuotono spalmati negli anni con la dichiarazione dei redditi.

Per sanare in modo rapido questa situazione debitoria dello Stato nei confronti di tanti cittadini , vuole emettere i minibot, che sono titoli cartacei di piccolo taglio (50, 100, 200 ecc) come forma di pagamento.

Questi foglietti di carta in tutto e per tutto simili a normali banconote nessuno è obbligato ad accettarli. Però, chi non li accetta, aspetta anni come ora per riavere i crediti che vanta con l’amministrazione. Quindi, se uno accetta i minibot può pagare qualsiasi tassa dello Stato con quei foglietti ed è meglio avere meno tasse ORA (quindi più soldi) che tra 10 anni.

Poniamo il caso che io vada in una rivendita di moto per comprare lo scooter a mio figlio che costa, ad esempio, 1.900 euro. Io nel portafogli ho euro per tagli da 2.000 e il rivenditore, invece di darmi come resto 100 euro, mi restituisce un minibot dal controvalore fiscale di 100 euro. Cosa posso farmene? Bè, se qualcuno vuole pulirsi il culo con un titolo di stato faccia pure, io preferisco usare la carta igienica e con il minibot avere uno sconto di 100 euro sulle tasse.

Tornando a casa al termine della compravendita, però, mi sovviene che il serbatoio della mia automobile è quasi vuoto. Meglio fermarsi per fare benzina, ma non ho più euro nel portafoglio e il bancomat e le carte di credito sono nell’altro giubbotto. Ueilà, perché non usare il minibot da 100? Il benzinaio li accetta! Anche lui ragiona come ragiono io e come ragionerebbero tutti. Esattamente come accadeva con i miniassegni 30 anni fa, con i gettoni del telefono fino agli anni Ottanta, e anche oggi, con i ticket restaurant nei centri commerciali e nei bar.

E’ difficile?

Si, un po’ lo è. Perché potrebbero succedere altre cose. La campagna mediatica contro i minibot è stata incessante. Molti sono convinti si tratti di merda secca. Io preferisco, insomma, che il negoziante mi dia 100 euro di resto, e non sti cacchio di minibot che non si sa mai. Lui però, il rivenditore, ha nel portafoglio sti minibot perché li ha avuti come pagamento dal governo. Allora che fa? Mi propone una cosa del tipo: ti do il minibot da 100 più 10 euro normali. Insomma, è un po’ come se mi facesse lo sconto. A questo punto, solo un cretino non li accetta, perché io so che lo Stato me li restituisce a 100 euro come sconto fiscale, in più il negoziante, oltre ad avermi consegnato uno sconto fiscale che vale 100 effettivi mi ha anche dato qualche spicciolo di euro. A questo punto li accetto. E solo gli imbecilli patentati non li accetterebbero.

Detto diversamente, i minibot sono convenienti, accellerano i consumi e consentono allo Stato di pagare i fornitori. L’unica ricaduta è che alla lunga sono debito, ma almeno sono debito che va nell’economia reale, non come al solito in interessi. Inoltre si svalutano, di poco, ma probabilmente si svalutano. Ma chissenefrega: in fondo sono arrivati dallo Stato pur sempre aggratis, nel senso che piuttosto che aspettare anni che mi paghino la fornitura, meglio essere pagati subito sotto forma di sconto sulle tasse. Eh già, ma anche se sono gratis, il negoziante cosa rischia a prenderli e scambiarli? Niente! Se  nessun cliente, per ipotesi, non li volesse, li userà come sconto fiscale. Se li rifiuta, invece, rischia che tutti vadano da quei negozianti che li hanno. Inoltre, è più facile che adesso un aggeggio qualsiasi venga preso dal negoziante e non da amazon, che i minibot non li ha.

Ps non è vero che sono aggratise. In quanto chi riceve primariamente i minibot li riceve come pagamento da parte dello Stato di una prestazione effettuata precedentemente. Tuttavia i minibot arrivano in tasca ora, hic et nunc, e possono essere usati come moneta de facto.

Ora che il funzionamento è un po’ più chiaro, chiediamoci semmai perchè tutti gli economisti di regime, da Cottarelli e Draghi in giù, NON li vogliono. Questa è la vera domanda.

13 Commenti

  1. La grande differenza è che sui minibot la bce (i mercati) non possono fare usura mentre l’euro nasce come moneta usuraia.
    Entrambi nascono dal NULLA.

  2. 1) L’utilizzo di gettoni telefonici e mini-assegni fu legato a un momento di scarsità di monete metalliche. Dato il piccolissimo valore non fu certo un fenomeno rilevante per la circolazione monetaria e comunque fu di durata molto limitata.
    2) Non si capisce per quale motivo si dovrebbero emettere i minibot per pagare i debiti della PA quando basterebbe semplicemente consentire a chi vanta crediti nei confronti della PA di portarli in detrazione alle tasse da pagare
    3) I buoni pasto hanno un costo. Se per me lavoratore cui viene consegnato vale 10 €, il datore di lavoro lo paga 11 € (butto cifre a caso ovviamente) e il supermercato dove lo spendo riceve poi 9 €. E’ esattamente equivalente a un credito bancario, tra l’altro a interesse decisamente più alto-
    4) Il vero problema non è la “BCE che non stampa” ma le banche che non concedono credito. La maggior parte della circolazione monetaria è credito bancario, se si ferma quello si ferma tutto. E il credito bancario in Italia si è fermato soprattutto per i prestiti concessi ad cazzum. Certamente, se le banche fossero pubbliche e la BdI stampasse a comando del governo, quelle banche verrebbero ricapitalizzate in un batter d’occhio e tornerebbe il credito. Direi che però non ci starebbe un grande senso etico
    5) Il vero problema dell’Italia sta nella bassissima produttività nel settore dei beni e servizi “non-tradable”, sia pubblico che privato. Parlare della PA, che anzi è anti-produttiva è come sparare sulla Croce Rossa, ma vogliamo parlare degli studioli professionali (avvocati, commercialisti, medici, ingegneri, architetti e via elencando) e paragobarli a quelli con decine se non centinaia di professionisti, con competenze variegate, che si trovano in altri paesi? E vogliamo parlare dei tassisti, casta di intoccabili, o dei farmacisti? Oppure delle dittarelle edili che danno una data di fine lavori senza specificare l’anno?

    • 1. nonostante l’esiguità furono accettati, non fecero crollare il mondo e corrispondo a quello che oggi sarebbe un minibot da 10 euro
      2. perchè non hanno come unico scopo quello di saldare i debiti della pa, ma anche quello di far cirocolare più denaro in un paese a cui hanno dettato vincoli su questo violandone la costituzione.
      3. ok, ma non capisco l’osservazione in questo contesto
      4. concordo. e l’ho scritto molte volte
      5. non mi risulta che in Italia ci sai bassa produttività. semmai si va per regioni

    • Caro Vincenzo si può concordare sui vari punti che hai elencato ed illustrato ma non sul punto 2, che è quello dirimente: come fai a far recuperare i crediti scalandoli dalle tasse se da pagare le tasse sono minori o, magari, non ci sono proprio? E, credimi, di questi tempi è caso assai ricorrente.

  3. Aggiungo una cosa a quanto scritto sopra.
    I no-euro non hanno ai miei occhi nessuna credibilità in quanto da nessuno di essi ho mai visto scrivere qualcosa sul problema della produttività interna.
    E’ inconcepibile che si accettino senza fiatare inefficienze e lobbysmo senza pudore (ho citato taxi, notai e farmacisti giusto perché sono sempre sott’occhio).
    Preciso una cosa, considero anche io l’euro una stupidaggine perché una sua implementazione corretta richiederebbe o l’attivazione di trasferimenti fiscali tra le varie aree dell’eurozona oppure una mobilità delle persone impossibile per la mancanza di una lingua comune

    • Vincenzo, sulla produttività non concordo. Concordo invece su ineffficienze ecc ecc, però rispetto al problema eurozona, i no-euro (come me), di solito non ne danno la priorità. Nel senso che lo vediamo si come un problema, ma non primario. Questo avviene perchè di lobby e inefficienze se ne è parlato tanto in altri contesti e l’eurozona ha fatto precipitare tutto ancora più a fondo

  4. Certo affiancare ogni volta i tassisti a notai e farmacisti la dice lunga sul senso della realtà di chi cade in certi luoghi comuni. Ma come si può paragonare il giro d’affari di tassisti a quello di altri professionisti ? È veramente qualunquismo a buon mercato …ma Ve lo meritate Alberto Sordi !

    • citare tassisti, notai e farmacisti a commento di un pezzo dove non se ne parla affatto, invece, la dice lunga sulla tua attenzione, carissimo. Però se mi dici a quale articolo fai riferimento ti rispondo volentieri.

    • Solo ora ho letto il commento di Vincenzo poco sopra. Comprendo che era riferito a lui. Dovrò modificare il template dei commenti con Disqus perchè questo qui ingenera troppa confusione. Come non detto dunque.

  5. Peccato che il discorso si limiti a banalità come pagare la benzina … esempio per esempio finiamo il giro. Nel giugno 2021 tutti quelli che hanno ricevuto minibot li useranno per pagare le imposte … e i 70 miliardi di minibot di cui di parla torneranno allo stato … che riceverà 70 mld di ninibot al posto di 70 miliardi di euro …. quindi nel giugno 2021 scopriremo che Draghi aveva visto lungo lo stato scoprira all’improvviso 70 miliardi di euro di nuovo buco di bilancio … perche’ evidentemente nel suo bioancio lo stato contabilizzera’ l’incasso dei minibot con cui cancellare quelli emessi … ma non incassera’ gli euro necessari a pagare stipendi e pensioni per i quali dovra accendere nuovi debiti in euro… o pagarli in minibot ai dipendenti statali

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