Gli intellettuali di oggi sono stupidi, ma anche ingrati

«Siamo di fronte ad un processo di marcescenza di un’intera generazione di intellettuali». Con queste parole, il filosofo torinese Costanzo Preve fotografava con chiarezza e distinzione gli intellettuali occidentali. Dopo essersi adattati alle peggiori nefandezze del Novecento, gli intellettuali per Preve si sono adagiati al più opportunistico nichilismo, irridendo a tutti colori i quali, sulla scia della filosofia antica, ma anche di Kant e di Hegel, sostengono invece ancora che il mondo abbia un senso. Il nocciolo della questione, per Preve, consiste nel fatto che gli intellettuali hanno fatto diventare teoria filosofica una delusione personale. Detto diversamente, l’acidità, il sarcasmo, il pessimismo di gran parte degli intellettuali non sarebbero altro che il frutto del loro personale fallimento, che però in modo imperdonabile avrebbero assolutizzato. Inoltre, questi intellettuali avrebbero occupato in modo “militare” l’editoria, le università e le scuole, facendo così passare per buono il loro messaggio antiveritativo in cui tutto viene relativizzato in modo assoluto. Le posizioni degli intellettuali di queste ultime generazioni, per Preve, sono dunque nichilistiche, ma anche opportunistiche, perchè non portano alla lacerazione di sè, al dubbio, alla ricerca incessante, ma al disincanto consolatorio e all’inutile trastullo del proprio potere mediatico che consente però loro di vendere al mercato i loro prodotti concettuali i quali, nella maggior parte dei casi, sono un’apologia mascherata dello status quo.

Questa lettura del culturame fatta da Preve si aggrava dal fatto che questi intellettuali sono mediamente meno dotti delle generazioni precedenti, laddove effettivamente esisteva e si poteva facilmente riscontrare una certa “distanza” dal sapere comune. Detto altrimenti, se intellettuali come Kant o anche come Marcuse erano molto più colti delle persone comuni, la stessa cosa non può dirisi di personaggi come Umberto Eco o Massimo Cacciari, i quali fanno osservazioni simili a quelle che si sentono al bar. E’ ironico il fatto che Eco – forse perchè consapevole di questo – a pochi mesi dalla morte se la sia preso proprio con la gente comune, rea di scrivere sui social le stesse stupidaggini che dice al bar.

A quanto sostenuto da Preve, io mi permetto di aggiungere un’osservazione (da bar, appunto). Non solo gli intellettuali di oggi sono più stupidi delle persone comuni, ma sono anche profondamente ingrati e non riescono a considerare mai la loro posizione come privilegiata e frutto anche della fatica altrui e delle teorie politiche del passato.

Di norma, gli intellettuali, cioè gli scrittori, i giornalisti, i critici d’arte, i professori sono convinti che la loro condizione sia determinata dal loro impegno, mentre in realtà è per la maggior parte dovuta al sacrificio altrui e alla messa in pratica di teorie socio-politiche elaborate proprio da quei filosofi (come Kant ed Hegel) che oggi disprezzano o ritengono anacronistici.

Ecco perchè mi hanno sconvolto le parole del pianista moscovita Nikolai Luganski durante un discorso di ringraziamento al Cremlino:

“noi abbiamo ricevuto una costosa cultura e il conto lo hanno pagato milioni di operai e di contadini con il loro duro lavoro lontano dai centri culturali. Noi tutti qui, in questa sala, siamo debitori verso di loro.”

Un discorso educato ed onesto che ci fa pensare che non sia ancora tutto perduto, ma pronunciato molto lontano da qui.

2 Commenti

  1. Utile integrazione:

    “L’intellettuale idiota: non sa niente e pontifica su tutto”, Nassim Taleb, filosofo, saggista e matematico libanese naturalizzato statunitense, esperto di matematica finanziaria.

    https://www.libreidee.org/2016/10/lintellettuale-idiota-non-sa-niente-e-pontifica-su-tutto/

    Cordiali saluti.

    TheTruthSeeker

    NB “C’è chi dice che il tuttologo sia una merce rara, io dico che è una merce falsa”, Warren Buffett, American business magnate, investor, speaker and philanthropist, one of the most successful investors in the world.

    NB rientra nei primi due passaggi fondamentali della strategia del potere ad alti livelli servirsi di intellettuali servi e idioti:

    Distract, Deceive, Divide!

  2. Ovviamente soluzioni efficaci per rompere lo status quo menzognero in cui versano i media mainstream ci sono, eccome se ci sono, ad esempio visto che lo strumento principale di cui si servono i media mainstream per mantenere il loro status quo menzognero è l’Infoteinment ovvero l’informazione-spettacolo (ad esempio i talk show di politica ne sono uno degli esempi più evidenti ) e allora basterebbe una legge che stabilisca che la pubblicità può andare solo per giornali e Tv che si occupano di spettacolo ( e tutto quello che gli gira attorno ) e che non può andare invece a giornali e Tv che invece vogliono fare informazione vera e propria e questo per evitare qualsiasi sorta di conflitto d’interessi e inoltre per legge stabilire che i giornali e Tv che vogliono fare informazione vera e propria devono su ogni argomento intervistare e invitare esperti delle opposti visioni sull’argomento oggetto della discussione in modo che il lettore e lo spettatore Tv possano sentire contemporaneamente entrambe le campane, ma provvedimenti legislativi del genere sarebbero tacciati subito come fascistoidi, comunistoidi, liberticidi e via dicendo.

    E’ la bellezza ( si fa per dire! ) del regime orwelliano di natura liberal massonica in cui viviamo………

    Riferimento, parte finale del mio ultimo post al seguente articolo:

    https://www.libreidee.org/2019/04/bifarini-da-30-anni-lo-stato-spende-meno-di-quanto-incassa/

    Cordiali saluti.

    TheTruthSeeke

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