Ignazio Visco isterico: «facciamo gli eurobond»

Da quando la scorsa settimana c’è stata la mozione per i minibot sembrano tutti impazziti. Il PD si è affrettato a tirarsi subito indietro: “non avevamo letto bene”. Gli economisti pieni di buontempo social, cioè i Puglisi, i Boldrin, insultano su twitter chiunqua non indossi un liberale cappello a cilindro PaperoneStyle. Il premier Conte rilascia dichiarazioni drammatiche per le quali “l”ora delle decisioni irrevocabili è giunta”. Ma che sta succedendo? Forse che – per una volta – la politica economica del governo stia facendo qualcosa di radicale ed i soliti noti si stiano conseguentemente cagando addosso? “Sia mai che funzioni!” Nelle ultime ore ci si è messo anche l’omino michelin della Bce in Italia, cioè Ignazio Visco.

Sentite un po’ con cosa se ne è appena uscito il Direttore di Bankitalia:

«Gli accordi europei dovrebbero mirare a individuare i modi per sostenere gli sforzi che devono essere messi in atto dagli Stati membri per ridurre il loro debito. Sono indispensabili politiche di bilancio rigorose e prudenti, ma la riduzione del rapporto tra debito e prodotto è un processo necessariamente lungo, col quale possono interferire eventi non controllabili dai singoli governi;

per questo andrebbe protetta con forme di assicurazione sovranazionale, ad esempio attraverso la creazione di un fondo europeo per il rimborso del debito, finanziato con risorse vincolate dei paesi che vi partecipano…

L’introduzione di attività finanziarie prive di rischio (safe assets) nell’area dell’euro è il comune denominatore necessario per completare le tre unioni – bancaria, del mercato dei capitali, di bilancio – che devono affiancare quella monetaria. Sostituendosi in parte ai titoli pubblici nazionali, un titolo di debito europeo agevolerebbe la diversificazione delle esposizioni sovrane delle istituzioni finanziarie; ridurrebbe il rischio che nei momenti di tensione sui mercati la ricerca di sicurezza da parte degli investitori si traduca in massicce fughe di capitali dai paesi in difficoltà, permettendo invece al mercato finanziario di svolgere un’efficace funzione di assorbimento degli shock; potrebbe essere lo strumento per finanziare gli stabilizzatori automatici comuni. È possibile disegnare meccanismi che consentano di accompagnare l’introduzione di un’attività sicura con i necessari presidi contro il rischio di comportamenti opportunistici».

No, vabbè. Tutto mi sarei aspettato tranne che un europeista germanofilo di ferro come Visco promuovesse i vecchi eurobond di Giulio Tremonti pur di salvare il culo a questa Unione Europea puzzolente e decadente. Come dicono a Roma, “ce stanno a provà“.

Speriamo solo che sia troppo tardi.

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