Investire in Libra? Ma che vuol dire?

Da quando Mark Zuckerberg ha sconvolto tutti con l’annuncio della nascita di Libra, la moneta elettronica di facebook, se ne leggono di tutti i colori. Segno evidente che davvero in questo Paese c’è bisogno di educazione finanziaria. Come troviamo semplicemente googlando, il progetto di Libra è quello di creare una moneta stabile, e infatti viene indicata anche con l’anglicismo di StableCoin. Funzionerà con il sistema a blocchi garantito dalla blockchain ed il suo valore si baserà su alcuni sottostanti, come titoli di stato e valute (dollaro, euro, ecc).

Questo significa, per parlare fuori dai denti, che Libra non c’entrerà nulla con le crypto, la cui volatilità in termini di cambio con le altre valute è da cardiopalma. In altre parole ancora, anche una moneta come il bitcoin nasceva per le transazioni e per la tesaurizzazione (è a numero limitato), ma non si aggancia minimamente alle valute internazionali, Libra invece sì, perchè si tratta in pratica di un fondo organizzato per fornire servizi bancari senza essere una banca: un fondo che fa però riferimento agli asset più tradizionali che esistano. Dunque, con Libra si potranno fare le compravendite con una facilità imbarazzante, e, al limite, lo si potrà mettere da parte, visto che ha l’ambizione della stabilità. Ma come “investimento” non ha alcun senso: ne compro 100 con valore 100 e me verranno sempre restituiti 100 con valore 100 se lo vorrò cambiare. Il bitcoin, invece, come tutti sanno, è passato in pochi anni da un cambio di pochi euro ad un controvalore di quasi 20.000 euro trascinando gli investitori in un clima di euforia.

Vista così, allora, non ha alcun senso investire in Libra, perchè sarà come detenere una moneta forte e stabile, ma tradizionale (il dollaro, l’euro, il marco dei bei tempi), tenerla in conto corrente e semplicemente usarla per gli scambi.

L’unico mondo per cogliere le opportunità offerte dalla nuova valuta elettronica viene dai soci del fondo, e qui si apre un mondo. Oltre alla divisione che si occuperà della gestione delle transazioni, Facebook ha creato anche un consorzio chiamato Libra association e che conta 30 partecipanti tra cui Visa, Mastercard, PayPal, Uber, Booking, gli operatori telefonici Iliad, Vodafone e alcuni siti di ecommerce. Questo significa che, in caso di successo di Libra, allora ci sono discrete possibilità che gli associati si potenzino in Borsa, soprattutto Facebook.

Ciò che ancora molti commentatori non hanno compreso è che Libra non pretende di sostituire le altre crypto, che infatti si sono potenziate dopo l’annuncio di Facebook, ma pretende di sostituire l’euro, il dollaro o altre monete presenti in diversi stati, lasciando queste monete alle dinamiche pubbliche, come la tassazione, ma di fatto sostituendole nella gran parte degli scambi commerciali. Quello che ha fatto Bezos con amazon ed i negozi lo vuole fare Zuckerberg con la valuta. Se riuscisse a diventare la nuova moneta mondiale, Libra non volerà nelle quotazioni di mercato, ma le società che lo possiedono probabilmente si.

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