Putin: «l’economia pura di mercato non esiste»

Di tanto in tanto, ma con regolarità, spunta la polemica sull’economia dei paesi emergenti come la Russia, la Cina o l’India. Secondo diversi analisti, infatti, queste nazioni avrebbero abbracciato in toto l’economia di mercato, il liberismo, e immaginare l’Eurasia come una possibile alternativa al modello occidentale sarebbe pura illusione, una suggestione nata dalle ceneri dell’Urss comunista. Detto altrimenti, paesi come Cina e Russia sarebbero solo “qualche anno indietro” rispetto a ciò che è successo qua ed è fuorviante pensarle come ad economie alternative alla nostra.

La realtà è che il peso dello Stato dell’economia Eurasiatica è molto più consistente che in Europa. Non solo queste economie hanno indirizzi pubblici piuttosto espliciti, ma stanno anche aumentando il loro pil, segno inequivocabile che i beni ed il lavoro possono aumentare anche attraverso la pianificazione economica. Per quale motivo, allora, ci sono così tanti critici se i dati confermano l’enorme crescita eurasiatica? La maggior parte degli scettici su Russia e la Cina parte da costrutti ideologici profondamente e quasi visceralmente anticomunisti e confonde la pianificazione pubblica col comunismo. E’ corretto affermare, infatti, che in quelle aree del mondo i cittadini hanno abbracciato le stesse logiche di consumo e di edonismo economico che impreversano anche qui, ma è profondamente errato, allo stato dell’arte, sostenere che le amministrazioni pubbliche non abbiano il ruolo decisivo nella crescita di quei paesi.

Il Capo del Cremlino Vladimir Putin, che in quanto amico di Berlusconi viene sovente considerato un politico liberale, rilascia oggi queste affermazioni:

“In Russia oggi non c’è una situazione paragonabile a quella degli anni ’90 (quando approdarono le ricette liberiste di Jeffrey Sachs, ndr): non c’è inflazione al 30% e il problema del debito pubblico. Non vi è dipendenza dal Fondo Monetario Internazionale, al contrario, le risorse di oro e valuta estera stanno crescendo, e non ci sono enormi ritardi salariali.
Ma la cosa più importante è un’altra. La pura economia di mercato non esiste. Ma esiste un’economia mista – ed in tutto il mondo. Non appena i problemi economici fanno capolino, o inizia una crisi, il ruolo dello stato aumenta immediatamente. Ed è sempre successo. Inoltre, i paesi con economie miste si stanno sviluppando più velocemente di altri. La Cina, l’India… Nelle economie occidentali, peraltro, nessuno si sta stracciando le vesti; al contrario, stanno anche loro sostenendo il tema della pianificazione strategica nelle industrie.”

Dunque, al di là delle pur rilevanti preferenze di classe, al di là delle analisi ottocentesche su socialismo di mercato e comunismo, è oramai agli atti che in questa fase storica la pianificazione in economia risulta essere non meno efficiente del libero mercato in quanto a produzione di beni e servizi. Dunque, l’ideologia liberale non regge alla storia ed è oramai solo una maschera che gli Stati indossano per motivi geopolitici. Putin su questo punto si dimostra molto più onesto degli altri leader mondiali ed è favorevole ad un’economia mista, non dunque al libero mercato, ma nemmeno al comunismo perchè, come sostenuto nell’ultima parte del suo intervento, “la cosa principale a cui prestare attenzione è la motivazione. In qualunque sistema di funzionamento dell’economia, la motivazione deve essere garantita “.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.