I Millennials non si fanno la moto

Ci sono notizie che passano subito in cavalleria come il gossip dei rotocalchi, l’oroscopo settimanale o la rubrica strano, ma vero della Settimana Enigmistica. Eppure, quando riguardano tutti noi, alcune curiosità estive andrebbero analizzate e soppesate di più.

E’ questo il caso delle industrie americane messe in crisi dalle abitudini dei Millenals, ovvero dai ragazzi nati dagli anni 80 ai Duemila e che hanno appena cominciato a consumare massicciamente. Questa nuova generazione è ovviamente destinata a sostituire quella attuale e secondo diversi studi, i Millenials registrano abitudini del tutto inedite per il settore industriale che si dovrà giocoforza riconvertire per evitare il fallimento. Ma non si tratta solo di mode consumistiche, almeno non in un paio di casi.

Partiamo dai casi più banali

Secondo la ricerca, gli adolescenti spesso saltano la colazione, e, quando la fanno, non mangiano più latte e cereali. Questa nuova modalità costringerà aziende comme Kellog’s a rivedere le proprie scelte strategiche e di marketing. Stesso dicasi per l’uso di uvetta, a quanto pare in caduta libera a causa degli zuccheri in essa contenuti. Sorprende anche il calo di consumo di birra da parte dei più giovani, anche se in questo caso occorre fare qualche distinguo. A quanto pare, infatti, il calo riguarda le birre tradizionali, quelle prodotte industrialmente tipo Heinecken, mentre sarebbero in netta ascesa le birre artigianali. In crisi anche i grandi magazzini ed i centri commerciali, e la causa qui è facilmente individuabile nell’uso dei siti di e-commerce come Amazon a danno dei vari Coin e Rinascente.

Tutte le abitudini appena elencate, tuttavia, potrebbero anche rientrare velocemente, come accadde per i ristoranti cinesi 20 anni or sono o per Hello Kitty, che fino a 10 anni fa sembrava dovesse sostituire il Presidente della Repubblica (e chissà…).

Ciò che dovrebbe far riflettere maggiormente, invece, sono altre abitudini praticate dalla nuova generazione che dovrebbero preoccuparci, o quanto meno confermare segni di declino. Ne propongo due: il calo della ristorazione tradizionale e quello della vendita di motociclette.

Nel primo caso, è evidente che i millenials si stanno sempre più rivolgendo alla ristorazione low cost standardizzata; quella dei fast food, per intenderci. Non vanno demonizzati, per carità, ma quando vengono preferiti in toto alla spaghetteria e alla pizzeria ciò può significare una cosa sola: meglio mangiare in piedi un po’ di merda, che del cibo decenti, seppure seduti con accanto dei bambini. Spiace fare del moralismo, ma il dato non può che rivelare questo. Se tra qualche decade ci saranno solo ristoranti di lusso con l’offerta di cibo “fusion” oppure, a contrasto, lo “SpicchioFastandFurious”, ciò significherà anche un forte ridimensionamento del numero delle famiglie in linea con la scomparsa dei ristoranti tradizionali di fascia media.

Ma ciò che mi ha fatto balzare sulla sedia è stato il calo dell’acquisto di motociclette. Con tutto ciò che gira attorno al mondo degli sponsor, la motoGP ed i fighettoni vari, mi è sembrato un dato errato; anzi, fuorviante. Eppure una sua logica, purtroppo, ce l’ha. Da quando esiste, la moto è stata – più che una comodità – un simbolo di ribellione e di trasgressione. Un affronto polemico verso i genitori preoccupati che i figli indossassero la maglia di lana. La moto è un oggetto per il viaggio, l’avventura e l’emancipazione.

Spiace dirlo, perchè hanno molte altre qualità, ma di ribellione ed emancipazione ne avremo invece tutti tanto bisogno, ed i millenials ne sembrano completamente sprovvisti.

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