Omaggio a Luciano De Crescenzo

Sono tante le persone che mi hanno avvicinato alla filosofia, facendomi innamorare perdutamente di essa. Una di queste è stata Luciano De Crescenzo, scomparso oggi all’età di 90 anni. Nonostante fosse uno stimato ingegnere dell’Ibm, i suoi libri divulgativi di argomento filosofico sono stati tradotti in quasi tutte le lingue del mondo, dallo spagnolo al giapponese vendendo 18 milioni di copie. Sono opere molto leggere, per certi punti di vista quanto di più lontano ci possa essere dai trattati di filosofia. Come amava ripetere, i suoi libri sono da usare come dei rialzi occasionali, degli scalini sui quali poggiare i piedi una volta riposti a terra per poter così accedere agli scaffali più alti della libreria e afferrare e leggere in tal modo i libri più importanti, come quelli di Platone, Aristotele, Cartesio, Kant.

Che poi, gira che ti rigira, è anche l’ambizione di questo blog.

Reso noto al grande pubblico da Renzo Arbore e Maurizio Costanzo, di lui mi rimarrà un solo rammarico: quello di non averlo conosciuto. Lo saluto con un modesto omaggio confezionato da egli stesso, ma forse poco noto al pubblico, quello dell’intervista sulla pratica della filosofia al bizzarro Riccardo Colella, maestro di Musica, liberamente tratto da Storia della Filosofia greca, da Socrate in poi.

Maestro Colella: “Ingegnè, sedetevi e seguitemi con attenzione: nel mondo ci sono i punti interrogativi e i punti esclamativi, i soldati del Dubbio e quelli della Certezza Assoluta. Quando incontrate un punto interrogativo, non abbiate paura: è sicuramente una brava persona, un democratico, un uomo con il quale potete discutere ed essere in disaccordo. I punti esclamativi invece sono pericolosi: sono i cosiddetti uomini di Fede, quelli che prima o poi prendono le “decisioni irrevocabili”. Ora ricordatevi quello che vi dico: la Fede è violenza, qualsiasi tipo di Fede, religiosa, politica e sportiva. Dietro ogni guerra c’è sempre un uomo di Fede che ha sparato il primo colpo. In Irlanda, in Libano, in Iran, la Fede si aggira con la falce tra le mani e i vestiti lordi di sangue, e quando uccide lo fa sempre in nome dell’amore. A me papà insegnò che il Dubbio è il padre della Tolleranza e della Curiosità. I giovani sono curiosi ma non sono capaci di essere tolleranti, i vecchi sono tolleranti ma hanno perso il gusto della curiosità, i grandi uomini invece sanno essere curiosi e tolleranti nello stesso tempo. Chi ha Fede è come se già sapesse tutto in anticipo: non ha dubbi, non è capace di meraviglia e come dice Aristotele: “La meraviglia è il principio della ricerca”. Chi ha Fede non è disposto a riconoscere i propri errori, e noi senza l’aiuto degli errori non siamo nessuno. La Fede è obbedienza pronta, cieca e assoluta”.

De Crescenzo: “Un minimo di fede ci vuole, però, per iniziare un’impresa. Senza la Fede non avremmo scoperto l’America e la penicillina“.

Colella: “Sì, però deve essere una Fede che nasce dal Dubbio, che sappia imparare dagli errori: quella che io chiamo la “Fede a occhi aperti…

il Dubbio non è un’ideologia ma un metodo

Si può essere dubbiosi, ovvero scettici, e continuare ad avere un’idea per cui battersi. Io sono uno scettico, ma ciò non toglie che sono anche un cristiano, un comunista e un tifoso del Napoli. L’importante però è essere cristiano scettico, comunista scettico e tifoso scettico!”

1 Commento

  1. Cit.:
    De Crescenzo: “Un minimo di fede ci vuole, però, per iniziare un’impresa. Senza la Fede non avremmo scoperto l’America e la penicillina“.

    Esatto!:
    Scoperte contro l’umanità, che dimostrano quanto la fede sia lontana dalla Verità.

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