PD Calenda est

Con queste poche righe di commento la community di Micidial (?!) intende stigmatizzare le parole di Carlo Calenda che secondo le agenzie di stampa avrebbe bollato come “vetta di stupidità” la scelta del compagno di partito Scalfarotto di andare a visitare in galera l’americano che ha assassinato con diverse pugnalate il carabiniere Mario Cercellio. No Calenda, NO! Ti sei già scordato che se non #facciamorerete poi #odiarecosta? Dai, non facciamo gli #stuPD! Siamo i figli di Cesare Beccaria, cugini dell’habeas corpus e – come dice il Maestro – pronipoti di sua maestà il Denaro.

Gira che ti rigira siamo sempre lì, ad accusare, odiare, linciare. Bisogna invece mettersi dalla parte dei più deboli, che , senza dubbio, sono ora i due studenti, continuamente offesi dai media e dall’opinione pubblica italiana che non capisce (o finge di non sapere) che fare il carabiniere HA ANCHE DEI RISCHI.

Solidarietà e stima dunque per l’amico coccolone Ivan Scalfarotto, che ha fatto solo il proprio dovere nell’ispezionare la cella di Regina Coeli, in Roma, ove è detenuto il reoconfesso col suo compagno di merende ed un asiatico che parla bene l’inglese. E’ il dovere di un parlamentare visitare i detenuti, è previsto dalla legge che lo possa fare e, soprattutto, i cittadini votano i politici per questo. Non solo, per far sentire a Scalfarotto petaloso tutto la nostra vicinanza, in qualità di direttore del sito, propongo di andare tutti in pellegrinaggio (bendati) a pregare sulla tomba del povero Pietro Pacciani a Mercatale in Val di Pesa o, visto che anche gli extracomunitari meritano attenzione, alle belle cascate che si trovano vicino a Washington, ove furono sparsi le ceneri del tenero Ted Bundy, il serial killer più famoso della storia accusato di 35 omicidi in 4 anni e poi condannato alla pena capitale. Che emozione sarebbe far emergere le contraddizioni degli anglosassoni che ci insegnano l’habeas corpus a colpi di scariche elettriche, con un atto simbolico sulle Great Falls. E che bel gesto sarebbe, chennesò, parlare di sesso anale sotto la cascate, e per i diritti civili e contro la cattiveria.

Nelle prigioni italiane, comunque, non ci sono solo i due americani accusati di aver ucciso un carabiniere. Mi scende una lacrima sulla gota se penso che il re della mala romana Massimo Carminati, che sarebbe ancora un bell’uomo se avesse conservato entrambi gli occhi, si trova ora solo soletto in carcere a Parma, in regime di 41bis.

E che estate starà passando Innocent (nome programmatico) Oseghale, accusato dalla giustizia italiana di aver fatto a fette la 18enne Pamela Mastropietro? Il povero ragazzo è recluso nel carcere di Ascoli Piceno: perchè non andarci e portargli un pensiero? Io pensavo ad un bel frigo (co sto caldo…)

E non ci sono solo le patrie galere. Ad esempio, perchè lasciare che Giovanni «U verru» Brusca si annoi? Il “porco” – come viene affettuosamente soprannominato dai suoi contrranei il criminale che strangolò un bambino e lo sciolse nell’acido – dal 2016 si trova a casa in stato di libertà, ma è controllato a vista dal Gruppo operativo mobile della Polizia Penitenziaria. Uno stress inaccettabile. E l’habeas corpus, dove lo mettiamo l’habeas è? Sempre osservati, spiati dagli sbirri. Ma che vita è? Io dico. Che vita fa sta povera gente? Un saluto, un buffetto sulla guancia, mi pare proprio il minimo.

Caro Calenda, occupati di cose più importanti invece di criticare chi ama, #restiamoumani!

1 Commento

  1. Buongiorno Professore,
    forse vado un pochino fuori tema, ma a me la faccenda del carabiniere ucciso puzza terribilmente.
    Tanto per partire dalla fine, le sembra normale che i due ragazzotti, dopo avere ammazzato una persona, o anche solo ferito gravemente per quanto potevano sapere, non buttino subito il coltello nel Tevere e se ne tornino tranquilli in albergo nascondendolo nel posto più ovvio (il controsoffitto) e restino lì a dormire fino a mezzogiorno quando sono stati arrestati? Io, dopo essermi disfatto dell’arma e sarei sparito da Roma il prima possibile

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