Elezioni in Russia: la Pravda, tutta la Pravda, nient’altro che la Pravda

In Russia domenica 8 settembre si sono tenute le elezioni amministrative. In gran parte dei territori del paese (NON la capitale) il partito più vicino a Putin, Russia Unita, e guidato dall’ex Presidente Medvedev, ha conquistato tutti i governatorati e le presidenze con percentuali che vanno dal 60 all’80 per cento al primo turno. Siccome anche in quei territori, come in Italia, per le amministrative è previsto un primo ed un eventuale secondo turno, il successo di Russia Unita è da giudicarsi plebiscitario. A dir poco plebiscitario.

L’affluenza per i nostri standard è scarsa, su 40 per cento quando va bene, ma si tratta di dati che possono essere giudicati nella norma della tradizione russa di elezioni amministrative. Va segnalato che in alcune zone del paese (e non poche), candidati filogovernativi sono stati presentati come “indipendenti”. Questo perchè la strategia del Capo del Cremlino e dei suoi consiglieri è stata quella di non associare tutti i candidati al partito che ha governato le regioni non senza inciampi e piccoli scandali locali (cosa che peraltro avviene ovunque). La strategia si è rivelata vincente perchè gli indipendenti voluti da Putin ovunque hanno fatto jack pot. Dunque, Russia Unita più indipendenti filogovernativi hanno vinto molto bene in tutte le città russe, da San Pietroburgo in giù, tanto per dare un’ordine di grandezza. Gli avversari liberali, nella maggior parte dei casi, si sono beccati un consenso del 10 per cento o anche inferiore.

Discorso diverso per la città di Mosca, che ha vissuto settimane di proteste antigovernative, come tutti i media occidentali hanno avuto modo di spiegarci con particolare enfasi e giubilo. Navalny, da noi acclamato come leader delle proteste nella capitale, aveva dato indicazioni strategiche per votare i candidati che avessero sulla carta le maggiori possibilità di sconfiggere il candidato voluto dal Cremlino. La strategia, chiamata da Navalny “voto intelligente”, ha prodotto questo risultato:

Russia Unita ha preso 26 seggi su 45, mentre la volta scorsa ne aveva 38. Il partito comunista ha preso 13 seggi, 5 in più della volta scorsa, mentre Russia Giusta, che è un partito di centro, ne ha ottenuti 3 seggi. Infine, un partito sedicente liberale, ma alternativo a Navalny, ha preso gli altri 3.

Russia Unita a Mosca nel complesso ha superato il 30 per cento dei consensi. Nel resto del paese va dal 60 all’80 per cento, come già detto.

Tirando le somme, a Mosca si registra un calo deciso di Russia Unita (che rimane però maggioranza), un ottimo risultato nel resto del paese ed una forte crescita del partito comunista russo, che la pensa all’opposto di Navalny (liberale).

Se teniamo conto che in questa fase storica in Russia non vi è tensione internazionale (mentre nel 2014 eravamo nel pieno della seccessione novorussa in Ucraina) e, soprattutto, che si tratta di elezioni amministrative e non politiche, il tramonto politico di Putin è rimandato alla prossima.

Per Putin ed i sui estimatori, insomma, non esiste manco per niente una discussione sulla leadership russa, alla faccia di Navalny, ma ci sarà tra qualche anno, quando il Presidente della Federazione si avvierà verso il ritiro dalla scena politica.

La questione della successione è grave ed importante per il futuro della Russia e degli equilibri internazionali, è sul piatto da tempo e nemmeno un 100 per 100 di consensi alle amministrative locali l’avrebbe risolta.

3 Commenti

  1. Buonasera Prof. Bordin,

    ultimamente le ho inviato quattro email, il cui contenuto le potrebbe interessare, a questo suo indirizzo di posta elettronica:

    max.bordin@outlook.it

    Siccome non ho ricevuto alcuna risposta da parte sua, ovviamente non pretendo di averla, però per curiosità e utlità sarebbe gradito sapere se quel suo indirizzo di posta elettronica è funzionante o meno.

    In attesa di un suo riscontro, cordiali saluti.

    TheTruthSeeker

    NB la mia penultima email la riguarda proprio da vicino, c’è un capoccione col cappuccio che la sta prendendo in giro…..

  2. 1. “Crollo di consensi del partito di Putin a Mosca. Gli elettori non hanno bisogno di guerre in Ucraina e fabbriche di troll. Hanno bisogno di sanità, lavoro, meno corruzione, meno amici di Putin che si arricchiscono”, Federico Fubini, giornalista del Corriere della Sera, consigliere di Open Society Europe, il ramo europeo dell’associazione di Soros molto discussa per le sue posizioni politiche antinazionali ed il suo aperto appoggio all’immigrazione dall’Africa.

    NB appartiene anche alla famigerata tribù: “The God’d Chosen People”…

    1A. Altra perla ( si fa per dire! )di Federico Fubini, per trovarla, scrivere le seguenti parole chiave:

    FUBINI HA NASCOSTO VOLUTAMENTE 700 BAMBINI MORTI IN GRECIA. Questo è l’informazione italiana Scenarieconomici

    2. La risposta al vetriolo alle balle propagandistiche del liberal sorosiano in salsa kosher:

    “Fa sorridere il fatto che per combattere Putin parlino di sanità, lavoro e lotta agli oligarchi.
    Poi qua in Europa propagandano la sanità privata, il lavoro ultra-flessibile, la deflazione salariale e difendono oligarchi “europeisti”.
    E se muoiono bambini greci non raccontiamolo.”, tweet di Alexander Nevskij, 10 settembre

    Riferimento:

    https://twitter.com/AlexanderNevs19/status/1171331642549526528

    Im conclusione e in breve, un conto è cercare di il sistema complicato della Federazione Russa con onestà intellettuale come ad esempio questo articolo del Prof. Bordin cerca di fare, un altro conto del tutto diverso e disonesto è invece fare propaganda contro Putin e la Federazione Russa come fa il Federico Fubini, nient’altro che un servo di George Soros in salsa kosher.

    TheTruthSeeker

  3. Correzione sul commento finale, questa è la versione corretta.

    In conclusione e in breve, un conto è cercare di capire il sistema complicato della Federazione Russa con onestà intellettuale come ad esempio questo articolo del Prof. Bordin cerca di fare, un altro conto del tutto diverso e molto disonesto è invece fare propaganda contro Putin e la Federazione Russa come fa il Federico Fubini, nient’altro che un servo di George Soros in salsa kosher.

    TheTruthSeeker

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