Gli scienziati smentiscono la bufala sull’uso dei contanti

Viviamo in un’epoca dominata dallo scientismo. Come cos’è lo scientismo? Dicasi SCIENTISMO un “movimento intellettuale, tendente ad attribuire alle scienze fisiche e sperimentali, e ai loro metodi, la capacità di soddisfare tutti i problemi e i bisogni dell’uomo”. I danni che questo movimento sta facendo al mondo sono imperdonabili; soprattutto in Italia, ove il movimento è portato avanti non da fisici, chimici e matematici (cioè da veri scienziati), ma da medici ed economisiti, cioè da gente che si è formata su studi che non hanno a che fare con oggetti, ma con gli esseri umani. I veri motivi del dominio culturale dello scientismo si devono al fatto che questo atteggiamento favorisce la produzione di cose ed il consumo compulsivo (e non certo per i risultati ottenuti in termini di felicità individuale o collettiva). Lo scientismo – proprio come fu per i filosofi presocratici che privilegiavano lo studio dei fenomeni naturali – è però molto utile politicamente perchè realizza un’aurea di credibilità attorno all’«espertone» di turno, che quindi grazie ad essa guadagna consenso, pubblica libri, ottiene cattedre accademiche e diventa alfine decisore politico (che, a dirla tutta, era il suo vero ed originale scopo).

Per fortuna, gli scientisti medici ed economisti vengono putualmente smentiti da altri scientisti come loro. Ciò accade perchè trattandosi di fatti umani, arrivano incessantemente  nuovi dati, inediti punti di vista, ricerche interessate e pilotate o accademici di scuola avversa, che rovesciano completamente gli assunti inizialmente considerati  come oro colato. Mettete due critici d’arte a discutere dentro una stanza sulla bellezza dei dipinti di Van Gogh, Monet e Rembrandt e li troverete molto più in accordo tra loro, che due economisti di scuole contrapposte, tosto pronti a scannarsi su moneta, pil e debito pubblico.

L’ultimo grandioso esempio di quanto vado dicendo viene dalla guerra al contante, inaugurata ora dal governo PD-5Stelle e per il quale le risorse necessarie a sterilizzare l’aumento dell’iva arriveranno in gran parte dalla lotta all’evasione derivante da incentivi sull’uso di bancomat e carte di credito.

L’argomento preferito dai banchieri che sostengono la legislazione anti-contanti si basa sul fatto che paesi arretrati come Italia, Grecia ed Albania userebbero massicciamente il contante. Quel che si scordano di dirci, invece, è che il Paese che più utilizza il contante al mondo è la terza potenza economica del globo: la Germania.

I tedeschi pagano in contanti i loro acquisti ed i loro debiti con percentuali che sfiorano l’80 per cento. Lo fanno per suggestione, tradizione, usi e costumi? Può essere, ma ciò che a me interessa è che i tedeschi sta cosa del contante l’hanno presa molto sul serio ed hanno istituito un convegno scientifico dedicato al tema, il Bargeldsymposium (QUI il sito ufficiale), a cui partecipano le maggiori autorità teutoniche di economia. La cosa curiosa è che il convegno tedesco sul contante è promosso dalla Bundesbank, e non da qualche anarchico antisistema.

Bene.

A quali risultati “scientifici” è dunque pervenuto il Bargeldsymposium?

Posto che il convegno si tiene da molti anni e quindi aggiorna costantemente i risultati, si potrebbe così sintetizzare:

  1. Non c’è nessuna correlazione statisticamente dimostrabile fra l’illegalità delle organizzazioni criminali e l’uso del contante.
  2. Non c’è alcuna correlazione statisticamente dimostrabile fra la dimensione dell’economia sommersa (i pagamenti in nero) ed il contante.
  3. Per alcuni paesi, Germania compresa, la limitazione all’uso del contante normata dalla legge entra in aperto contrasto con la Costituzione.
  4. Il pagamento in contanti comporta un costo per transazione bassissimo.

Ma guarda un po’! Sono considerazioni diametralmente opposte a quanto sostenuto da gran parte della stampa italiana, dal nuovo governo e, naturalmente, dal sistema bancario italiano. Ah, ma quant’è bella la scienza!

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