I voltagabbana. E se li minacciassero?

Questo pezzo è ironico e vietato ai cretini. Dunque, non leggetelo. Inoltre, essendo ironico, è tutta fuffa, ricco di suggestioni non comprovate. Insomma, dai, siccome non avete senso dell’umorismo, evitatelo.

Fatta la doverosa premessa, andiamo all’allegra ipotesi bufalara. Tutto parte da una riflessione facebookiana di qualche tempo fa che riguardava la possibilità che la piattaforma Rousseau non potesse esprimere la reale posizione politica degli iscritti al Movimento 5 Stelle, ipotizzando dunque la sua “manipolabilità”. Ovviamente è venuto giù il mondo. Gente che non mi ha mai cagato di pezza si è messa a pontificare facendo finta di non sapere chi sia io e quanto mi sia speso negli anni per alcune tematiche care al movimento. In sostanza, qualcuno ha approfittato del momento politico teso per darmi del complottista. Tuttavia, la polemica mi ha fatto riflettere sui voltagabbana, cioè su quelle figure che cambiano opinione facilmente. In Italia ne abbiamo una collezione forse unica al mondo, soprattutto in campo politico. La base del movimento, a quanto posso constatare discutendo con le persone, non mi sembra affatto aver cambiato idea. Si tratta di un elettorato molto interclassista, che nel corso degli anni ha appoggiato Beppe Grillo e Casaleggio soprattutto per dare uno schiaffo alla politica tradizionale. In altri termini, l’elettorato 5stelle è composto da operai, impiegati, imprenditori accomunati dalla contestazione del sistema. Chi a marzo 2018 ha votato movimento e lega lo ha fatto perchè contrario alla politica del governo precedente, guidato da un partito – il PD – a torto o a ragione considerato la quintessenza del “sistema”. Credo che, almeno su questo, non ci siano dubbi.

Ai primi di agosto di quest’anno, però, è cambiato tutto. Il padre spirituale del movimento, Beppe Grillo, ha cominciato a parlare di “barbari”. “Non possiamo lasciare il paese ai barbari”, ha detto. I più attenti avevano subito notato che lo scongelamento di Grillo non sembrava essere casuale. Se n’era stato zitto per mesi; anzi, per anni, e poi se ne esce con questa bomba? A farla detonare ci aveva pensato poche ore prima Matteo Salvini, accendendo la miccia del voto. Fu così che i leaders del movimento, con Grillo alla loro testa, si defilarono dal governo formandone un’altro proprio col PD. E siamo alla cronaca di questi giorni.

Dunque, a far cadere il governo non c’ha pensato la piattaforma Rousseau, nè lo spread, ma Salvini (prima) e Grillo (poco dopo), direi a parimerito. La tempistica di Grillo, però, mi ha fatto molto riflettere. Sennò, che complottista sarei? Grillo ha risposto a Salvini subito, un tempo si sarebbe detto “a stretto giro di posta”. Eppoi, questa è la cosa più curiosa, all’attacco di Salvini ha risposto LUI, e non la base appositamente interpellata, o il leader ufficiale del movimento Luigi Di Maio, o l’homo novus Giuseppe Conte. No no, ha risposto proprio LUI, Grillo, che si era messo nel freezer da mesi e che dentro al partito non ricopre alcun incarico ufficiale.

L’articolo sul blog dove parla dei barbari, però, non sembrava preparato da tempo. Questo no, ma da giorni forse si, se è vero che a fine luglio una modella svedese aveva fatto partire le indagini a carico del figlio di Beppe Grillo, Ciro, per violenza sessuale di gruppo. La coincidenza (è ovvio che si tratti di coincidenza) mi ha fatto tornare alla mente un’altra coincidenza. Era l’estate del 2011 e Silvio Berlusconi sembrava saldamente ancorato alla sua poltrona di Presidente del Consiglio, forte del mandato degli elettori e sprezzante nei confronti della crisi (“i ristoranti sono pieni”) e dello spread. Quand’ecco che… Quand’ecco che iniziano le vendite furibone delle società in Borsa della famiglia Berlusconi. Ogni giorno, milioni di euro bruciati e le quotazioni tutte di un colpo vanno a finire sotto i tacchi. Puf, come per magia, Berlusconi fece un passo indietro e arrivò LEUROPA, sotto il loden rassicurante di Mario Monti.

Ora Grillo si rifà vivo proprio quando il figlio è sotto attacco giudiziario, e per un reato gravissimo come lo stupro di gruppo, secondo le accuse a quanto pare consumato nella villa di Grillo a Porto Cervo (chi di voi ambientalisti non ha uno straccio di villa aPorto Cervo?). Io non posso neanche pisciare in giardino di notte che un’ora dopo lo sa tutta la città, ma l’opinione pubblica italiana è stata informata di indagini sul figlio di Grillo solo ora, e non ai primi di agosto.

Cosa voglio dire con questo?

NIENTE!!!

MA SAPETE CHE VUOL DIRE NIENTE DI NIENTE DI NIENTE?

L’ho detto sopra: è un post ironico, divertente, ahahaha. Siamo sulla scia del complottismo che va tanto di moda di questi tempi. Che ridere! Piaciuta la satira? Faccio un meme? Sono davvero spassoso.

(Anch’io tengo famiglia)

4 Commenti

  1. “Euro e bugie: Grillo ha illuso e tradito gli italiani indignati”, prima parte

    “RINCOGLIONITI SI DIVENTA”, a cura del Dott. Francesco Carrara per Scenarieconomici

    12 febbraio 2018

    Ricerca: “Genealogia di un rincoglionimento”. Definizione di rincoglionimento: “Rendere qualcuno imbecille, incapace di nuocere”. Fenomenologia di un rincoglionimento: nel maggio 2014 Beppe Grillo dichiara: “Il fiscal compact è una follia. Noi non abbiamo firmato un cazzo, andiamo in Europa e il Fiscal Compact glielo strappiamo in faccia davanti alla Merkel”. Gli italiani si svegliano e s’indignano. Finalmente un politico che dice pane al pane e vino al vino. Nel dicembre 2014, Beppe Grillo specifica: “Riprendiamoci la sovranità monetaria e usciamo dall’incubo del fallimento per default. Per non finire come la Grecia. Fuori dall’euro o default”. Gli italiani esultano: c’è vita intelligente nell’Europa deficiente. Nel febbraio 2015, Grillo chiarisce: “Il premier sta eliminando tutte le tutele di legge che ci proteggono dalla colonizzazione dei poteri forti, cedendo completamente la sovranità nazionale agli euroburocrati senza legittimazione”. Gli italiani non stanno più nella pelle: ecco un hombre vertical che mette i dittatori a novanta gradi. Nel maggio 2015, Beppe Grillo sentenzia: “Di euro si muore. Il primo Paese che uscirà dalla trappola dell’euro dimostrerà che è solo una zavorra che costringe a sacrificare pensioni, diritti dei lavoratori ed economie nazionali al pagamento di interessi ai Paesi creditori del Nord Europa, Germania in primis. L’unico loro obiettivo. Fuori dall’euro quindi per ritornare a vivere”. Gli italiani non credono alle loro orecchie: allora è tutto vero, un leader ci indica la via per scappare dall’eurocrazia. Nel luglio 2015, Beppe Grillo ci va giù duro: “Guy Verhofstadt (il leader dell’Alde) è il politico che più dentro al Parlamento europeo incarna l’eurostatocentrismo”. L’euforia degli italiani è alle stesse (cinque): mai nessuno aveva osato tanto contro la burokratura comunitaria. Gennaio 2017: Grillo chiede e ottiene dagli iscritti, con votazioni on line, il consenso all’ingresso nel gruppo dell’Alde di Guy Verhofstadt. Gli italiani cominciano ad avvertire un lieve giramento di capo. Nel settembre 2017, a Cernobbio, il candidato premier grillino Di Maio dichiara: “Il referendum sull’euro va usato come peso contrattuale e come via d’uscita nel caso in cui i paesi mediterranei non dovessero essere ascoltati in sede europea, ma noi non siamo contro la Ue“. Gli italiani faticano a raccapezzarsi e a mantenere l’equilibrio. Nel gennaio 2018, da Bruno Vespa, Di Maio enuncia: “Io non credo sia più il momento per l’Italia di uscire dall’euro perché l’asse franco-tedesco non è più così forte”. Gli italiani sono definitivamente sedati: incapaci di nuocere. A quel punto, passa Di Battista e – alla domanda se i 5 Stelle riusciranno a governare – risponde: “Io non lo so, perché gli italiani li vedo molto rincoglioniti”. E a un trenta per cento circa di italiani viene un dubbio amletico: “Se rincoglioniti si diventa, coglioni si nasce?”.

    Riferimento:

    https://scenarieconomici.it/rincoglioniti-si-diventa/

  2. “Euro e bugie: Grillo ha illuso e tradito gli italiani indignati”,seconda parte.

    “Mi fa morire lo-spirito-originario-del-M5S: un giocattolo creato da due miliardari che si tramanda per eredità, come le monarchie. Ha una sola regola: DIRE tutto e il suo contrario e FARE ciò che vogliono i padroni del mondo.”
    tweet di “IlPedante” del 16 lug 2019

    Riferimento:

    https://twitter.com/EuroMasochismo/status/1151244278175346689

  3. “Euro e bugie: Grillo ha illuso e tradito gli italiani indignati”,terza parte.

    Esempio emblematico recentissimo di come il M5S dica una cosa e poi fa tutto il contrario in perfetta linea con le elites antidemocratiche, ovviamente il tutto taciuto dai media mainstream, chissà come mai…

    “Giuseppe Conte scrisse a un Gran Maestro e pensare che Di Maio voleva denunciare i massoni”, di Z. Bartucca per RecNews

    8 settembre 2109

    https://www.recnews.it/2019/09/08/conte-scrisse-a-un-gran-maestro-pensare-che-di-maio-voleva-denunciare-i-massoni/

  4. “La coincidenza (è ovvio che si tratti di coincidenza) mi ha fatto tornare alla mente un’altra coincidenza. Era l’estate del 2011 e Silvio Berlusconi sembrava saldamente ancorato alla sua poltrona di Presidente del Consiglio, forte del mandato degli elettori e sprezzante nei confronti della crisi (“i ristoranti sono pieni”) e dello spread. Quand’ecco che… Quand’ecco che iniziano le vendite furibone delle società in Borsa della famiglia Berlusconi. Ogni giorno, milioni di euro bruciati e le quotazioni tutte di un colpo vanno a finire sotto i tacchi. Puf, come per magia, Berlusconi fece un passo indietro e arrivò LEUROPA, sotto il loden rassicurante di Mario Monti.”, Prof. Massimo Bordin, penultimo passaggio dell’articolo.

    Effettivamente pure in quell’occasione ci fu anche dell’altro molto più compromettente, pure quest’altra volta ovviamente il tutto fu messo a tacere dai media mainstream, chissà come mai….

    Ecco un antepasto.

    Gianfranco Rotondi:

    ma io non ho nulla contro la massoneria. Le posso citare una bella battuta di D’Alema a Buttiglione mentre scorrevano insieme la lista dei ministri del governo Dini? Alle battute di D’Alema mi metto sull’attenti. Questa era davvero deliziosa: “Rocco, un po ‘ di massoni in un governo vanno bene, ma troppi storpiano”.

    Proseguimento:

    https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-rotondi-riapre-caso-merkel-massoneria-internazionale-ha-fatto-33877.htm

    In conclusione e in breve:

    “Poche mani, che sfuggono al controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa lo ignora, perché non se ne preoccupa”, Antonio Gramsci, (1891-1937), politico, filosofo, giornalista, linguista e critico letterario italiano.

    Cordiali saluti e buona settimana.

    TheTruthSeeker

    NB per dirla in altro modo “terra, terra” che poi per certi versi si va spesso all’essenza delle cose:

    “Quanto ‘a stanno a fa’ lunga, aoh! Ma ‘n finale ‘sti massoni chi so’? Ladri comm’ a noi, solo che c’hanno er cappuccio!”, battuta tratta da Romanzo criminale – La serie.

    La grande differenza è però che i banditi armi in pugno ci mettono la faccia e vanno qualche volta in galera, i grandi massoni invece non ci mettono mai la faccia e non vanno mai in galera, ovviamente dei primi i media mainstream ne parlano, sui secondi invece fanno calare sempre il silenzio assoluto , chissà come mai…..

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