La Fed usa il Bazooka della liquidità, ma è stato un errore. Mica voleva…

Il MERCATO, quello che si autoregolahahahahahahaha, chiede droga. E il suo pusher preferito, la FED, gliela procura.

Da un paio di giorni circola la notizia che la Fed, la Banca centrale Americana, ha deciso un’ inaspettata iniezione di liquidità di svariati miliardi in aggiunta a quelli già preventivati. L’iniezione quotidiana aumenterebbe da 75 miliardi di dollari a 100 (25 miliardi in più ogni giorno…) per le banche. Per il mercato societario e bancario dei pronti contro termini (“repo” nel linguaggio tecnico), sono previsti aumenti del 100% di liquidità, passando da 30 miliardi a 60. La motivazione ufficiale è che ci sono scadenze che le banche devono pagare e che non possono trovarsi a corto di liquidità. In particolare, molte obbligazioni societarie (corporate) in circolazione sarebbero in scadenza. Occorre saldare, e le banche non avrebbero avuto la liquidità sufficiente senza l’intervento della banca centrale. Altre fonti riportano come motivazione anche le scadenze fiscali del periodo. Si tratta solo di scuse? Nessuno lo sa con certezza, ma è evidente che siccome queste scadenze ci sono ogni anno e da sempre, allora potrebbe esserci del marcio in Usa.

In altre parole: cosa sta succedendo? Le ipotesi dei commentatori si accavallano in queste ore tra legittime obizioni alla straordinarietà delle misure messe in campo dalla FED a ipotesi complottiste audaci: su facebook alcuni analisti sospettano di una o più banche – ancora sconosciute ai media – ma sull’orlo del fallimento.

La mia idea è che la Fed si stia semplicemente preparando ad una recessione prossima ventura con misure che vanno oltre il solito giochetto sui tassi. Siccome non è più possibile usare quella leva con l’efficacia i prima, la Fed mette le mani avanti e fornisce di liquidità. Alla fine, la Fed si troverà con una situazione simile a quella della Bce di oggi: obbligazioni statali che rendono zero o meno di zero. La qual cosa, come stiamo vedendo in Europa, non sta funzionando granchè bene, nel senso che la nostra economia è stagnante, mentre l’America ancora regge bene con disoccupazione molto bassa ed un pil tonico.

Lo scenario più probabile, a parer mio, è un’accellerazione della politica protezionistica, come sempre è avvenuto quando le nazioni trainanti l’economia mondiale si sono trovate in simili situazioni. Trump, che qui da noi è stato descritto come un imbecille, ha visto più lungo della maggior parte degli economisti accademici, almeno sotto il profilo dell’analisi del problema. E’ molto utile, infatti, cogliere la situazione attuale tramite l’ingegneria finanziaria, i grafici e tutto il resto. Ma – e lo sostengo davvero senza alcuna presunzione o ironia – non sarebbe nemmeno male avere una visione storica e guardare con maggior attenzione a quello che accadde in Germania e in Europa negli ultimi vent’anni dell’Ottocento, quando si svilupparono le “guerre commerciali” ed il rafforzamento dei nazionalismi.

1 Commento

  1. La FED, la BCE o altre simili, non sono altro che sistemi di mutuo soccorso sovrannazionali per il sistema bancario privato, quindi di cosa ci si dovrebbe meravigliare? Che si regalano di montagne di credito fiat a cui solo la popolazione crede?
    Sono sistemi progettati e realizzati per tosare il bestiame a livello globale a costo zero.

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