Prof, che ne pensa dello sciopero sul clima?

Mia moglie da quando la conosco continua a dirmi che suo papà è un pianista provetto. Ed infatti quando entro a casa dei miei suoceri trovo un bellissimo pianoforte nero in un salottino appositamente dedicato. Una volta, persino, ho sorpreso mio suocero con un tecnico accordatore che si agitavano attorno allo strumento musicale perchè alcuni tasti non funzionavano più come dovevano.

Bene.

Però anche se mi vengono forniti diversi indizi, non posso affermare che mio suocero sia un bravo pianista perchè si vergogna, non vuole suonare in pubblico, non lo ha mai fatto, e non conosco nessuno che lo abbia mai sentito suonare (tranne suocera e moglie, ovviamente). Io non l’ho mai sentito e se gli chiedo di suonare non lo fa. Si, insomma, devo fidarmi di quello che mi dice mia moglie, ma ho qualche dubbio che sarà ricordato dai posteri come pianista perchè non ha mai allietato nessuno con le sue note. Quando sarà la sua ora, verrà pianto e celebrato per tante sue qualità, ma certamente non come pianista. Il mondo della musica non saprà mai nulla di lui.

Questo fatto di banale cronaca famigliare mi è venuto in mente stamane quando in ogni classe scolastica dove tengo lezione gli studenti mi hanno chiesto cosa penso dello sciopero sul clima promosso da Greta Thunberg, l’adolescente scandinava che da diversi mesi compare su ogni rotocalco mediatico che si rispetti. Pur essendo piuttosto attivo sui social, non ho mai scritto una riga pro o contro Greta Thunberg e, a dirla tutta, i post che la deridono mi hanno dato più fastidio dei post che la esaltano come novella Giovanna d’Arco. Ho sempre pensato che il cambiamento climatico sia dovuto (anche ) all’attività umana e che, più in generale, l’inquinamento sia un problema serio. Non lo penso per sentito dire, ma perchè ho qualche nozione ecologica e comprendo piuttosto bene i meccanismi che creano l’effetto serra. Inoltre, stimo Luca Mercalli, che si è schierato a favore delle proteste, e anche l’economista Serge Latouche, che ho avuto l’onore di intervistare personalmente per ben due volte. E’ stato dunque per me curioso constatare che moltissimi estimatori di Latouche e di Mercalli, siano invece saldamente contrari a Greta e al suo attivismo internazionale. Tra le amicizie sviluppatesi negli anni anche grazie all’attività di questo sito web, i critici di Greta sono ben più numerosi dei suoi estimatori.

Tuttavia, finora non ho toccato l’argomento perchè pensavo che, alle solite, si fosse formato un bias cognitivo che radicalizza le posizioni. Sui social, soprattutto, il tema del cambiamento climatico e dell’inquinamento, che fino a pochi anni fa si poteva considerare bipartisan, ora ha creato due bolle giganti: in una ci sta Greta ed il suo movimento per il clima. E’ la bolla più grande, ed è in continua crescita grazie all’effetto mediatico. Chi digita e protesta all’interno di questa bolla arruola sempre più estimatori. Insomma, la bolla Greta è quella più grossa. Poi c’è una bolla più piccola, composta da meno scienziati rispetto alla prima e da un numero non facilmente quantificabile di soggetti che non sopportano Greta come simbolo e vedono come fumo negli occhi i suoi estimatori, classificati come ecologisti dell’ultima ora, radical chic e tutto il solito repertorio. Come sempre capita in questi casi, le due bolle sono l’una contro l’altra armate ed ogni tifoso cerca SOLO conferme alla propria teoria di riferimento tramite quel meccanismo che viene chiamato appunto “bias cognitivo”.

Stamattina, però, i miei studenti mi hanno chiesto se a parer mio fosse il caso di protestare per il clima scioperando ed io li ho molto delusi, perchè non ho saputo dare una risposta. Il motivo molti di voi l’avranno già intuito: da un lato, sono convinto – grazie alle mie letture scientifiche – che Greta abbia ragione e che, davvero, la nostra casa sia in procinto di prendere fuoco. Dall’altra, capisco anche che ci sia qualcosa nel fenomeno Greta che non è convincente.

Siccome in un sito che si occupa di controinformazione, filosofia ed economia, gli aspetti tecnici che supportano i danni dell’effetto serra non interessano nessuno, è bene allora che riveli in cosa consistono i miei dubbi.

E torniamo all’esempio di mio suocero. A cosa serve essere artisti e creare opere se nessuno può ammirare tali creazioni? Certo, la musica può essere terapeutica, allietare anche un sol uomo, ma ragionando in maniera un tantino olistica, o più banalmente politica, questa esperienza davvero si disperde in milioni di rivoli fino a perderne le tracce.

Probabilmente, in qualche parte del mondo, esisterà anche un uomo che una volta, scappando da un leone o allenandosi da solo sulla pista, ha corso i 100 metri in meno di 8 secondi. Chissà! Forse è capitato, ma l’umanità non saprà mai che questo è possibile, nè avrà mai potuto godere di un simile spettacolo di potenza.

E’ in gara che si deve fare il record di velocità, non nell’anonimato.

Le proteste di Greta hanno smosso milioni di persone. Migliaia di ragazzi hanno indossato le loro balenciaga da 700 euro e sono andati in piazza. Bello. Anch’io l’avrei fatto, alla loro età. I miei colleghi lo stanno consigliando e domani, mia figlia adolescente protesterà in piazza, anche su consiglio dei suoi insegnanti. Obama ha dato l’ok. Gli scienziati sono d’accordo.

Dunque, tutto a posto no? Se scienziati, insegnanti, educatori, manager, dottori e grandi uomini politici sono d’accordo, scusate, mi sapete dire dove c***o è il problema?

Invece, come per il suocero pianista, io non riesco proprio a sentire nessuna sinfonia. Non arriva alcuna nota. Con i gilet gialli arrivava il sound, perchè “qualcuno” era contro di loro.

Non credo di essere diventato improvvisamente sordo perchè sono un fottuto complottista e bastian contrario, ma perchè la storia mi ha insegnato che se uno protesta, deve esserci per forza qualcuno che non è d’accordo. Sennò, CONTRO chi protesta? Voglio dire: come faccio a litigare sul rigore concesso alla Juventus se sono tutti d’accordo con me? Gli avversari della Juve sono d’accordo. L’arbitro è d’accordo, i telecronsiti sono d’accordo. Tutti mi dicono: ok, hai ragione, è rigore! Hai ragione tu. Anche il giocatore che ha fatto il fallo lo ammette: “hei Bordin, hai ragione accidenti, e che rigore sia”. Ma santi numi, allora cosa protesto a fare? Non mi sentirei un poco cretino?

Ecco. Per chi la vuol capire, la faccenda di Greta – il “sospetto” bieco e complottaro su di lei – sta tutto qua. Nessun uomo che abbia un qualche potere decisionale al mondo dice che non esista l’effetto serra e che non ci sia il problema del cambiamento climatico e dell’inquinamento. Nessuno tra gli esseri umani che contano qualcosa ha da obiettare. Gli unici che criticano Greta sono attivisti internettiani, qualche sparuto giornalista in decadenza (Andrea Scanzi?), qualche blogger. Forse, l’ostacolo a Greta è Donald Trump perchè combatte gli inquinatori asiatici sostenendo che l’ambientalismo occidentale li sta favorendo? E questo significherebbe negare l’effetto serra? Suvvia, non scherziamo: Merkel, Macron, Conte, Clintoniani, per non parlare di tutto il Gotha scientifico: sono tutti d’accordo con Greta. Anch’io lo sono! E, dunque, contro chi devo protestare? Contro chi devo scioperare?

Allora facciamo così. Io domani 27 settembre, e nonostante i dubbi appena espressi, nella giornata del Fridays for Future mi asterrò dal lavoro.

Tanto, venerdi è il mio giorno libero.

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