Simulazione: se la Nato attacca la Russia il Norditalia scompare in meno di 4 ore

Fino a questo momento la città di Kaliningrad è famosa per aver dato i natali al filosofo tedesco Immanuel Kant. Un recento studio dell’Università americana di Princeton, invece, affida all’oblast russo un ben più triste primato: quello di trampolino d’attacco della prima (e forse definitiva) guerra mondiale nucleare. La simulazione ipotizza un attacco nucleare russo (e te pareva!), seppure a seguito di pressioni e provocazioni militari della Nato ad oriente. A seguito di un’ipotetica iniziativa nucleare russa, fanno vedere gli specialisti di Princeton, i primi a pagarla cara sarebbero i tedeschi, i cechi ed i polacchi, che verrebbero bombardati con testate nucleari dagli aerei partiti da Kalinigrad. Primissimo obiettivo dei russi, dunque, il confine orientale della Germania con Repubblica Ceca e Polonia.

Ma è una questione di pochi minuti. A seguito dell’immediata risposta Nato contro Kaliningrad partita da Ramstein, in Germania, il secondo bersaglio dei russi in funzione antiNato avverrebbe a raggiera colpendo quasi contemporaneamente Turchia, Aviano in Fiuli Venezia Giulia e Brescia in Lombardia.

Poco dopo è la volta di Belgio e Inghilterra, la Spagna ed il sud Italia fino a coinvolgere tutte le aree d’Europa.

Dal primo aereo partito da Kaliningrad alla distruzione di Aviano e Brescia, non passerebbero nemmeno 4 ore, stando al filmato pubblicato dall’Università di Princeton.

Come ipotizzabile da chiunque, anche la simulazione rivela che dopo gli interventi aerei in Europa partirebbero i missili ed i sommergibili dagli States. Il conflitto causerebbe la morte di 90 milioni di uomini nel giro di poche ore. Ma i primi sarebbero tedeschi, cechi, polacchi e italiani, ai quali non sarebbe dato nemmeno il tempo di raggiungere i peraltro rarissimi rifugi antinucleari. In Veneto, ad esempio, si trova il più grande rifugio antiatomico d’Europa, ma è stato dismesso nel 2010. Fu realizzato dalla Nato presso il Monte Moscal di Affi, in provincia di Verona (vedi QUI) per essere poi ceduto nel 2007 al Ministero della Difesa italiano che, con la solita lungimiranza, ha pensato bene di dismetterlo.

Detto diversamente, mentre in altre aree del pianeta, milioni di uomini potranno sopravvivere grazie alla distanza che li separa dai teatri di guerra oppure per la disponibilità pubblica e privata di rifugi antiatomici, in Italia no. In caso di guerra nucleare con la Russia gli italiani, semplicemente, scomparirebbero dalla faccia del pianeta, così come moltissimi altri milioni di europei. L’Europa, insomma, in virtù dell’inimicizia con la Russia e l’adesione alla Nato non sopravviverebbe ad un intervento atomico russo, soprattutto gli italiani, che con i tedeschi ospitano le basi militari più importanti. Andrà decisamente meglio ad africani, cinesi, sudamericani ed ai (pochi) russi che vivono in Siberia. In Europa, gli unici europei minimamente attrezzati sono gli svizzeri che fin dagli anni Sessanta, e per legge, hanno dovuto dotare ogni palazzina di nuova costruzione di un bunker antiatomico. (Svizzera: dove tutto è pronto per l’Apocalisse)

5 Commenti

  1. Da Ricordare Sempre!!

    Storia in Rete n. 164-165, luglio-agosto 2019

    Durante la crisi dei missili del 1962 fra USA e URSS, l’Italia

    sarebbe stata fra i primi bersagli di una guerra nucleare. A rivelare

    quanto vicini siamo finiti a un olocausto atomico è una lettera inedita

    dell’ex ministro della DC Paolo Emilio Taviani: due ore al conflitto

    totale e finale, con obbiettivo primario le basi missilistiche della

    NATO in Puglia, stracolme di bombe nucleari.

    Per un’anteprima:

    http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2019/07/STORIA-IN-RETE-n164-165-previu.pdf

    Ma i media mainstream fanno tutto il necessario e il possibile per non farlo ricordare mai, chissà per quale arcano mistero…………

    Complimenti per l’ottimo articolo.

    Cordiali saluti.

    TheTruthSeeker

  2. Integrazione, prima parte.

    “Rand Corporation: come abbattere la Russia”

    di Manlio Dinucci

    Le conclusioni dell’ultimo rapporto confidenziale della Rand Corporation

    sono state pubblicate in un “Brief” in cui è descritto come deve essere

    condotta la nuova guerra fredda contro la Russia. Alcune raccomandazioni

    sono già state messe in atto, ma l’esposizione sistematica permette di

    capire quale sia il vero obiettivo.

    Rete Voltaire

    Roma (Italia)

    21 maggio 2019

    Proseguimento:

    https://www.voltairenet.org/article206543.html

  3. Integrazione, seconda parte.

    L’attacco contro il WTC era stato anticipato dalla Rand Corporation

    Le previsioni “inimmaginabili”
    della Rand Corporation

    23 Agosto 2005

    Finanziati dalle industrie militari, gli analisti della Rand Corporation richiedono sempre
    più denaro per i bilanci militari. Secondo loro, lo scenario dell’11 settembre
    era inimmaginabile e segna una rivoluzione nel terrorismo che richiede crediti
    illimitati per essere combattuto. Tuttavia, avevano analizzato l’inconcepibile
    in dettaglio, nel marzo 2001, dinanzi all’accademia dell’aviazione militare US:
    un attacco aereo contro World Trade Center.

    Proseguimento:

    https://www.voltairenet.org/article17521.html

  4. Integrazione, terza ed ultima parte.

    “Come la Nato ha circondato la Russia”, di A. Bellotto per InsideOver

    17 Novembre 2016

    https://it.insideover.com/politica/la-nato-circondato-la-russia.html

    In conclusione e in breve, che gli ambienti politici e militari più guerrafondai e megalomani degli USA vogliono ancora abbattere la Russia senza rischiare una vera carneficina nucleare in Europa è un’assoluta balla propagandistica colossale, soprattutto visti i precedenti storici, vedasi a tale proposito i fatti storici riportati nel mio primo post e nel mio penultimo post.

    Di nuovo complimenti per l’ottimo articolo.

    Cordiali saluti.

    TheTruthSeeker

  5. Approfitto di questo articolo che parla di Russia, per porre una domanda rispetto alla quale mi aspetterei una risposta argomentata.
    Perché mai dichiararsi sovranisti quando, in virtù dei trattati europei che l’Italia ha liberamente sottoscritto, la UE ci ricorda i nostri doveri, e al tempo stesso ammirare Putin che ha violato spudoratamente la sovranità di un’altra nazione, ossia l’Ucraina?
    C’era stato il “colpo di stato di Maida”? Ah, perché Yanukovich pagato dai russi invece andava bene?
    La Crimea è etnicamente russa? Beh, i confini li aveva a suo tempo stabiliti Stalin e, con l’accordo del 1991, venne deciso di non toccarli. In cambio Ucraina, Bielorussia e Kazakhstan rimandarono in Russia l’arsenale atomico. Avrebbe Putin annesso la Crimea se Kiev si fosse tenuta una decina di atomiche? Dubito proprio.
    Che forse la Russia sta pagando il conto dei disastri ambiientali e sociali che si è lasciata alle spalle? Giusto per citarne alcuni Chernobyl, l’Aral, la desertificazione di ampie porzioni di territorio ucraino.
    Quest’ultima forse è la storia meno nota. La conosco perché, avendo girato in lungo e in largo l’ex-URSS mi è stata raccontata da chi è del posto e in una qualche maniera la conosce visto che molte cose continuano ad essere tenute nascoste per il rischio di scatenare vendette.
    Allora, negli anni ’30 Stalin collettivizzò le terre, deportando o sterminando i kulaki.
    Il risultato in Ucraina fu, a parte una “trascurabile” carestia che fece un milioncino di morti e diede luogo a fenomeni di cannibalismo (lo sapeva che Chikatilo aveva un fratello che venne mangiato dai vicini e fu questo fatto che segnò la sua esistenza facendolo diventare il campione dei serial killer? e lo sapeva che il personaggio letterario di Hannibal Lecter si ispira proprio a quel periodo? solo che, sia per ragioni di tempi che per farlo essere un cattivo che si guadagna rispetto, la cosa viene spostata in Lituania e i cannibali sono i nazisti in ritirata), ebbe conseguenze a lungo termine. In pratica sparirono i contadini, cioè coloro che sapevano come coltivare la terra, a un certo punto rimasero solo gli operai agricoli che seguivano le direttive degli agronomi di Mosca.
    E nel 1991 questi agronomi se ne andarono, così come tutti gli insegnanti se ne andarono, ad esempio, dal Turkmenistan. E gli operai agricoli non sapevano più che fare.
    Orbene, l’Ucraina è bella piatta, quando soffia il vento non vi è ostacolo naturale che lo tagli. Per cui è necessario piantare filari di alberi, cespugli e così via, altrimenti il vento si porta le famose “terre nere”, che sono proprio nere, glielo confermo, mi ci sono schizzato per bene i pantalni, giù fino al Mar Nero, che infatti è nero proprio per questo motivo.
    Spariti gli agronomi, nessuno ha più spiegato agli operai agricoli cosa fare con quegli alberi e quei cespugli. E loro li hanno tagliati, gli alberi, per farci legna. E i cespugli li hanno estirpati, impicciavano. Risultato? Desertificazione.
    La Russia, terra che amo, è purtoppo stata sempre, sempre, governata da criminali

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