Arriva una Rivoluzione nell’investimento Immobiliare

Da anni, molti investitori hanno abbandonato l’immobiliare come investimento preferito. In Italia, soprattutto al nord, il prezzo delle case era enormemente salito perchè gli industrialotti, i liberi professionisti e gli artigiani “in nero” avevano bisogno di parcheggiare l’enorme liquidità a loro disposizione in un investimento sicuro. Cosa c’era di meglio dell’immobiliare?

L’immobiliare garantiva un costante flusso di cassa, grazee agli affitti, si lasciava facilmente in eredità a figli e e nipoti grazie ad una legislazione accomodante sulle successioni, ma, soprattutto, consentiva un surplus al momento della vendita, dato che una volta cresceva tutto, in qualsiasi parte d’Italia ed in modo consistente.

Poi anche per i palazzinari sono arrivati ai primi dolori di pancia: tasse più alte sulle seconde case, italiani che rinunciano a metter su famiglia, crisi internazionali legate proprio all’immobiliare dei mutui subprime in America.

Tranne qualche lodevole eccezione (Milano dopo l’expò internazionale, ad esempio), da allora il mercato immobiliare in Italia non si è più davvero ripreso. Chi ha comprato nel 2007-2008 lo ha fatto sui massimi e quel livello non è più stato raggiunto.

Io stesso, su questo sito, ho più volte analizzato il fenomeno dell’investimento in immobili con moderato pessimismo, ma ora forse qualcosa sta cambiando. All’estero di sicuro, e piano piano anche qui.

Di che si tratta?

L’immobiliare sta per sposare il proptech, parola terribile che mutua il ben più famoso fintech. Anche nel comparto compravendita di case e appartamenti stanno per arrivare nuove piattaformi digitali, esattamente come nel “fintech” che mette assieme la finanza con la tecnologia. Il proptech è la proprietà immobiliare digitalizzata.

Già da subito abbiamo (all’estero) un esempio clamoroso di proptech, e cioè le agenzie immobiliari ISTANTBUYER, che consentono di eliminare il più grave problema del mercato: il fattore tempo.

Com’è noto, infatti, il problema che oggi preclude a molti l’investimento immobiliare è la sua “liqudità”, cioè il fatto che il tempo che passa tra la messa in vendita di un immobile e la chiusura del contratto è molto lungo, il più delle volte passano 9-10 mesi mesi; alcune volte anche diversi anni.

Si dirà che le cause di questo fenomeno sono imputabili a compratori e venditori, che non si mettono d’accordo subito, e magari per motivi irrazionali, ma non c’è solo questo aspetto. Com’è noto, inatti, la vendita dell’immobile è legata a visite da parte degli acquirenti, disponibilità degli agenti sul territorio, burocrazia, e trattativa sul prezzo finale. Le nuove piattaforme digitali istantbuyer, al contrario, garantiscono la vendita di un immobile nel giro di un mese.

Come fanno?

Con la tecnoogia! Le piattaforme, infatti, sono basate su raccolte di dati in grado di mappare il territorio con una precisione chirurgica. Alla fine della loro elaborazione, riescono a fissare il prezzo di un immobile sulla base della qualità, età del manufatto, località, media dei prezzi di mercato dell’area interessata, peso della domanda, ecc. ecc.

Si, lo avrete già capito, sto parlando dei soliti maledetti algoritmi, che però in questo caso potrebbero essere una manna per rendere più liquido e dunque appetibile l’investimento immobiliare che è l’ultimo, in ordine di tempo, ad essersi digitalizzato con questa novità.

Com’è noto, infatti, tutti gli altri assets si possono da molto tempo comprare e vendere con un click: azioni e obbligazioni dagli anni 90′, e standosene comodamente seduti a casa e sicuri che ogni volta ci sarà una controparte. Diverso per case e terreni. Almeno fino ad oggi, visto che la tecnololgia proptech è già una realtà e consentirà a chiunque di comprare e vendere immobili senza nemmeno muovere l’automobile dal garage e nel giro di poche settimane.

Attenzione! Non si tratta di un mercato di immobili svalutati, in stile “aste giudiziarie”, ma di un calcolo preciso sul reale valore di mercato dei metri quadrati oggetto d’interesse.

Al di là della specifica questione economica italiana, delle coppie che non fanno più figli e così via, l’arrivo del proptech potrebbe risollevare il mercato immobiliare italiano aumentando incredibilmente le comrpavendite, e sul medio-lungo termine, anche i prezzi. Chi lavora nell’immobiliare, invece, dovrebbe cominciare a studiare questo nuovo strumento ed interessarsene per evitare di fare la stessa fine degli ascensoristi in livrea degli anni ’60 (fonte: qui).

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