Come fa una piccola impresa a diventare un colosso? Magia…

Nelle decadenti facoltà di economia internazionali e nazionali, soggiornano pseudoeconomisti convinti che che la piccola e media impresa deve morire e che solo la grande abbia senso. In realtà, anche solo per il fatto che esistono (principio di ragion sufficiente), hanno “senso” entrambe. Detto questo, ma come diavolo fanno le piccole imprese a diventare grandi? Oppure, se preferite, come fanno i colossi, ad essere tali?

Propongo in sintesi quanto sappiamo da poco su Ikea in nord Europa, il gigante del mobile che ha scalzato tutti o quasi i competitor sul territorio, secondo una news proposta da reuters (QUI)

Alla fine dell’anno, la proprietà del marchio IKEA, Inter IKEA, potrebbe essere condannata a pagare milioni di euro di imposte arretrate olandesi, secondo quanto riferito da due persone che hanno familiarità con la questione, mentre i garanti della concorrenza nell’UE spingono con la repressione contro gli accordi fiscali sleali concessi alle multinazionali.

La Commissione europea sta correndo per concludere le indagini di due anni sulla proprietà del marchio IKEA, noto per i giganteschi negozi di mobili fuori città, ma i tempi potrebbero ancora slittare.

L’esecutivo dell’UE non ha ancora commentato quanto sta accadendo.

Lanciata nel 2017, l’indagine della UE si concentra su Inter IKEA Systems nei Paesi Bassi, che gestisce le attività in franchising di IKEA e registra tutti i ricavi delle sue commissioni in franchising raccolti in tutto il mondo dai negozi IKEA.

La Commissione ha affermato che la sua inchiesta è stata avviata da una relazione del 2016 dei legislatori del Parlamento europeo secondo cui l’IKEA ha evitato 1 miliardo di euro (1,1 miliardi di dollari) di tasse nel corso di sei anni.

Inter IKEA ha dichiarato in un commento via e-mail lunedì: “Proprio come tutte le altre società che lavorano con il marchio IKEA, Inter IKEA Systems B.V. è impegnata a pagare le tasse in conformità con le leggi e le normative ovunque operiamo. Riteniamo che anche in questi casi abbiamo pagato l’importo corretto delle tasse. “

I riflettori sono infati puntati su due sentenze fiscali concesse dalle autorità fiscali olandesi nel 2006 e nel 2011, che secondo la Commissione europea hanno ridotto significativamente i profitti imponibili di Inter IKEA Systems nei Paesi Bassi e gli hanno dato un vantaggio sleale.

Il garante della concorrenza dell’UE ha affermato che la prima sentenza fiscale, che ha riguardato il periodo 2006-2011, ha comportato il trasferimento di una parte significativa degli utili in franchising di Inter IKEA Systems in un’unità lussemburghese dove non è stata tassata.

TRADUZIONE PERSONALE: i grandi colossi hanno costi alti che vengono però ammortizzati grazie a sovvenzioni pubbliche, oppure a politiche fiscali accomodanti nei loro confronti, come pare essere accaduto in Olanda. Senza questi aiuti, spesso ENORMI aiuti, i colossi non crescono e non sopravvivono. Domanda ai professorini che ammorbano la nazione: anche le piccole partite iva godono di paradisi fiscali, sovvenzioni ed aiuti di stato. E’ questo il liberismo? Aiuti di Stato per le grandi società e massacro fiscale per quelle piccole?

7 Commenti

  1. Traduzione di quanto scritto.
    Se non vi fossero gli stati, o se gli stati si limitassero a gestire difesa, ordine pubblico, giustizia, santà e scuola (e su queste ultime due ci sarebbe pure da discutere), ossia se la spesa pubblica, e di conseguenza l’imposizione fiscale), non superasse il 20-25 % del PIL, tutto ciò non succederebbe.
    Fintanto che si idolatra lo stato invece di considerarlo per quello che è, ossia una organizzazione mafiosa che si è data una ripulita, si cadrà sempre nella stessa trappola ben descritta da Einstein: un pazzo è uno che pensa che ripetendo sempre la stessa azione il risultato possa cambiare.
    P.S. Negli USA dopo la II guerra mondiale, il governo affrontò il problema della mafia italo-americana, cheaveva imperversato prima della guerra, regalandogli di fatto il monopolio del gioco d’azzardo in Nevada. Ma poi sono arrivati altri mafiosi sia in Nevada che nel resto del territorio USA

  2. “La Commissione ha affermato che la sua inchiesta è stata avviata da una relazione del 2016 dei legislatori del Parlamento europeo secondo cui l’IKEA ha evitato 1 miliardo di euro (1,1 miliardi di dollari) di tasse nel corso di sei anni”, Prof Massimo Bordin

    Ma questo tipo di cose sono solo una puntina dell’iceberg delle “Isole del Tesoro”, prima parte.

    Per saperne di più, se ha tempo e voglia, si vada a comprare questo ottimo libro:

    “Le isole del tesoro. Viaggio nei paradisi fiscali dove è nascosto il tesoro della globalizzazione”, Feltrinelli,Nicholas Shaxson, 350 pagine.

    Un’anteprima:

    https://www.libreidee.org/2012/08/le-isole-del-tesoro-che-finanziano-legemonia-mondiale/

  3. “La Commissione ha affermato che la sua inchiesta è stata avviata da una relazione del 2016 dei legislatori del Parlamento europeo secondo cui l’IKEA ha evitato 1 miliardo di euro (1,1 miliardi di dollari) di tasse nel corso di sei anni”, Prof Massimo Bordin

    Ma questo tipo di cose sono solo una puntina dell’iceberg delle “Isole del Tesoro”, seconda parte.

    Vedasi anche a tale proposito il mio post al seguente articolo:

    https://www.libreidee.org/2018/11/onu-povero-un-inglese-su-5-colpa-del-governo-neoliberista/

  4. “La Commissione ha affermato che la sua inchiesta è stata avviata da una relazione del 2016 dei legislatori del Parlamento europeo secondo cui l’IKEA ha evitato 1 miliardo di euro (1,1 miliardi di dollari) di tasse nel corso di sei anni”, Prof Massimo Bordin

    Ma questo tipo di cose sono solo una puntina dell’iceberg delle “Isole del Tesoro”, terza parte.

    Vedasi anche a tale proposito il mio secondo e terzo post al suo ottimo articolo “Siamo vissuti al di sopra delle loro volontà” pubblicato a dicembre 2018 su Libreidee:

    https://www.libreidee.org/2018/12/noi-sfruttati-senza-pieta-caduto-lo-spauracchio-dellurss/

    Visto che ci siamo, riporto il mio commento conclusivo che feci nel secondo post:

    “In conclusione e in breve, dai dati e grafici ben spiegati nell’articolo riportato si evince agevolmente ( per chi sa un minimo di ABC di macroeconomia e finanza ) che la cosiddetta “crisi dei debiti sovrani” da cui tutto è partito, vedasi “Austerità”, è stata innestata da grandi operatori finanziari privati ( hedge funds in prima battuta e poi i big players internazionale del sistema bancario finanziario internazionale, significative note a riguardo nel prossimo post ) senza nessuna base logica e razionale di macroeconomia, il motivo principale era, è e rimane solo quello di fare arricchire le elites del mondo della finanza globalizzata a danno della moltitudine dei cittadini degli Stati i cui titoli del debito pubblico sono stati oggetto di quelle indecenti speculazioni finanziarie.”

  5. “La Commissione ha affermato che la sua inchiesta è stata avviata da una relazione del 2016 dei legislatori del Parlamento europeo secondo cui l’IKEA ha evitato 1 miliardo di euro (1,1 miliardi di dollari) di tasse nel corso di sei anni”, Prof Massimo Bordin

    Ma questo tipo di cose sono solo una puntina dell’iceberg delle “Isole del Tesoro”, quarta parte.

    “Da Dubai agli Usa, paradisi fiscali hi tech.
    I paradisi fiscali cambiano pelle: non più esotiche isolette sperdute nell’oceano, rifugio ambito dagli evasori, ma moderni centri finanziari, con legislazione e prassi amministrativa all’avanguardia, in grado di agevolare alle multinazionali l’accesso a mercati enormi. In una parola: elusione”

    di M. Longoni per “ItaliaOggi”.

    19 Agosto 2019

    https://www.italiaoggi.it/news/da-dubai-agli-usa-paradisi-fiscali-hi-tech-2380946

    NB l’articolo in questione prende il fenomeno alla leggera come se fosse il frutto casuale della globalizzazione ma il fenomeno ha radici storiche intrinseche molto più pervasive, vedasi il mio primo e secondo post.

  6. “Domanda ai professorini che ammorbano la nazione: anche le piccole partite iva godono di paradisi fiscali, sovvenzioni ed aiuti di stato. E’ questo il liberismo? Aiuti di Stato per le grandi società e massacro fiscale per quelle piccole?”, Prof. Massimo Bordin

    The Elephant In The Room!

    “OIL – Le piccole imprese e i lavoratori autonomi coprono la maggior parte dei lavori in tutto il mondo” pubblicato da “Voci dall’Estero”.

    “Uno studio appena uscito dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, che allarga il campo di indagine a 99 paesi, scopre che le microimprese e le piccole imprese offrono la maggior parte dei posti di lavoro a livello globale. Lungi dall’essere una sorta di “malattia” italiana da sradicare con le buone o con le cattive, le PMI si rivelano una struttura portante dell’economia e dell’occupazione in tutto il mondo.

    10 ottobre 2019

    Uno studio rivoluzionario rivela che sette lavoratori su dieci sono lavoratori autonomi o di piccole imprese, una scoperta che ha implicazioni significative per l’occupazione e le politiche di sostegno alle imprese in tutto il mondo.”

    Proseguimento:

    https://vocidallestero.it/2019/10/18/oil-le-piccole-imprese-e-i-lavoratori-autonomi-coprono-la-maggior-parte-dei-lavori-in-tutto-il-mondo/

    Magari domani scrivo qualcosa per un breve commento finale.

    Cordiali saluti.

    TheTruthSeeker

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