Putin, l’antizar, compie 67 anni

Oggi Putin compie 67 anni. I giornali riportano l’incredibile news che sta facendo le vacanze in Siberia, il trekking tra funghi, muschi e licheni. Pubblicano le foto del Capo del Cremlino ironizzando sulla sua tenuta lamberjack, come se fosse possibile andar per boschi in giacca e cravatta. Ogni anno, in queste occasioni, è sempre la stessa storia: Putin con le tigri, Putin che gioca ad hockey, Putin che schiaccia a terra un avversario nel judo. Si, insomma, la solita solfa della propaganda russa che alimenterebbe il mito attraverso scenografie in stile Marvel.

Nessuno che sprechi mai due parole per ricordare da dove viene l’uomo Putin.

Allora lo faccio io.

Presidente operaio era la scritta che campeggiava sui manifesti elettorali dall’ex premier italiano Silvio Berlusconi nel 2001. Trattandosi di un miliardario, l’espressione propagandistica suscitò all’epoca molta ilarità e sarcasmo da parte degli oppositori di Berlusconi, il quale evidentemente cercava di accreditarsi presso una classe sociale molto ampia e produttiva, ma diversa dalla sua. Questo slogan, tuttavia, potrebbe essere utilizzato in modo molto più pertinente dall’ufficio stampa di Vladimir Putin.

Berlusconi, infatti, è figlio di un dirigente di Banca. L’ex Presidente degli Stati Uniti Obama, da bambino, viveva in una villa con piscina, mentre l’attuale leader americano Donald Trump era il rampollo newyorkese della famiglia di costruttori di grattacieli più nota della città.

 La vita del giovane Putin è stata un tantino diversa da quella dei suoi colleghi occidentali.

Nell’unica biografia su Putin pubblicata in Italia e degna di nota, Putin Vita di uno Zar, scritta dal giornalista Gennaro Sangiuliano, l’infanzia del Presidente russo a San Pietroburgo è raccontata fin nei minimi dettagli.

“Il cortile dell’edificio di vicolo Baskov è abitualmente frequentato da topi di diversa taglia, attratti delle immondizie che stagnano lì. Volodja (soprannome di Putin da ragazzo) e la sua banda di amici si divertono a dare loro la caccia. Il piccolo Putin è il più attivo: una volta – ha raccontato – comparve un ratto di dimensioni davvero enormi e nel tentativo di catturarlo lo inseguì fin dentro lo scantinato dello stabile, finendo per ritrovarsi con la bestiola in uno spazio angusto. Riuscì a ucciderlo.”

Anche solo da una raccolta di aneddoti di questo tipo si evince che il titolo del pur bravo Sangiuliano non renda giustizia alla verità: Putin è tutto, trane che uno Zar.

Com’è noto, dalle parti di chi vi scrive (in Veneto), i sostenitori di Putin non mancano, e il dato va ben al di là della presenza della Lega indipendentista a guida della Regione. Basta dare un’occhiata ai social network o alle associazioni italorusse per vedere come in tutto il nordest le simpatie verso il Presidente della Federazione siano aumentate nel tempo. Putin è famoso per il suo pragmatismo e per un’indole incline a limitare le chiacchiere ed a far pesare di più i silenzi. Ai veneti, questo aspetto di Putin non può che piacere nonostante la forte propaganda ostile e russofobica che prevale oggi in Europa.

Putin, come scrive ancora Sangiuliano, è infatti un “figlio dell’assedio”. La sua città natale, SanPietroburgo, durante la guerra era stata assediata per 872 giorni e quando Putin vi nacque nel 1952 era ancora un cumulo di macerie. Un milione le vittime registrate in città, il padre era un soldato reduce del conflitto urbano dove si combatteva casa per casa; la madre rischiò di morire per denutrizione riportando danni fisici irreversibili, tant’è che camminò sempre a fatica, reggendosi con un bastone. Il fratello di Putin, Viktor, morì a soli 9 anni, probabilmente per difterite, in una scuola pubblica ove i bambini venivano alloggiati per proteggerli dalle bombe e dalla fame. Solo molto più tardi, dopo anni passati ad esercitare la professione di operaio metalmeccanico, il padre di Putin riuscirà a diventare cuoco e a migliorare in modo decisivo la qualità di vita della sua famiglia. L’alloggio in cui il futuro Presidente russo viveva da bambino era una Kommunalka, una casa di grandi dimensioni riadattata per far convivere più nuclei famigliari. Ogni nucleo disponeva di una sola stanza in autonomia, di un bagno e di una cucina in comune con le altre famiglie presenti nell’abitazione. L’appartamento in cui stavano i Putin si trovava al quinto piano senza ascensore e con gli scalini malfermi. Non c’era alcuna privacy e la gestione degli spazi comuni era occasione di frequenti litigi, come nel caso del bagno e della stufa, che aveva solo 4 piastre sulle quali tutte le famiglie dovevano trovare lo spazio ed il tempo per farsi da mangiare.

Il padre di Barack Obama, al di là dell’Oceano, frequentava invece la celebre università di Harvard che, oggi, prevede una retta annuale superiore ai 40mila dollari. Il padre di Donald Trump, Fred, costruiva da giovane più di 27mila appartamenti a New York City, con ogni probabilità la città americana dove gli alloggi erano e sono i più costosi al mondo. Per sostenere che il vissuto infantile e adolescenziale di un individuo non incidano profondamente sul pensiero adulto occorre essere ingenui, o in malafede.

Nessuno è così stolto da sostenere che vi sia affinità tra il Veneto e Putin per le origini proletarie del leader russo (non manca nemmeno peraltro chi sostiene che i  Putin siano di origine veneta, ma senza alcuna prova documentata di ciò), ma senza dubbio molti veneti hanno conosciuto la fatica e la miseria più di tante altre aree d’Europa a causa della piemontesizzazione economica dopo l’Unità, della pellagra, della Grande Guerra del 15-18, dell’occupazione nazista e dell’emigrazione massiccia lungo tutto il corso del Novecento. In Veneto i piccoli imprenditori prevalgono sulle grandi imprese e sulle multinazionali. L’operaio, spesso, fa un doppio lavoro: se dopo il turno in fabbrica non se ne va a lavorare sui campi, esegue attività artigianali. Soprattutto, il Veneto lamenta di non essere riconosciuto nei suoi sforzi, come capita, invece, ad altre comunità. Il modo di fare schietto e brusco di Putin tradisce la sua esperienza di vita e lo rende comprensibile ad una certa “tipologia” di persone, indipendentemente dall’appartenenza politica.

Molti in Europa disprezzano Putin; altri, lo apprezzano. Chi lo critica parte dal presupposto che si tratti un dittatore autoritario e/o di una ex spia del Kgb. Il tutto, grazie alle suggestioni dei media nostrani, che sparano le notizie più assurde senza vergogna e godendo di una sostanziale impunità. Nessun italiano interpellato però imputa gli stessi difetti che vengono imputati di norma ai politici nostrani, e cioè di essere un fannullone, un corrotto, un raccomandato.

E non è affatto un caso.

1 Commento

  1. Andrea Purgatori su La 7:

    “Secondo la CIA Vladimir Putin è fra gli uomini più ricchi del mondo”

    Della serie: La 7 = La Setta!

    Saluti.

    TheTruthSeeker

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