Quelli che «le riforme pagano», ma non vogliono andare in Cile

“Le buone riforme pagano”; “il sistema pensionistico cileno è salvo”; “riforma delle pensioni? Basta copiare il Cile”. Con queste arroganti esternazioni e titoli roboanti, siti e giornali di orientamento liberista applaudivano fino a pochi mesi fa alla riforma del sistema pensionistico voluto da Jose Pinera e da suo fratello, il Presidente Sebastian Pinera.

Se non ci trovassimo di fronte ad una incredibile tragedia umana, sarebbe da ridere fino a tenersi la pancia di fronte a tale pressapochismo, fanatismo ideologico e incapacità previsionale. Lo scriviamo in faccia allora a questi pseudoeconomisti e scribacchini perditempo (ed in stampatello, e grassettato, visto che sono il più delle volte duri di comprendonio)

I PRODOTTI FINANZIARI HANNO UN ANDAMENTO ALTALENANTE. QUALCHE VOLTA VANNO SU. QUALCHE VOLTA VANNO GIU’

In alcuni periodi (come avvenuto ad esempio dal 1929 alla fine del 1954) i prezzi dei prodotti finanziari non si sono più ripresi per anni. Nel caso della depressione americana, non si sono ripresi per decenni.

Affidare la previdenza (notare il nome: “previdenza”) in buona parte, o esclusivamente, ad un accumulo di investimenti finanziari, alle assicurazioni private e compagnia cantando fa tornare la civiltà indietro di secoli, perché c’è la discreta probabilità che i corsi calino, le società su cui si è investito falliscano, le rendite non siano in grado di garantire livelli dignitosi nemmeno quando i corsi sono in trend positivo. E questa “possibilità” è meglio traducibile con il termine “rischio” che nel vocabolario dei sinonimi e dei contrari è parola opposta a “protezione”. 

I servi della gleba e delle civiltà premoderne avevano un sistema pensionistico a capitalizzazione! Nel senso che un uomo lavoratore della terra, poteva sopravvivere da vecchio solo se aveva prima accumulato qualcosa. Posto che una volta la gran parte delle persone moriva prima della vecchiaia, per quei pochi che diventavano vecchi rimaneva solo la speranza (remota dato lo sfruttamento) di aver accumulato qualcosa o di essere mantenuti dai figli. Per la verità il mantenimento da parte dei figli era ciò che garantiva di più la vecchiaia ai lavoratori.

Come sottolinea lo scrittore Maurizio Stefanini, infatti:

“Caratteristica delle famiglie contadine era quella di generare molti figli. Ciò permetteva di avere più manodopera da inserire nel sistema economico famigliare e inoltre, all’interno di un ciclo sociale e biologico “naturale”, che ci fosse poi chi potesse prendersi cura dei genitori anziani. In termini economici, un figlio era un investimento. Se le classi agiate, i cosiddetti possidenti, di pensione non avevano bisogno, vivendo di rendite, era invece il ceto medio imprenditoriale, in particolare commercianti o artigiani agiati, che investiva parte dei guadagni per costituirsi rendite per la vecchiaia”.

Ciò significa, attualizzato, che non c’è niente di moralmente inaccettabile (nè inefficace sotto il profilo economico) nel pensare che le nuove generazioni “mantengano” le vecchie nei pochi anni che rimangono da vivere ad un anziano. Non solo perchè ciò è spesso successo nel corso della storia (nell’ambiente dei salariati sempre), ma anche perchè le nuove generazioni oggi sono mantenute da chi lavora per anni, molto più in termini di durata di quanto avveniva nelle civiltà premoderne.

In queste ore, la capitale del Cile è sotto assedio. Se Pinera non fa retromarcia sulla retrograda riforma delle pensioni a capitalizzazione dovrà scapparsene in elicottero, come fece il suo collega De La Rua in Argentina nel 2001 quando il paese sudamericano precipitò nel caos a causa del rapporto fisso tra il peso e il dollaro (vi ricorda qualcosa?) imposto dal predecessore iperliberista Menem. 

Nel caso ciò succedesse, nel caso i milioni di cileni che si sono riversati nelle strade prendessero il sopravvento e cacciassero a pedate i liberisti che li hanno governati e riformati in questi anni, si aprirebbero degli spazi per ospitare i nostri, di liberisti, a partire da chi esalta il sistema pensionistico a capitalizzazione qui in Italia, sui blog, nelle associazioni, sui social e sulla stampa.

Scommettiamo che non ci andranno?

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  1. NOTIZIARIO STAMPA DETTI E SCRITTI  30 OTTOBRE 2019 - Detti e Scritti

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