Storiella Zen per quelli che si accorgono solo ora del Medioriente

Presentatrici televisive che interrompono l’eloquio per una crisi di pianto (Lucia Annunziata). Approfondimenti docufilmici, apertura dei telegiornali e accademici di storia invitati come star in tv. Ecco quello che succede in queste ore dopo l’intervento di Erdogan ai confini con la Siria. I media europei fingono di non sapere che interventi militari di tal guisa avvengono puntualmente in Asia Minore almeno dal 2011 e scoprono solo ora che ci sono dei problemi da quelle parti e che le “primavere arabe” sono state pura invenzione (loro…). Qualche volta capita. Ad esempio per le due guerre del golfo non si parlò d’altro per anni. Per Raqqa ed Aleppo, invece, silenzio di tomba. C’erano i russi, gli aericani facevano finta, e dunque: guerre minori! Sono solo “troubles”, direbbero gli inglesi dopo un attentato dell’Ira. Ora – e chissà come mai – assistiamo ad un nuovo risveglio mediatico (che siano ciclici come i secoli maya?)

Siccome è domenica e nessuno sale in cattedra, inutile spiegare le vere cause del conflitto in Siria e dei motivi per i quali la faccenda ci riguarda molto da vicino. Però magari parlare dei conflitti per analogie funziona di più e rende la cosa persino leggera. Ci provo allora con una vecchia storiella Zen: «il topo e la trappola».

IL TOPO E LA TRAPPOLA

Un topo, guardando da un buco che c’era nella parete, vide un contadino e sua moglie che stavano aprendo un pacchetto. Pensò a cosa potesse contenere e restò terrorizzato quando vide che dentro il pacchetto c’era una trappola per topi.

Corse subito nel cortile della fattoria per avvisare tutti:  “C’è una trappola per topi in casa, c’è una trappola per topi in casa!”  La gallina che stava raspando in cerca di cibo, alzò la testa e disse: “Scusi, signor topo, io capisco che è un grande problema per voi topi, ma a me che sono una gallina non dovrebbe succedere niente, quindi le
chiedo di non importunarmi.”

Il topo, tutto preoccupato, andò dalla pecora e le gridò: “C’è una trappola per topi in casa, una trappola!!!”
“Scusi, signor topo, – rispose la pecora – non c’è niente che io possa fare, mi resta solamente da pregare per lei. Stia tranquillo, la ricorderò nelle mie preghiere.”

Il topo, allora, andò dalla mucca, e questa gli disse: “Per caso, sono in pericolo? Penso proprio di no!”
Allora il topo, preoccupato ed abbattuto, ritornò in casa pensando al modo di difendersi da quella trappola.

Quella notte si sentì un grande fracasso, come quello di una trappola che scatta e afferra la sua vittima.

La moglie del contadino corse per vedere cosa fosse successo, e nell’oscurità vide che la trappola aveva afferrato per la coda un grosso serpente. Il serpente velenoso, molto velocemente, morse la donna.
Subito il contadino, la trasportò all’ospedale per le prime cure: siccome la donna aveva la febbre molto alta le consigliarono una buona zuppa di brodo.

Il marito allora afferrò un coltello e andò a prendere l’ingrediente principale: la gallina.

Ma la malattia durò parecchi giorni e molti parenti andavano a far visita alla donna.

Il contadino, per dar loro da mangiare, fu costretto ad uccidere la pecora.

La donna non migliorò e rimase in ospedale più tempo del previsto, costringendo il marito a vendere la mucca al macellaio per poter far fronte a tutte le spese della malattia.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.