Bill Gross è tornato!

Non lo nego: quando a febbraio di quest’anno ho saputo che Bill Gross si era ritirato mi sono spaventato non poco. Anche se non condivido le americanate ideologiche di gente come Bill Gross, Ray Dalio, Warren Buffet e Jeff Gundlach, rimango convinto che siano gli unici a capire qualcosa di mercato, dell’andamento azionario e obbligazionario ed anche del funzionamento della macchina monetaria. Aggiungo ovviamente a costoro anche Warren Mosler che però, al contrario dei succitati, non è solo un grande trader, ma anche un postkeynesiano con i fiocchi e come tale preferibile sotto il profilo politico.

Dunque, con il pensionamento di Gross temevo sarebbe venuto meno uno dei migliori analisti del mercato sulla piazza, e già rimpiangevo le lettere ai clienti del suo fondo, che pubblicava con cadenza mensile.

Sembra però che il più venerato gestore di obbligazioni della storia americana abbia ancora molte cose da dire – e vuole che le persone lo sappiano.

L’ex gestore di Pimco e poi di Janus si era ritirato ufficialmente a marzo dopo una carriera di 40 anni. Ad ottobre 2019 ha però realizzato una nuova pagina di prospettive di investimento ove condividerà d’ora in poi le sue opinioni di investimento e senza dubbio anche tutti gli incredibili aneddoti di vita privata legati all’economia cui ci aveva abituato nelle famose lettere agli investitori ai bei tempi in cui veniva chiamato il «Re dei Bond».

Mentre la fine della sua carriera è stata segnata più dalla spaccatura acuta con Pimco e dal divorzio amaro che ne è conseguito  piuttosto che dalla performance del suo fondo, l’influenza di Gross sul settore obbligazionario è stata innegabile e le sue prospettive di investimento sono state ampiamente predittive. Questo, non perché fosse un genio della finanza, ma perché era uno che poteva influenzare i mercati direttamente, essendo tra gli attori principali del cast economico globale.

Al suo insperato ritorno in scena, ha esordito citando una canzone della band “The Fixx”, Saved by Zero, riferendosi alla politica “zero” delle banche centrali (o al di sotto dello zero) sui tassi di interesse.

Per Gross, ed io concordo in pieno, tutto dipende da lì, dai tassi delle banche centrali, che hanno inaugurato una stagione economica mai vista prima nella storia dell’umanità.

‘L’aumento dei prezzi delle azioni e il restringimento degli spread del credito sono stati materialmente influenzati dall’avvicinarsi (e poi quindi penetrare) nella “banda zero” dei rendimenti globali. Stimo prudentemente che i prezzi delle azioni nel solo 2019 siano aumentati del 15% circa, solo perché i tassi reali del Tesoro a 10 anni sono diminuiti di 80 punti base negli ultimi nove mesi’.

Con questa affermazione, Gross ci dimostra che è ancora bello sveglio, altro che pensione!

Ha poi aggiunto: “In assenza di sostanziali stimoli fiscali, la spinta economica e patrimoniale dai rendimenti negativi dei tassi di interesse potrebbe aver raggiunto la fine .

Per gli investitori, questo è un avvertimento bello e buono, e dovrebbero iniziare a prepararsi per “una crescita economica modesta e lenta a livello globale ed anche prepararsi alla fine dei guadagni a due cifre del prezzo di mercato di mesi e anni.

Su cosa puntare allora, nel caso in cui disponessimo di liquidità da investire?

Per Gross l’unica soluzione ad una stagnazione dei prezzi dell’azionario sono le azioni ad alto rendimento e con dividendi sicuri, che garantiscono, se non un incremento del prezzo in conto capitale, almeno un flusso di cassa degno di questo nome.

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