I carboidrati sono l’oppio dei popoli

Durante le feste gli italiani si abbuffano di zuccheri e carboidrati, si dice, ma la verità è che lo fanno tutto l’anno mascherando questa malsana alimentazione con l’equivoca espressione “dieta mediterranea”. Tutti quelli che sposano, invece, i benefici delle diete basate su carne e verdura sono “casualmente” sotto attacco, con gli scientisti nostrani che gridano allo scandalo: Mozzi, Panzironi, Tozzi e molti altri da anni si trovano sul banco degli imputati perché alle loro ricette alimentari mancherebbero le evidenze scientifiche, come se non fosse ormai palese che le ricerche accademiche in questo campo (come in quello economico) dicono da sempre tutto e il contrario di tutto, e come se le migliaia di testimonianze di soggetti che si dicono soddisfatti di diete a basso contenuto di zuccheri e carboidrati non fossero più che sufficienti per lo meno a porci qualche dubbio sui miracoli di pizza, pastasciutta e panettone.

Ma se gli strumenti per raccogliere campioni e fare analisi sono preclusi ai più (e chi li possiede li usa come una clava), allora la storia e la geopolitica possono dare un contributo.

Come sanno tutti quelli che hanno letto almeno un libro, la dieta mediterranea di cui si parla oggi NON ERA la dieta di chi abitava nel mediterraneo al tempo di greci, etruschi ed antichi romani.

I greci ed i romani erano di gran lunga più ricchi e potenti dei celti, dei germani e di tutte le popolazioni nordiche che oggi, invece, vantano un pil superiore al nostro. Sarà pure che la ruota della storia gira come quella della fortuna, ma senza dubbio queste tendenze vanno comprese e, se possibile, cavalcate.

Peccato che greci e romani – lo ripeto: di gran lunga più civilizzati, popolosi, bellicosi e bene armati degli altri abitanti del pianeta – all’epoca non conoscessero pomodori, patate, spaghetti e la pizza. Anche alimenti come lo zucchero non facevano parte della loro dieta nella forma raffinata. La dieta dei romani che conquistarono il mondo era fatta di carne, pesce e verdura, con carboidrati ben presenti, ma limitati al pane grezzo a base di farro. Insomma, carboidrati che nulla avevano a che fare con il cibo raffinato e manipolato macchinamente di oggi.

Secondo quanto riferisce il Dottor Mozzi, ad esempio, noi italiani stiamo vivendo una lunga fase di decadenza iniziata dopo il 1500. Anche il più noto e meno complottista Stendhal lo aveva detto senza mezzi termini:

nella penisola “si sono ammorbiditi i costumi e dopo un lungo protagonismo agli italiani è caduto il coltello”

In altre parole, secondo il letterato francese gli italiani avrebbero perso gran parte della loro aggressività e dopo essere stati il fulcro d’Europa per un millennio, hanno poi perso la capacità/volontà di ricambiare la classe dirigente con la forza, cosa che invece è stata fatta tramite le rivoluzioni in tutto il resto d’Europa e d’America, dall’Indipendenza alla Rivoluzione d’Ottobre.

Tornando all’alimentazione, com’è risaputo, la tanto decantata dieta mediterranea è nettamente sbilanciata sui carboidrati, mentre come verdura privilegia l’utilizzo di un frutto, il pomodoro, che per qualche misteriosa ragione tutti gli italiani considerano una verdura. Ebbene, tutti questi alimenti non esistevano in Europa prima della scoperta dell’America, avvenuta nel 1492. Gli italiani, in particolare, sono passati dall’utilizzo di cereali come il riso, alla pastasciutta; dalle rape e cipolle, al pomodoro e alle patate, alimenti presenti da sempre nell’America Precolombiana, ma inesistenti in Italia. Detto in altri termini: la dieta mediterranea, non è mediterranea proprio per niente, visto che il mais, le patate ed il pomodoro, semplicemente, non c’erano.

Mozzi, in modo frettoloso ma chiaro, ha osservato che la nostra decadenza è iniziata proprio con il cambio di alimentazione, facendoci perdere in competitività, ma anche in salute, se è vero che la dieta basata su carne, pesce e verdure è quella preferibile per come ci siamo selezionati.

La tesi è semplice e assolutamente antivegana (anche solo per questo mi è simpatica): gli europei si sono selezionati a digerire un certo tipo di cibo e dunque fanno fatica a tollerare, invece, cibi importati come mais e pomodoro e il glutine in generale. Questa non è, ovviamente, una teoria scientifica già dimostrata, ma un’ipotesi sulla quale sarebbe bene la ricerca iniziasse a lavorare in modo capillare.

Per quanto riguarda il nostro contributo aggiuntivo, invece, è’ vero che non si può stabilire con certezza un nesso di causa-effetto tra decadenza sociopolitica del Mediterraneo ed il cambio di dieta, come suggerisce Mozzi, ma se ogniqualvolta dovessimo attendere i risultati di Harvard per decidere, bè, non prenderemo mai nessuna decisione, né avremo la probabilità dalla nostra di fare scelte oculate. Non faremo figli, non accetteremo un lavoro, non ci accoppieremo né inizieremo a studiare proprio quella materia a discapito di un’altra. Chi ci dice che facciamo la scelta giusta? Ogni volta, dovremo attendere Harvard…

Peraltro, la divulgazione scientifica, a tutt’oggi e per quello che si può vedere, si limita a parlare di equilibrio tra i macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi), ma non specifica mai con forza, ad esempio, che lo zucchero raffinato funziona come una droga e che dà dipendenza. Invece di essere il filoconduttore della battaglia scientifica degli alimentaristi, come fu anni addietro per il fumo, le informazioni sui danni accertati degli zuccheri rimangono curiosamente a prendere la polvere tra le righe dei papers accademici. Dai Parlamenti non escono leggi al riguardo, non c’è una massiccia campagna di stampa né educazione scolastica sul tema, mentre, au contraire, molti articoli dei tabloid, trasmissioni televisive e video internettiani degli youtuber pseudocolti insistono fino alla morte nel dirci che “non è vero che i carboidrati fanno poi così male”.

Un’impostazione ipocrita simile a quella dell’astronomo gesuita Cristoforo Clavio quando, con gli occhi infilati nel cannocchiale di Galileo Galilei, fingeva di interrogarsi sui limiti del sistema tolemaico.

16 Commenti

  1. Concordo in pieno. In questo libro viene spiegato molto bene come lo zucchero sia droga.
    https://www.amazon.it/Hacking-American-Mind-Corporate-Takeover/dp/1101982586/ref=sr_1_1?adgrpid=52195781003&gclid=Cj0KCQiA0ZHwBRCRARIsAK0Tr-oTWzKDJFZfEaLpFESHPQ7j_QxOxymih3kS_Cvyd9Lw0V6C0mEq_vAaAnCfEALw_wcB&hvadid=255139510731&hvdev=c&hvlocphy=1008923&hvnetw=g&hvpos=1t1&hvqmt=e&hvrand=6502003524343078818&hvtargid=kwd-359903298478&hydadcr=18578_1822585&keywords=the+hacking+of+the+american+mind&qid=1577427614&sr=8-1

    • Semplice la soluzione… basta usare i cereali integrali e le farine macinate a pietra poi carne pesce verdure legumi e anche pomodoro

  2. Se i carboidrati fossero davvero l’oppio del popolo italiano e allora l’Italia dovrebbe essere in Top 10-15 fra i paesi con i tassi di obesità più alti ma ciò non risulta affatto, anzi risulta il contrario!

    Ecco dei dati significativi a proposito.

    “Obesità: l’Italia tra i Paesi più virtuosi anche in proiezione nel 2030. Gli Stati Uniti tra i peggiori. Aggiornamento 2017 dell’Ocse”,

    a cura di “QuotidianoSanità”

    Luglio 2017

    Oggi, più di un adulto su due e quasi uno su sei bambini sono in sovrappeso o obesi nell’area Ocse. L’”epidemia” di obesità – come la definisce l’Ocse – si è diffusa ulteriormente negli ultimi cinque anni, anche se a un ritmo più lento degli anni precedenti. Nonostante ciò, le nuove proiezioni mostrano un aumento continuo dell’obesità in tutti i paesi analizzati.

    Negli ultimi anni sono emerse nuove strategie di politica intese a combattere l’obesità e su queste si focalizza l’ultimo aggiornamento prodotto dall’Ocse che analizza le possibili politiche di comunicazione conto l’obesità, in particolare migliorando le informazioni nutrizionali sulle etichette alimentari, utilizzando i social per sensibilizzare la popolazione o regolando la commercializzazione dei prodotti alimentari.

    Una migliore comunicazione, sottolinea l’Ocse, aiuta le persone a fare scelte più sane. Tuttavia, sono necessari interventi politici che riguardano non solo la comunicazione, ma anche politiche regolamentari e fiscali più ampie, per affrontare efficacemente l’obesità. Per quanto riguarda le misure fiscali in particolare, sono state implementate negli ultimi anni in un numero di paesi Ocse (ad esempio Belgio, Cile, Finlandia, Francia, Ungheria e Messico), aumentando il prezzo di prodotti potenzialmente malsani come quelli ad alto contenuto di sale, zucchero o grasso, o delle bevande zuccherine.

    I paesi hanno utilizzato un gran numero di politiche e oltre i prezzi hanno agito sulla scuola e negli ambienti di lavoro, nell’assistenza primaria (ad esempio con la prescrizione dell’attività fisica), con la riformulazione di prodotti, cambiamenti nelle dimensioni delle porzioni e politiche sui trasporti come ad esempio sovvenzioni per il pendolarismo attivo invece dell’uso dell’automobile.

    La situazione

    I tassi di obesità negli adulti sono più alti negli Stati Uniti, Messico, Nuova Zelanda Ungheria, mentre sono più bassi in Giappone, Corea e Italia e sono destinati ad aumentare ulteriormente entro il 2030, e Corea e Svizzera sono i paesi in cui i tassi aumenteranno a un ritmo più veloce.

    Proseguimento:

    https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=52747

  3. Da notare anche che grazie alla vera autentica dieta mediterranea in particolari aree della Sicilia e Sardegna c’è un’alta concentrazione di centenari.

    Prima parte.

    La dieta mediterranea, quella vera, fa vivere cent’anni nei Monti Sicani, la più alta concentrazione di centenari.

    È in Sicilia, nell’area dei monti Sicani, tra le province di Palermo e Agrigento, la più alta concentrazione di centenari italiani.

    Ed è in questo territorio che comprende 12 comuni – Bivona, Burgio, Cammarata, Castronovo di Sicilia, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Giuliana Palazzo Adriano, Prizzi, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina, Sambuca di Sicilia – che i professori del Policlinico Universitario di Palermo, Calogero Caruso (ordinario di Patologia generale) e Ignazio Carreca (Oncologia medica) hanno compiuto uno studio per capire il segreto di questa longevità.

    I risultati li hanno illustrati ai Seminari internazionali di Erice sulle emergenze planetarie, presieduti dal professor Antonino Zichichi, e che hanno visto la partecipazione di un centinaio di scienziati provenienti da ogni parte del mondo.

    Per un terzo, la longevità è legata a fattori genetici – spiega il professor Caruso – ma la rimanente parte dipende da fattori ambientali e sociali. La dieta ha un ruolo fondamentale. Da anni si fa un gran parlare di quella mediterranea, ma pochi, in effetti, nella pratica, la rispettano. Credono di seguirla ma non lo fanno.

    I centenari del monti Sicani sono tra coloro che, più degli altri, si alimentano rispettando i principi cardini della dieta mediterranea. Se uno si mangia mezzo chilo di pasta a pranzo – dice sorridendo – non sta facendo alcuna dieta mediterranea.

    Ma cosa mangiano i centenari oggetti di studio? «Alimenti a basso contenuto calorico, cibi freschi, come frutta e verdura, legati al periodo dell’anno, molti legumi, cereali a basso indice glicemico, pane e pasta, pochissima carne rossa (privilegiano il pollame), uova, latte, formaggi e, soprattutto, tante olive verdi e olio extravergine di oliva, prodotto nei frantoi a freddo che conservano tutti i principi nutrizionali»

    Proseguimento:

    http://www.castelvetranoselinunte.it/la-dieta-mediterranea-quella-vera-fa-vivere-centanni/84583/#testoarticolo

    • Della dieta mediterranea salvo l olio extravergine di oliva il pesce la frutta la verdura il pollame. No pasta pane pizza si riso avena quinoa. Il glutine provoca danni all apparato intestinale e molte intolleranze

  4. Da notare anche che grazie alla vera autentica dieta mediterranea in particolari aree della Sicilia e Sardegna c’è un’alta concentrazione di centenari.

    Seconda parte.

    “La dieta delle zone blu
    Mangiare e vivere come le persone più longeve del mondo”, Dan Buettner, Vallardi Editore, Ottobre 2018.

    DALLO SCOPRITORE DELLE ZONE BLU
    ARRIVA FINALMENTE IN ITALIA LA DIETA CHE RIVELA I SEGRETI DEI CENTENARI

    Che cosa sono le Zone Blu? Sono cinque aree del mondo scoperte da Dan Buettner in Grecia, Giappone, Sardegna, California e Costa Rica, dove gli elementi condivisi nello stile di vita, nella dieta e nella visione dell’esistenza determinano una durata e una qualità della vita eccezionali.
    Questo libro ci insegna lo stile di vita delle Zone Blu, un modello di buona salute e longevità.

    Che cosa hanno in comune gli avventisti del Settimo giorno californiani, gli abitanti di alcune aree della Sardegna e la popolazione dell’isola di Okinawa in Giappone? Un’incidenza di persone estremamente longeve e soprattutto sane nonostante l’età avanzata. Dan Buettner ha studiato per anni le connessioni tra il regime alimentare e lo stile di vita di questi luoghi del mondo così lontani tra loro ma così vicini come abitudini, scoprendo quanto è importante, per migliorare la durata e la qualità della vita, non solo il ruolo del cibo e dell’ambiente ma anche della comunità, della famiglia e di una benefica routine. I lettori apprenderanno così i segreti di una vita più lunga e in salute, piena di senso e di affetti, in cui si può morire più vecchi possibile, rimanendo giovani.
    Ricco di storie personali, gustose ricette, liste di consigli e utili suggerimenti, questo libro può trasformare qualsiasi casa in una piccola Zona Blu, dove costruire una vita sana e felice.

    Proseguimento:

    http://www.vallardi.it/catalogo/scheda/la-dieta-delle-zone-blu-libro.html

    In conclusione e in breve, siccome agli italiani piacciono m la pasta, la pizza e i dolci e allora subito spunta fuori il luogo comune che essendo ormai diventati troppo goderecci nel mangiare e allora è un popolo che si sta rinco.., poi una va a vedere i dati e non è vero affatto che sono un popolo di mangioni goderecci, una cosa molto simile capita nello sport, siccome l’Italia nel calcio che conta a livello internazionale ormai vince davvero poco e allora diventa il sintomo che conferma che l’Italia è diventata perdente da tutti i punti di vista, poi uno va a vedere i dati dell’Italia nei vari altri sport professinistici e constata che non è vero affatto la vulgata che l’Italia perdente nel suo sport più popolare significa Italia perdente in generale nello sport e quindi perdente in generale, non ne parliamo poi dei luoghi comuni negativi sull’economia italiana, si raggiunge l’apoteosi assoluta delle palle menzognere dei media mainstream.

    Cordiali saluti e buone festività.

    TheTruthSeeker

    NB sul terzo ed ultimo punto del mio commento finale “non ne parliamo poi dei luoghi comuni negativi sull’economia italiana”, magari stasera o domani segnalerò a riguardo un ottimo articolo controinformativo, sul secondo punto del mio commento finale “una cosa molto simile capita nello sport”, magari stasera o domani segnalerò via email dati e fatti significativi in merito.

  5. 1. “NB sul terzo ed ultimo punto del mio commento finale “non ne parliamo poi dei luoghi comuni negativi sull’economia italiana”, magari stasera o domani segnalerò a riguardo un ottimo articolo controinformativo,..”, Riferimento: nota finale del mio ultimo post.

    Eccolo qui in anticipo!

    “I falsi luoghi comuni economici sull’Italia. Percezione e realtà.”,

    di G. Trombetta per “Attivismo.Info”

    26 dicembre 2019

    I luoghi comuni che servono a giustificare le politiche deflattive, di austerità – quelle che aumentano le disuguaglianze -, nascono da una propaganda che punta principalmente su una vuota esterofilia e un auto-razzismo colpevolizzante.

    «Abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità», «Me la ricordo l’Italietta della liretta!», «Siamo un Paese di corrotti e lavatavi», «La Germania è più virtuosa e credibile, è la locomotiva d’Europa», «L’Europa ci ha regalato 70 anni di pace», «L’Italia è un Paese di analfabeti funzionali», «Il debito pubblico è un fardello sulle spalle delle generazioni future», «Lo Stato è come una famiglia», «In Italia usano tutti il contante perché è un Paese di evasori».

    E si potrebbe andare avanti a lungo. È soprattutto caratterizzata, la propaganda liberale, da una scarsissima aderenza alla realtà. Spesso nulla. Al punto di arrivare addirittura a stravolgerla. Ci hanno fatto talmente tanto il lavaggio del cervello che ci pisciano in testa, ci dicono che ci stanno pisciando in testa, ma noi diciamo che piove perché mica siamo complottisti…

    Il debito pubblico e le generazioni future
    Non ci giro intorno. Al netto delle passività con l’estero, il deficit dello Stato corrisponde, per mera identità contabile, al credito del settore privato. Cioè alla ricchezza di famiglie, imprese e settore bancario nazionale. Il debito pubblico è una ricchezza non solo per chi detiene titoli di Stato italiani (storicamente uno dei principali beni rifugio, insieme al mattone, per le famiglie italiane), ma per tutti noi che usufruiamo quotidianamente di ciò che con quel debito è stato realizzato nel corso degli anni (autostrade, ferrovie, reti elettriche e telefoniche, scuole, ospedali) e dei servizi resi dai dipendenti pubblici.

    Inoltre, tecnicamente, il debito pubblico non si ripaga, si rinnova con l’emissione di nuovi titoli di stato. Non esiste nessuna generazione futura di nessun Paese che dovrà ripagare il debito pubblico. Anzi a dirla tutta è il contrario, è il basso debito pubblico che ruba il futuro alle prossime generazioni. Non è un caso infatti se tra i Paesi più ricchi e sviluppati ci siano quelli col debito pubblico più alto (USA, Cina, Italia, Giappone, Francia) mentre quelli con debiti particolarmente bassi sono, di solito, Paesi del Terzo Mondo.

    Non ha neanche senso il paragone della gestione dello Stato come una famiglia.
    Conoscete famiglie che emettano moneta e tassino gli abitanti del loro quartiere?

    Proseguimento:

    https://www.attivismo.info/i-falsi-luoghi-comuni-economici-sullitalia-percezione-e-realta/

    2. Riassumendo:

    A. Luogo comune: italiani mangiatori di pizza, pasta e dolci, in pratica vittima dei carboidrati come oppio dei popoli, quindi popolo italiano si sta rinco.. sempre di più.

    Fatti: tasso di obesità degli italiani fra i più bassi al mondo, nel mondo fra le zone con più alta concentrazione di centenari rientrano anche due zone italiane, in Sardegna e in Sicilia, grazie alla vera autentica dieta mediterranea.

    B. Luogo comune: Italia perdente nel calcio che è il suo sport più popolare implica sistema Italia perdente in generale.

    Fatti: i dati dell’Italia nei vari altri sport professionistici non sono affatto perdenti, tutt’altro, e quindi già questo punto inficia del tutto il luogo comune di cui sopra.

    C. Luogo comune: Italia ha un debito pubblico troppo alto, troppi dipendenti pubblici, un’evasione fiscale gigantesca e quindi si merita tutta l’austerity lacrime e sangue di Bruxelles per rimettere le cose a posto come si deve, anzi bisogna anche ringraziarli che ci danno la giusta disciplina.

    Fatti: il problema dell’Italia non è mai stato il debito pubblico troppo alto, non ha affatto troppi dipendenti pubblici, addirittura in Germania, Francia e UK l’evasione fiscale è ancora più accentuata.

    Insomma, Orwell ai media mainstream italiani gli spiccia casa, chissà come mai…..

    Cordiali saluti e buone festività.

    TheTruthSeeker

    • Meno male che oltre ai ciarlatani esiste anche gente in grado di far funzionare il cervello.
      Ti stringo virtualmente la mano
      Buone feste anche a te.

  6. The Truth seeker mente, sono 25 milioni gli italiani in sovrappeso o obesi, 46/100 adulti , andate su Google cliccate obesità tasso Italia e vi esce buon panettone

    • 1. Senti ciccio, qui se c’è uno che racconta balle sei tu ed ecco i motivi sostanziali:

      L’obesità in Italia: i dati del rapporto 2019

      Secondo il primo Italian Obesity Barometer Report, il rapporto presentato in occasione del primo Summit italiano sull’obesità e redatto da Ibdo Foundation in collaborazione con Istat, nei primi mesi del 2019, circa il 45% degli adulti italiani è obeso o in sovrappeso e questo dato è fortemente influenzato da fattori culturali. Tra chi non ha frequentato l’università, il tasso raddoppia e il livello di istruzione fa la differenza anche per quanto riguarda bambini e adolescenti: tra quelli che hanno genitori laureati è del 18,5%, ma sale al 29,5% quando i titoli di studio sono inferiori.

      Tuttavia, se riportati al quadro generale del nostro continente, i dati italiani riguardanti la popolazione adulta non sono così sconfortanti, poiché la media europea è 51,6%. In particolare, la quota di obesi è il 10,8% in Italia (contro il 15,9% medio), mentre per il sovrappeso le percentuali non sono poi tanto dissimili con il resto d’Europa, rispettivamente 34,1% e 35,7%.

      Riferimento:

      https://www.ilgiornaledelcibo.it/calcolo-obesita-dati/

      Ergo, in riferimento al continente europeo l’Italia ha un tasso di obesità molto inferiore rispetto al tasso medio di obesità, anche a livello mondiale questo dato è più che nettamente confermato, vedasi a tale ultimo proposito dati dell’aggiornamento 2017 dell’Ocse riportati dettagliatamente nel mio primo post.

      CVD!

      2. Per eventuali terzi lettori.

      In riferimento alla tematica sovrappeso e obesità in Italia, questo è invece il vero dato allarmante:

      Italia, allarme obesità: il 36,8% dei ragazzi tra i 5 e i 19 anni è in sovrappeso

      Scatta l’allarme obesità in Italia. Secondo quanto riportato dall’ultimo rapporto Unicef, il 36,8% dei ragazzi tra i 5 e i 19 anni è in sovrappeso. Tra il 2000 e il 2016, è possibile notare che la percentuale dei ragazzi italiani in sovrappeso è raddoppiata da 1 su 10 a circa 1 su 5.

      Pre trovare il resto dell’articolo, scrivere le seguenti parole chiave:

      Italia obesità ragazzi in sovrappeso 5 19 anni aumentano rapporto Unicef Money it

      Non è questa la sede adatta per analizzare le vere cause di un fenomeno particolare del genere, certo è che non c’entra proprio niente con il luogo comune sugli italiani riportato nel mio ultimo post al punto A del punto “2.Riassumendo:” e il motivo è abbastanza semplice; quel luogo comune sugli italiani è già stato smentito ampiamente con carte alla mano sia a livello europeo che a livello mondiale.

      Cordiali saluti e buone festività.

      TheTruthSeeker

      • Perfettamente d’accordo sui luoghi comuni relativi all’economia italiana.Sull’alimentazione invece sei deboluccio.Il 90% dei ns.problemi di salute dipendono da un’alimentazione troppo ricca di carboidrati.Il maggiore responsabile e’il glutine, oggi presente nelle farine in quantita’ piu’alta rispetto al passato. E’una colla e crea problemi intestinali quasi a tutti e non solo ai celiaci.I centenari odierni hanno mangiato pane che ne conteneva molto meno.Ma mangiavano anche meno e si muovevano di piu’.I quindicenni attuali difficimente diventeranno centenari.I carboidrati comunque sono composti fino all’80% di zuccheri, che creano infiammazione cronica e, nel lungo periodo, tumori e problemi cerebrali tipo Alzheimer e Parkinson (David Perlmutter:La dieta intelligente).
        Per approfondire:Joseph Mercola,Robb Wolf,Adriano Panzironi,Piero Mozzi.

        • 1.@toroseduto

          Non sono affatto deboluccio sull’alimentazione, in primis perchè essendo alto 190 cm e avendo più di 40 anni peso ancora circa 74 kg, con variazioni di 1kg in più o in meno, faccio attività fisica costantemente ogni settimana dell’anno da tanti anni, seguo una dieta rigorosa e costante ogni settimana da tantissimi anni e quindi vuol dire che nel campo dell’alimentazione all’atto pratico so di cosa sto parlando e questa è la cosa più importante, in secondo luogo, se lei interpreta a capocchia sua tutto quello che ho segnalato inventandosi anche che io di alimentazione non capisco una mazza e facendo pure suoi sragionamenti in cui se la canta e se la suona e allora sono problemi suoi e non miei e quindi non mi interessa affatto avere anche la seppur minima discussione con gente come lei, esclusa a priori in partenza.

          2. @Eventuali terzi lettori.

          Il libro del Dott. Franco Berrino, un’autorità in Italia e a livello internazionale nel campo della prevenzione delle malattie, vale davvero la pena di comprarlo e leggerlo tutto, io l’ho fatto subito quando è uscito e posso dire che se un testo del genere, per me un capolavoro, fosse adottato in tutti gli istituti di scuola superiore e in tutte le facoltà universitarie e allora in quel caso nel prossimo futuro ci sarebbero molti meno malati e allo stesso tempo le industrie farmaceutiche e le industrie alimentari vedrebbero un notevole calo nei loro fatturati, ne consiglio vivamente l’acquisto, la lettura integrale e l’applicazione nella pratica a tutti quanti.

          “Il Cibo Dell’Uomo. La via della salute tra conoscenza scientifica e antiche saggezze”, a cura dell Dott. Franco Berrino, Franco Angeli Editore, pp. 336, 2016.

          https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=1411.78

  7. Ancora a esortare a mangiare carne,pesce e derivati…. L industria zootecnica é responsabile del 50% delle emissioni di gas ad effetto serra, molto piu di tutti i mezzi di trasporto del pianeta. É ormai noto che la carne é la principale causa di tumori, malattie cardiache e ictus. Gli oceani si stanno desertificando a causa della pesca intensiva. La deforestazione per far posto a terreni agricoli a scopo di sfamare gli animali….
    Forse sarebbe il caso di documentarsi un poco prima di definirsi orgogliosamente antivegani.

  8. Pensare che la dieta mediterranea è sufficientemente descritta su Wikipedia. Nella dieta mediterranea non risultano eccessi di carboidrati, né di alimenti provenienti da altri continenti. Nel nostro paese esiste si un problema relativo all’ obesità giovanile, ma è conseguente al fatto che quel tipo di dieta è stata abbandonata in termini di tipo di alimenti e di introito calorico eccedente il fabbisogno giornaliero. Tutto il resto di ciò che leggete su cibi e diete, è fuffa allo stato puro. L unico modo per rimanere in forma, è mangiare tutti i tipi di alimenti in modo moderato.

  9. TheTruthSeeker su qualcosa potrei anche essere d’accordo, ma su questo discorso (dato che giro spesso in Europa quindi posso tranquillamente fare confronti) potresti spiegare cosa significa “noi che usufruiamo quotidianamente di ciò che con quel debito è stato realizzato nel corso degli anni (autostrade, ferrovie, reti elettriche e telefoniche, scuole, ospedali) e dei servizi resi dai dipendenti pubblici”. Rileggiti il tuo discorso e vedrai che qualcosa non torna.

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