La differenza tra la Russia e Leuropa

Ogni tanto tra chi legge i miei approfondimenti salta fuori qualche buontempone irritato dalle mie critiche al sistema euro. E’ non solo normale che ci sia (i fannulloni rappresentano una percentuale stabile della nostra specie), ma anche voluto, poichè i blog nascono proprio con intento provocatorio e con la dichiarata volontà di offrire alternative all’informazione ufficiale. Eppure, mi sorprende sempre che costoro non si avvedono che le provocazioni vere qui non riguardano l’euro o l’istituzione Unione Europea, perchè il loro fallimento è talmente lapalissiano ed evidente che non ci sarebbe bisogno proprio di nessuna controinformazione a raccontarcelo. Le provocazioni di micidial riguardano la filosofia, le relazioni umane, l’interpretazione della storia, ma sulla Ue cosa diamine vuoi stare ad interpretare?

A sostenere che l’euro sia servito per distruggere il welfare ci sono in primis i loro fautori contemporanei che nelle interviste registrate ci dicono in faccia “stiamo distruggendo la domanda interna” (Monti) oppure che senza l’euro “la Germania non sarebbe diventata il paese più pontente d’Europa” (Prodi).

Vogliamo guardare qualche dato dei governi italiani più zelanti nell’applicare le regole imposte da Bruxelles?

Il Prodotto Interno Lordo, cioè la ricchezza del paese, con Monti calò drasticamente fino a far parlare qualche economista di depressione stile 1929.

Se escludiamo il calo del 2008/2009 che riguardò tutte le economie avanzate dell’Occidente causa bolla americana, nel 2012, anno di governo europeista di Monti, mentre tutti i paesi risalivano la china, l’Italia fece un capitombolo a – 2,4 (reale – 2,8 secondo la fonte AMECO)

La produzione industriale risulta essere in calo da anni, e non è questo il momento di andare a vedere il perchè. Ma se il calo era stato contenuto, con una media di circa -1,8, è con Mario Monti ed Enrico Letta che arriva il disastro: -3,6 per cento di produzione industriale con Monti e -2,7 con Letta.

La tendenza all’aumento della disoccupazione risale all’ultimo governo Berlusconi, ma lo scettro spetta ancora una volta a Monti. E’ con lui che abbiamo il più grande (e grave) contributo alla disoccupazione italiana. Con il governo dell’austerità, infatti, la disoccupazione aumentò dell’1,3 in media all’anno e del 3,7 per il settore giovanile. Con Monti e Letta (da aprile 2012 a fine 2013) la disoccupazione giovanile raggiunse il picco della storia superando abbondantemente il 40 per cento. Tanto per fotografare meglio il dato sulla disoccupazione, basta osservare che oggi gli italiani disoccupati sono il 10,8 per cento, mentre con Monti sfioravano il 12. Tra i giovani era disoccupato il 40 per cento, mentre oggi lo è il 32.

A fronte di disoccupazione, deindustrializzazione e smanellamento delle risorse per scuole, ospedali, case popolari, trasporti  e pubblica sicurezza, c’è sempre qualcuno che ti dice che l’euro è stabile e l’inflazione bassa. A parte che l’inflazione bassa è l’altra faccia della medaglia dell’iperiflazione – dato che una inflazione a zero significa sfiducia dei consumatori ed economia interna che non gira; dicevamo, a parte questa ovvietà, non capisco come possa sfuggire il fatto che l’euro esiste dal 1999 e che da allora che ne ha fatte vedere di tutti colori: ad esempio, dal 1999 alla fine del 2000 si è svalutato del 30 per cento, passando da un cambio con il dollaro di 1,16 a 0,85.  Naturalmente nessuno si accorge di queste dinamiche perchè anche se svalutazione è una parola e inflazione è un’altra, troppi fanno ancora confusione.

Ma transeat pure sull’argomento matematico. Anche se i numeri non hanno colore politico, mi rendo ben conto che le valutazioni sulle QUANTITA’  sono molto, molto e dico ancora molto soggettive! Chi ad esempio vive di rendita si consola con una moneta che registra (per il momento…) scarsa inflazione. Chi può permettersi una clinica privata non considera un problema il fatto che gli ospedali di periferia vengano chiusi. Chi prende il taxi o Italo se ne fotte bellamente che i treni per i pendolari siano sempre meno, sempre più cari e sempre più sporchi. 

Dunque, di che stupirsi?

Il vero problema degli europeisti – la cosa che più mi sconvolge – è che non si rendono conto che il sistema euro e l’europa non sarebbero accettabili nemmeno se l’economia andasse bene. Se, com’è capitato qualche rara volta durante gli anni 2000, potessimo constatare occupazione bassa, welfare implementato, stupendi alti, sotto un profilo razionale l’istituzione Ue non sarebbe in egual maniera accettabile.

Il motivo di questo è l’identità, e non nego che spiegare la svalutazione è molto più facile di spiegare qualcosa di non misurabile come l’identità, che pure esiste.

Provo allora, come pura provocazione (ehm), a mostrare il breve video postato su twitter da Marco Bordoni, di Saker Italia. Nella clip il riferimento è ad una partita di hockey tra Canada e Russia, settore giovanile. Si nota come al tradizionale saluto tra i giocatori nessun atleta russo stringa la mano al capitano della squadra avversaria, reo di non essersi tolto il caschetto da gioco durante l’inno nazionale russo.  Il canadese Barrett Hayton ha recepito il messaggio e dopo la partita (che il Canada ha perso 6 – 0) ha scritto di suo pugno le seguenti parole:

Sono dispiaciuto per non essermi tolto l’elmetto durante l’inno russo dopo il match odierno, chiedo scusa alla squadra russa e ai suoi tifosi. Come capitano della squadra, cercavo di giudicare la partita e pensare a come fare gruppo. Mi sono estraniato dal contesto. I russi hanno giocato una grande partita questa sera e le mie azioni non volevano essere irrispettose. Il mio errore non deve essere legato alla loro vittoria. Voglio il meglio per la mia squadra ed i canadesi”

E’ del tutto evidente che nulla di simile potrebbe accadere in un’ipotetica partita tra Unione Europea e un qualsiasi stato del mondo. Ma queste sono cose che i piùeuropeisti non possono capire, nemmeno di fronte all’evidenza di fenomeni come la Brexit.

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