2019 strepitoso per la Borsa. Ma…

Le borse mondiali possono ritenersi più che soddisfatte dell’andamento del 2019. Alla faccia dei profeti di sventura, le società quotate hanno registrato nella stragrande maggioranza dei casi un miglioramento in termini di utili, da un lato, e di prezzi, da un altro. Tutto bene, dunque? Bè, la più grande intellettuale italiana, Orietta Berti, cantava “finchè la barca va, lasciala andare”. Con inflessione veneta aggiungerei: “e guai a chi che la toca”!

Però gli investimenti e la Borsa vanno visti come i rugbysti giocano le partite, cioè puntando sempre avanti con gli occhi attenti a guardare indietro.

I risultati più significativi li troviamo nella classifica delle migliori borse del mondo:

12^ Hong Kong, che nonostante i disordini ha guadagnato il 9,7%

11^ Londra (ftse100) con il 12,10%

10^ la Spagna che chiude guadagnando il 12,56%

posto il Nikkei giapponese al 18,10%

posto per San Paolo do Brasil che ha guadagnato il 20,63%

il vecchio Dow Jones che riunisce 30 enormi titoloni degli Usa che ha guadagnato il 22,01%

Il celeberrimo Dax di Francoforte 25,48%

Lo smi di Zurigo con il 29,95%

Il Cac di Parigi mette a segno il 26,46%

3° SUL PODIO C’E L’ITALIA che si aggiudica la terza posizione con uno strepitoso Ftse Mib di Milano + 28,2%

La medaglia dargento spetta all’SP500, più che una borsa, una valigia, che chiude al 32%

La gold medal se la becca l’indice americano Nasdaq, che quota il comparto tecnologico negli Stati Uniti. La performance è del 34,82%

Da notare che guardando alle nazioni (e non a tutti gli indici), l’Italia sarebbe la miglior borsa del mondo preceduta solo dagli Stati Uniti, che però è talmente un sistema borsistico capitalizzato e all’avanguardia da essere fuori classifica; un po’ come l’NBA nel basketball, per intenderci.

Veniamo ora alla seconda classifica che mi piace sottoporvi, quella dei migliori titoli dell’indice Dow Jones

Apple Inc.   86%      
Microsoft Corp.   59%      
J.P. Morgan Chase & Co.   47%      
Visa Inc. Class A   44%      
United Technologies Corp.   44%      
Procter & Gamble Co.   41%      
Goldman Sachs Group Inc.   41%      
Nike Inc. Class B   38%      
Walt Disney Co.   35%      
American Express Co.   33%      

Ovviamente, questa classifica è rappresentativa in generale del Dow Jones, ma non di tutte le borse americane, dove troviamo aziende quotate su diverse piazze. Non abbiamo citato Amazon, ad esempio, che pure si porta a casa una performance del 29%.

E le performance dei titoli quotati in Italia nel Ftse Mib?

L’unico segno meno va a Pirelli, mentre tutti gli altri 39 titoli a maggior capitalizzazione quotati a Milano hanno fatto registrare il segno più (fonte)

10) Poste Italiane (45,23%)

9) Unipol (45,64%)

8) Hera (45,88)

7) Buzzi Unicem (49,68%)

6) Banca Generali (60,37%)

5) Diasorin (63,48%)

4) Ferrari (70,86%)

3) Amplifon (83,91%)

2) SPMicroelectronics (97%)

1) Azimut (124,14%)

Bene, queste le classifiche più significative.

Urge però chiudere con due considerazioni non meno importanti.

La prima riguarda il successo azionario americano. Mai un Presidente era riuscito a far crescere così tanto i corsi azionari, e Donald Trump ha contribuito in modo determinante con la sua politica fiscale e la pressione sulla Fed. In America l’andamento delle Borse è molto più importante che nel resto dell’Occidente perchè moltissimi americani investono i loro risparmi in Borsa e l’andamento del loro futuro pensionistico dipende dalle quotazioni. Detto diversamente, se votassero oggi in Usa, Donald Trump vincerebbe a mani basse.

Seconda considerazione. La Borsa italiana è la migliore al mondo dopo i fuoriclasse d’oltreoceano, ma questo non significa affatto che le cose vadano bene. In primo luogo perchè l’investimento di Borsa in Italia è di nicchia, scarsamente diffuso e, in pratica, culturalmente gestito dai pochi che possiedono informazioni finanziarie. Ma, soprattutto, la Borsa italiana è crollata dai tempi della crisi. Per chi non mastica di queste cose, ricordo che l’andamento della Borsa si misura in punti, che erano arrivati a sfiorare quota 50mila. Ora che tutti esaltano l’exploit di Milano, sarebbe bene ricordare che in Borsa investono gli adulti, e non i bambini. I poppanti possono infatti esaltarsi per l’andamento di Piazza Affari, ma gli uomini che studiano e investono in Borsa dall’età della ragione vedono che dai 50mila di ieri siamo ai 23mila punti di. Mentre il Dax tedesco, ad esempio, è sui massimi della sua storia, noi italiani abbiamo dimezzato i risultati raggiunti (anche quando c’erano le lire) e ci troviamo, attualmente, lontani anni luce dai nostri massimi borsistici.

CONCUSIONE. Investire è importante. Investire è necessario ed è meglio essere ottimisti. Ma occorre avanzare guardando avanti come i rugbysti, cioè con un occhio attento anche a ciò che accade a lato. E dietro.

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