Come fermare l’estinzione degli italiani

La situazione della natalità in Italia sta peggiorando anno dopo anno. E’ un paese che sta sparendo, in pratica. Gufismo, pessimismo? No, dati Istat, forniti da gente che fa statistica per mestiere.

La popolazione residente in Italia al 31 dicembre 2018 è inferiore di oltre 124 mila unità rispetto all’anno precedente pari al -0,2%. Si tratta del quarto anno consecutivo di diminuzione: dal 2015 sono oltre 400 mila i residenti in meno, un ammontare superiore agli abitanti del settimo comune più popoloso d’Italia. Al primo gennaio 2019 risiedono in Italia 60.359.546 persone, di cui l’8,7% sono straniere. Il numero di cittadini stranieri che lasciano il nostro paese è in lieve flessione (-0,8%) mentre è in aumento l’emigrazione di cittadini italiani (+1,9%). (fonte)

Ora, preso atto che questi sono numeri e che quindi neanche Mattarella nella sua forma più smagliante può negarli, viene da chiedersi: perché? E, soprattutto, questo trend è davvero inarrestabile?

Come ribadisco sempre su queste pagine, l’Italia è stata per la maggior parte della storia delle civiltà, il paese più ricco del mondo. Su questo si trovano opinioni diverse e dati in parte contrastanti, ma basta fare un piccolo test: dove si trovano gli edifici, i monumenti, le infrastrutture artisticamente più belle, costose e grandi del mondo? E in quale paese tali opere sono numerose e diverse sia per stili, materiali impiegati ed epoche storiche? Ecco, appunto! Se andate in Germania, Stati Uniti, Svizzera, Giappone, non c’è niente di simile, ma neanche di lontanamente paragonabile proprio. Questo cosa significa? Significa che gli italiani non sono geneticamente né culturalmente inferiori a nessun altro popolo… ANZI!

E però gli italiani hanno perso la Seconda Guerra Mondiale ed hanno abbracciato progetti sovranazionali guidati da “altre” nazioni: pertanto, in Italia, si è accettata una lingua straniera per i commerci, una moneta straniera (l’euro) e un governo straniero, quello della Commissione Europea. Detto diversamente, ma più chiaramente, l’Italia è oggi una colonia, un luogo dove al limite si può venire in vacanza, così come capitò ai primi del Novecento all’India, per i britannici, durante l’età vittoriana.

In questa situazione, sposarsi e fare dei figli è un rischio elevato. Conviene di più farne a meno e vivere da single con l’aiuto della famiglia d’origine.

Ma il quesito più interssante è il secondo: si può invertire il calo della natalità?

Si, perchè questo è già successo diverse volte nella storia dell’umanità.

Nel Trecento, ad esempio, la popolazione europea crollò letteralmente di quasi un terzo a seguito di malattie come la peste, che non cessarono subito dopo, ma gli europei seppero riadattarsi alla mutata situazione e tornare a crescere di numero. Quindi, nella storia e nel lunghissimo periodo, la popolazione è sempre cresciuta, ma non nel breve e medio periodo, durante il quale anzi vi sono stati decenni di decrescita della natalità. In Inghilterra, nel ‘700 si ebbe un’impennata dei nati perché l’industrializzazione consentiva alle coppie di trovare lavoro subito, di sposarsi prima e dunque di avere più figli, e precocemente. In Italia, dopo la guerra, grazie alla scarsa disoccupazione dovuta alla necessità della ricostruzione, vi fu il fenomeno dei BabyBoomers, che riguardò tutto l’Occidente e che aumentò a dismisura il numero degli abitanti.

Sono solo esempi, ma che dimostrano come sia possibilissimo invertire un trend.

L’ultimo caso – nessuno lo sa – è quello della Russia.

Come si vede da tutti i grafici forniti in questi anni dalla Banca Mondiale, la Russia schiacciata dalle pressioni internazionali all’indomani dell’esperienza sovietica non aveva né fiducia in sè stessa, né una gestione nazionale dell’economia. Poi è arrivato un leader che ha invertito la rotta cambiando le cose grazie alla cura dell’interesse nazionale.

I russi che erano precipitati come demografia negli anni ’90 si sono “miracolosamente” ripresi mentre tutti gli altri paesi ex comunisti promuovevano la migrazione della loro forza lavoro.

Su wikipedia si legge: “poche nascite e molti morti ridussero la popolazione russa dello 0,5% ogni anno, durante gli anni ’90. Questo tasso si presentava in continua accelerazione. Per ogni 1000 russi vi furono 16 morti e solo 10,5 nascite, provocando il declino della popolazione da 800.000 a 750.000 l’anno. L’ONU stimò che la popolazione della Russia del 2006, circa 140 milioni, sarebbe potuta diminuire di un terzo entro il 2050.”

Nel 2005 con il secondo mandato del Presidente Putin la stabilità della situazione politica ed economica ha comportato una maggiore attenzione del governo sulla questione demografica, attraverso strumenti che favorissero da una parte l’aumento della natalità, come incentivi economici alla nascita del secondo e terzo figlio o crediti immobiliari alle coppie di neo-sposi, dall’altra parte la diminuzione della mortalità attraverso una riforma generale del sistema sanitario nazionale.

Nel 2016, la popolazione russa ha registrato un + 0,2% rispetto al 2015, segnando così una inversione che si protrae nel tempo, pur molto lentamente. Quelli appena trascorsi sono stati anni difficili per i russi a causa di sanzioni, tensioni in Ucraina e nel medioriente.

Ma il declino è stato fermato, contrariamente a quanto avviene da noi, in Italia. Ricette semplici ed efficaci da copiare quanto prima: come noto agli economisti di ogni latitudine ed epoca storica, non è possibile crescere economicamente con un crollo costante della natalità nazionale.

Il grafico semplifica un po’ troppo, ma rende l’idea (fonte)

Come hanno fatto? In Russia hanno dato soldi a chi fa figli, in buona sostanza, e dagli 8 nati per 1000 sono arrivati a 12/1000. Non hanno agguantato ancora le vecchie statistiche, ma il trend si è nettamente invertito. Qualcosa di simile stanno tentando in Francia e Danimarca. E in Italia?

15 Commenti

  1. In Italia si incentiva la rapina legalizzata, l’immigrazione del caos e l’emigrazione di chi ha l’occhio della mente che guarda al futuro: scappare dal caos.
    A prescindere dalla propaganda dei “trolls” che si annidano dentro e fuori della rete.

  2. Buongiorno e Buon Anno Professore,
    ecco un paio di penseri sparsi per criticare quanto da Lei scritto.
    1) Proprio perché l’Italia è stato per secoli uno dei paesi iù ricchi del mondo, è anche uno dei più affollati, almeno tra quelli che hanno una certa dimensione geografica. Se poi consideriamo che, al contrario di Germania e Regno Unito, paesi simili per dimensioni, l’Italia ha anche tante montagne, ci rendiamo conto che l’affollamento è ancora maggiore. L’unico caso paragonabile è quello del Giappone, ancor più affollato, dove ugualmente vi è un calo demografico.
    2) La Russia, in rapporto alla superficie e alle risorse naturali disponibili, è un paese a scarsissima densità di popolazione. Il clima rema contro, è vero, ma il paragone non regge.
    3) Non abbiamo un governo straniero o una moneta straniera. Abbiamo un “governo” (virgolettato perché tale non è nei fatti) e una moneta condivisa con altri, nella stessa misura in cui dalla seconda metà del XIX secolo i Veneti, i Romani, i Napoletani, il Siciliani, i Lombardi hanno ondiviso stesso governo e stessa moneta. Gli interessi degli ialiani non coincidono con quelli dei Tedeschi? Innanzi tutto forse sarà vero che gli interessi di alcuni italiani non coincidono con gli interessi di alcuni Tedeschi, ma vi sono anche casi in cui gli interessi di alcuni Italiani coincido con gli interessi di alcuni Tedeschi. Allo stesso modo i suoi interessi di Veneto non coincidono sempre con quelli del sottoscritto che sta a Roma. Ma i miei non coincidono neanche con quelli di un abitante di Frascati, 20 km da Roma.
    4) La ricchezza dell’Italia è stata legata al fatto di essere al centro di quelle che erano le principali rotte commerciali dell’epoca e dall’avere, per posizione geografica, il controllo dei mari. I commerci di oggi viaggiano su altre rotte, dobbiamo farcene una ragione

    • e perchè lo devi criticare? ho riportato dei numeri. Comunque:
      1) è tra i più affollati perchè ha molta storia e caratteristiche uniche, perchè lasciare che si spopoli? non mi è chiaro
      2) la russia non è messa a paragone (cito anche francia e danimarca, dove il rapporto è sulla parità grazie agli incentivi). si dice che nei paesi dove vi sono incentivi il trend si può invertire. la russia lo sta dimostrando contro chi diceva che questo elemento (gli incentivi) non c’entravano nulla
      3) il parlamento europeo può far cadere il governo europeo? quando lei vota, vota per il parlamento europeo, ma quei parlamentari che lei ha eletto possono far cadere il governo europeo? ha mai visto le leggi italiane? sono tutte adeguamenti alle decisioni prese dalla commissione europea… ripeto: i parlamentari europei possono scalzarli come avviene normalmente nelle dinamiche statali parlamenti-governi?
      4) il paese più ricco del mondo è la svizzera
      Buon 2020 anche a te

      • Vincenzo e’ il classico pereppeppe’ italiano. Deve “criticare” perche’ la vis polemica e’ insita in quella cultura, individualista, litigiosa ed egocentrica per eccellenza. Detto questo, a me invece pare un buon articolo il suo, caro Bordin. Aggiungerei che c’e’ un altro numero tremendo da ricordare: 1.3. E’ l’attuale tasso di filiazione: 1.3 figli per famiglia. E continua a scendere. Con questo tasso di filiazione una specie e’ destinata ad estinguersi entro due generazioni e la media si registra tale già da più di un decennio. Quindi fine degli Italiani (per lo meno autoctoni) entro il 2060 circa. Non e’ lontanissimo. Viceversa gli immigrati africani e asiatici, soprattutto islamici, hanno tassi di filiazione abbondantemente superiore
        a 4. E quell’ 8.7% di stranieri ingloba in gran parte
        loro. Dunque e’ inevitabile che quella percentuale crescerà sempre di più fino a sostituire e sopravanzare gli autoctoni che non fanno più figli.

        • Non ne sarei così sicuro, questi i dati più recenti:

          “In Italia anche gli immigrati fanno meno figli”

          26 novembre 2019

          di L. Berti per Agi

          https://www.agi.it/cronaca/italia_nascite_bambini_stranieri_istat-6619972/news/2019-11-26/

          Se lo trovo posto anche un altro ottimo articolo in tal senso, comumque, la demografia in declino degli autoctoni è solo una scusa per importare immigrati extracomunitari, ai piani alti della UE quello che importa veramente è costruire una società multietnica, già hanno fatto le prove generali in USA, che è la società multietnica per antonomasia, e hanno visto che per le elites è molto più facile accumulare denaro e potere in una società multietnica del genere, insomma, senza “demos”, il popolo, c’è solo “cratos”, potere!

          That’s it!

        • L’ho trovato, eccolo arriva.

          “In Italia anche gli immigrati fanno meno figli”

          https://www.agi.it/cronaca/censis_rapporto_demografia_figli_stranieri_immigrati-1595573/news/2017-03-17/

          Riconfermo e riporto il mio commento finale:

          la demografia in declino degli autoctoni è solo una scusa per importare immigrati extracomunitari, ai piani alti della UE quello che importa veramente è costruire una società multietnica, già hanno fatto le prove generali in USA, che è la società multietnica per antonomasia, e hanno visto che per le elites è molto più facile accumulare denaro e potere in una società multietnica del genere, insomma, senza “demos”, il popolo, c’è solo “cratos”, potere!

          Cordiali saluti e buon fine settimana.

          TheTruthSeeker

      • Buongiorno Professore,
        la parola critica l’ho usata in senso esteso, ovviamente.
        1) Se un posto è sovraaffollato è abbastanza naturale che a un certo punto si possa avere una riduzione della popolazione. Come ho scritto non è un caso che lo stesso problema ci sia in Giappone.
        2) lei ha citato la Russia come paese dove è stato fatto un certo tipo di politica per favorire le nascite. La situazione in Russia non è assolutamente paragonabile a quella italiana. Tra l’altro la Russia aveva avuto un traollo di natalità dopo il crollo dell’URSS
        3) Il presidente della Commissione Europea viene scelto di concerto dai vari governi, che mi risulta siano democraticamente eletti, e la sua nomina è soggetta all’approvazione del Parlamento Europeo. Non sta scritto da nessuna parte che vi debba unanimità. Forse che il governo italiano ha l’nanimità dei consensi in Parlamento? Forse che il Presidente della Repubblica viene eletto con voto unanime?
        I commissari poi vengono proposti dai vari governi. E comunque esiste un’altra istituzione, il Consiglio d’Europa, formato dai primi ministri e dai presidenti che ha potere sulle cose più importanti. In alcuni dei casi mi risulta che sia prevista l’unanimità per decidere. Personalmente sono assolutamente favorevole al federalismo, anzi al confederalismo, non al sovranismo o nazionalismo che dir si voglia.
        4) La Svizzera deve il suo benessere al fatto di essersi trovata al centro dei flussi bancari

  3. Innanzitutto, complimenti per l’ottimo articolo, questo appartiene alla serie: “Lectio Magistralis” del Prof Massimo Bordin!

    1. Un solo appunto sulla Francia, visto e considerato che lo menziona come aspetto positivo.

    “L’immigrazione è metà della crescita demografica della Francia”. Uno studio

    “Il 24 per cento dei nuovi nati sono figli di immigrati”. L’inchiesta del settimanale l’Express

    di G. Meotti per “Il Foglio”

    Luglio 2018

    “In Francia, interrogarsi serenamente sugli effetti dell’immigrazione resta un’impresa pericolosa. Tra il nostro passato coloniale, i traumi della Seconda guerra mondiale, la paura di fare il gioco dell’estrema destra, tutto si combina per farne un tabù. In termini demografici, tuttavia, la verità è semplice da affermare: l’immigrazione gioca un ruolo importante”. Si apre così l’inchiesta del settimanale l’Express.

    Perché la Francia? Per due motivi, essenzialmente. E’ il paese con la più antica, importante e consolidata esperienza di immigrazione. E perché è il paese che cresce di più demograficamente in Europa, assieme al Regno Unito. “Tutti gli indicatori convergono”, spiega l’Express. “Dal 1960 al 2011, l’immigrazione ha aumentato la popolazione residente in Francia di circa 9,7 milioni di persone (15,4 per cento del totale). Il numero di nascite è aumentato del 27 per cento”.

    Le cifre sono state calcolate da Michèle Tribalat, un demografo la cui serietà professionale non è mai stata contestata. “Secondo i miei calcoli, metà della nostra crescita della popolazione in cinquanta anni è dovuta al declino della mortalità, ma l’altra metà è rappresentata dall’immigrazione”, conferma Hervé Le Bras, uno dei colleghi con cui Tribalat spesso si è diviso sulla scena francese. E per evidenziare il drammatico aumento delle nascite di bambini con almeno un genitore straniero arriva un numero sull’apporto dell’immigrazione al numero totale delle nascite: “Si è passati dal 15 per cento del totale (nel 2000) al 24 per cento (nel 2016). Nel 2014, il 40 per cento dei neonati aveva almeno un nonno immigrato”.

    Proseguimento:

    https://www.ilfoglio.it/societa/2018/07/29/news/limmigrazione-e-meta-della-crescita-demografica-della-francia-uno-studio-207844/

    Da notare anche che la nazionale di calcio francese vincitrice degli ultimi mondiali di calcio era costiutuita per la maggior parte da figli di immigrati africani, non una coincidenza fortuita, e questo per la gioia della massoneria che tanto ha fatto e sta facendo per la costruzione di una società multietnica nella UE, qui il tronfio massone G. Magaldi esprime le sue grandi gioie per la loro vittoria:

    Magaldi: ma non ha vinto Macron, e il mondo sta rinascendo Libreidee

    2. Anche la Germania ci sta cascando in pieno, ecco degli spunti controinformativi in merito ovviamente censurati dai media mainstream italiani, chissà come mai….

    “ONE in THREE people in Germany will have migrant roots in only 2 decades, researcher predicts”, by RT

    4 Nov, 2019

    In as little as 20 years, more than 30 percent of people living in Germany will have foreign backgrounds, a migration expert has calculated, estimating that the percentage could be double in larger cities.

    Herbert Bruecker, who heads the migration research department at the Federal Institute for Employment Research (IAB), told German daily Die Welt that about 35 percent of the population will have a migrant background or be a migrant themselves by the year 2040. The figure includes anyone who was not born in Germany or who has at least one parent who is not a German citizen.

    The researcher said that in big cities such as Frankfurt, people with migrant backgrounds will make up 65-70 percent of the population. Bruecker argued that Germany’s economic viability will depend on drawing in migrants, but cautioned that they should be highly-skilled workers.

    Per il proseguimento dell’articolo, scrivere queste parole chiave:

    ONE in THREE people in Germany will have migrant roots in only 2 decades, researcher predicts RT

  4. A titolo integrativo, prima parte.

    “La prova regina della correlazione tra disoccupazione e inverno demografico. Poi, se volete raccontarvi altre favole, affari vostri. Questa è la cruda verità”, Avv. Davide Mura, suo tweet del 31 dicembra 2019.

    Riferimento:

    https://twitter.com/ilpetulante/status/1211962733681352705

    Della serie: una sola immagine vale più di fiumi d’inchiostro spesi sull’argomento.

  5. A titolo integrativo, seconda parte.

    “Denatalità, il problema cruciale”, di Roberto Pecchioli per Ereticamente.

    Novembre 2018.

    Se chiediamo a un campione di cittadini mediamente informati e di buona istruzione quale sia il problema più grave dell’Italia, otterremo una notevole varietà di risposte. Alcuni parleranno dell’immigrazione, moltissimi della disoccupazione, altri della perdita dei diritti sociali, qualcuno del declino dei principi morali, della corruzione e così via. La nostra tesi è diversa: la questione più rilevante è la denatalità. Un popolo che non fa figli è destinato a finire per consunzione biologica. Si trascina nell’egoismo, nella sfiducia del futuro, nella chiusura mentale, nel rifiuto stesso della vita. Poiché la natura ha orrore del vuoto e altrove la pressione demografica è immensa, qualcuno, fatalmente, ci sostituirà. La civiltà in cui siamo nati sparirà e l’Italia diventerà un concetto del passato. La studieranno sui libri di storia. Il presente intervento si pone un obiettivo: affermare che le culle vuote sono il problema più grave e urgente della nazione e le difficoltà economiche, finanziarie e sociali nelle quali ci dibattiamo hanno tra le cause scatenanti l’invecchiamento e la conseguente diminuzione della popolazione.

    Proseguimento:

    http://www.ereticamente.net/2018/11/denatalita-il-problema-cruciale-roberto-pecchioli.html

    Da notare il seguente passaggio molto significativo dell’articolo:

    Inascoltata è rimasta la voce di Alfred Sauvy, grande demografo e valente economista, che collegò il benessere a un ragionevole incremento della popolazione, ricordando la fine ingloriosa dell’impero romano, che perse in meno di duecento anni la metà dei suoi abitanti. L’effetto delle scelte delle oligarchie è sotto i nostri occhi: aumentano i costi fissi per l’invecchiamento progressivo; meno giovani lavorano, minore produttività, inventiva e innovazione, nessuno risparmia poiché è la famiglia che produce la propensione al risparmio, mentre i solitari consumano. La delocalizzazione produttiva, penultima carta per tenere alti i consumi, diventa causa di disoccupazione e dumping sociale; non restano che l’immigrazione di massa e altro debito. Lo stesso inventore del concetto di PIL, Colin Clarke, avversò le scelte oligarchiche volte al calo demografico con rigorosi argomenti economici. Dimenticato, terminò la carriera nella remota Australia.

  6. A titolo integrativo, terza parte.

    Da notare anche che a livello demografico il saldo naturale annuale ossia la differenza fra totale nascite anno X e totale morti anno X incomincia il suo lungo trend negativo nel 1993 e che inoltre il Trattato di Maastricht ( Trattato dell’Unione europea (TUE) ) fu firmato nel febbraio del 1992, non una coincidenza fortuita.

    Riferimento:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Demografia_d%27Italia

    In conclusione e in breve, la Costituzione italiana aveva come mission principale la piena occupazione e per farlo al meglio prevedeva che lo Stato avesse un ruolo da protagonista in economia secondo un’ottica keynesiana, il Trattato di Maastricht e i seguenti Trattati europei prevedono invece tutto il contario e quindi l’inverno demografico che colpisce l’Italia, e non solo l’Italia, sono solo una conseguenza logica voluta e prevista dalle elite eurocratiche, nel prossimo ed ultimo post alcuni accenni fondamentali.

  7. Seguito promesso del commento finale relativo al precedente post.

    “Perchè nell’Unione Europea non è possibile fare politiche di crescita”, a cura dell’Avv. Davide Mura per ScenariEconomici

    Dicembre 2018

    https://scenarieconomici.it/perche-nellunione-europea-non-e-possibile-fare-politiche-di-crescita-di-davide-mura/

    Da notare il seguente passaggio su disoccupazione:

    Strutturalmente e principalmente l’Unione Europea persegue lo scopo della stabilità dei prezzi (v. artt. 3 TUE, 119 e 127 TFUE) che si poggia essenzialmente su una moneta basata sui cambi fissi, sull’assoluta libertà di movimento dei fattori di produzione (all’interno dell’area euro) e sulla deflazione salariale; quest’ultima, a sua volta, richiede un processo di precarizzazione del fattore lavoro e un preciso tasso di disoccupazione strutturale il cui scopo è¨ mantenere stabile l’inflazione (e dunque il prezzi e i tassi di interesse sugli strumenti finanziari). Tant’è che la Commissione definisce, per ciascuno Stato membro, il tasso annuo non inflazionistico di disoccupazione (il cosiddetto NAIRU, acronimo di Non Accelerating Inflation Rate of Unenployment), al di sotto del quale non è opportuno scendere per non alimentare l’inflazione.

    NB l’Avv Davide Mura è anche ideatore, gestore e autore di un interessante blog controinformativo, per trovarlo, scrivere le seguenti parole chiave:

    Il Petulante it

  8. Dimenticavo la “Big Picture”, ecco qui una sintesi controinformativa.

    Da notare anche che il quadro generale nel quale i pupari lo dicono più che chiaramente è molto sottovalutato in genere e sempre è stato censurato dai media mainstream, chissà come mai…….

    “Armi di migrazione di massa, è il piano del super-potere”

    di Claudio Messora per “ByoBlu”

    6 settembre 2016

    https://www.libreidee.org/2016/09/armi-di-migrazione-di-massa-e-il-piano-del-super-potere/

    I due passaggi più significati dell’articolo:

    1. Non è che, francamente, avessimo bisogno delle controprove. Dal documento dell’Onu che parla esplicitamente, per primo, di migrazione selettiva dei popoli, passando per lo studio della Cornell University, “Weapons of Mass Migration: Forced Displacement, Coercion, and Foreign Policy”, – Armi di migrazione di massa: deportazione, coercizione e politica estera – che racconta dell’immigrazione come di una “nuova arma bellica non convenzionale”, una vera e proprio arma di migrazione di massa, fino ai progetti Ue di migrazione selettiva portati alla London School of Economics and Political Science dal vicepresidente della Commissione Europea in persona, nientemeno che Franco Frattini, che parla di vere e proprie campagne orchestrate dai governi per «incoraggiare i potenziali migranti a diventare europei», di prove ce ne sono a sufficienza per comprendere che la volontà politica di portare in Europa un numero elevatissimo di migranti non solo c’è, ma è determinata e alla luce del sole.

    2. Ma, in caso voleste sentirvelo dire forte e chiaro, eccovi le dichiarazioni di uno-che-passava-di-lì, tale Peter Sutherland. Vi dice niente? I più attenti se lo ricorderanno: vent’anni presidente Goldman Sachs International, ex presidente British Petroleum e attualmente alto rappresentante per il segretariato generale della migrazione internazionale alle Nazioni Unite, oltre che a capo del Forum Globale su Migrazione e Sviluppo, al quale partecipano oltre 160 paesi. Uno che di politiche per regolare la migrazione se ne intende, dunque, uno che lavora per quella stessa organizzazione (l’Onu) che parlava appunti di migrazione sostitutiva dei popoli, uno che sulla Brexit il 25 giugno scorso ha detto: «In qualche modo, questo risultato va ribaltato». Bene, questo signore qui, nel 2012 ha detto alla Camera dei Lord (i nostri senatori, più o meno) che «l’Unione Europea dovrebbe fare del suo meglio per attaccare, indebolire l’omogeneità culturale degli Stati nazionali, perché la migrazione è una dinamica cruciale per la crescita economica in alcuni stati membri, per quanto difficile potrebbe essere spiegarlo ai cittadini di quegli Stati». [Fonte Bbc, mica miciomicio-baubau].

    Secondo Peter Sutherland bisogna «costruire giocoforza Stati multiculturali», perché «è impossibile pensare che questo grado di omogeneità culturale possa sopravvivere, in quanto gli Stati devono diventare stati aperti». E ancora: «A differenza degli Stati Uniti, dell’Australia e della Nuova Zelanda, che rappresentano società frutto di migrazione e che sono più versatili nell’integrare chi viene da altre realtà, noi coltiviamo ancora un senso di omogeneità e differenza rispetto agli altri. Questo è precisamente ciò che l’Unione Europea, secondo me, dovrebbe distruggere».

    3. Da notare anche che Peter Sutherland (Dublino1946 – Dublino 2018) era pappa e ciccia con George Soros, il più grande sponsor di Ongs tramite la sua Open Society Foundations ( vedasi a tale proposito tutti i dettagli nelle ottime inchieste contenute nel libro “Inferno SPA. Viaggio tra i protagonisti del business dell’accoglienza” di Francesca Totolo, già segnalato in precedenza ) e con Papa Bergoglio ( a Peter Sutherland gli fu data anche la presidenza della International Catholic Migration Commission e fu nominato consigliere della Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA) ) che un giorno si e un giorno si fa la sua apologia immigrazionista.

    Peter Sutherland per venti anni era stato presidente esecutivo di Goldman Sachs, fu anche presidente della BP (British Petroleum), era stato anche nell’esecutivo del Gruppo Bilderberg e contemporaneamente Rappresentante Speciale dell’ONU per le Migrazioni.

    Peter Sutherland è stato anche Commissario europeo alla Concorrenza quando presidente della Commissione era Delors, è stato anche direttore del WTO, Organizzazione Mondiale del Commercio, ossia del tribunale mondiale del commercio globale. Ed era poco prima di morire anche capo del Global Forum on Migration and Development, da cui 160 paesi prendono le direttive sulla migrazione, presidente onorario della Trilateral Commission e capo della London School of Economics, nonché Cavaliere di Malta e membro dell’Opus Dei.

    Cordiali saluti e buon anno a tutti quelli di buona volontà.

    TheTruthSeeker

  9. I soldi come te li danno te li tolgono.

    Per far incrementare la popolazione basta dare garanzie durature e libertà di operare.

    In pratica basta che lo ‘stato’ equilibri i diritti dando scapellotti agli arroganti.

    Qui in Italia aspetteremo il botto che accadrà toccando il picco della sofferenza individuale.

    Poi parleremo di soldi, oro, mercato, salute, politica, scuola, etc.

    Buon anno del ‘topo’!

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