Oh, Barbero! Che hai fatto

Lo storico piemontese Alessandro Barbero è l’intellettuale italiano oggi maggiormente coccolato dai media. Non è divisivo come Vittorio Sgarbi e Diego Fusaro, non si acconcia da hipster come Massimo Cacciari e non si improvvisa tuttologo di calcio come Mughini. Barbero buca il video con il suo aplomb anglosassone ed i suoi occhiali da secchione; sa catturare l’attenzione anche dello spettatore più pigro grazie ad una voce entusiasta e così “chiara e distinta” da far impallidire le idee di Cartesio. E’ simpatico, Barbero, anche quando ti dice cose che non avresti mai immaginato e ti fa sentire ignorante.

Non solo. Barbero è riuscito ad imporsi come il conferenziere più amato dagli italiani anche sul web, dove spopolano i suoi video-pipponi lunghi due ore su figure storiche come Carlo Magno e Napoleone. Roba che Paolo Mieli non ci dorme la notte, per l’invidia!

Ecco perchè il medievalista torinese è riuscito in questi anni ad uscire dalle polverose stanze dell’Accademia per entrare nei salotti buoni della televisione. Non è raro vederlo come conduttore a Rai Storia oppure a fianco di Piegiorgio Odifreddi a riempire i teatri. Insomma, Barbero è uno storico che sembra venire dal mondo anglosassone: uno storico che ce l’ha fatta.

Eh già, perchè mentre in Italia l’allegra brigata del Ciccap è riuscita a convincerci tutti che al primo potere ed al quarto potere devono sedere solo i positivisti in stile Piero Angela and Son, altrove anche i classicisti, i filosofi e gli storici hanno un ruolo che non rimane relegato ai banchi di scuola. Boris Johnson – pochi lo sanno – è un classicista, Noam Chomsky un filosofo ed un sociologo, Henry Kissinger, uno storico.

Barbero, dunque, è uno dei pochissimi umanisti che in questo Paese non è costretto a sbarcare il lunario dando ripetizioni di latino agli studenti del ginnasio.

Fino a quando…

Fino a quando, poco prima di natale, Massimo Bernardini non ha commesso il passo falso di intervistarlo sulla democrazia. In quel di Reggio Emilia, per l’esattezza al Teatro Asioli di Correggio, il conduttore di Tv Talk ha (mal)pensato di portare Barbero sulla strada dell’europeismo convinto. Un dialogo che nelle intenzioni del giornalista doveva condurre il pubblico emiliano (e come tale di sinistra per definizione) nel petaloso mondo dell’invincibile Europa, dell’euro irreversibile, e dell’antisovranismo militante.

Qualcosa, però, è andato storto.

Non senza lo stupore dell’intervistatore e del pubblico, sull’Eurosistema Barbero ha avuto l’ardire di dire la verità.

Dopo aver chiarito la funzione principale dei parlamenti in una democrazia moderna (legiferare e controllare l’operato dei governi), il dialogo è andato circa così:

Barbero. “La costituzione vuol dire: eleggiamo un parlamento! dalla rivoluzione francese in poi i popoli hanno voluto le costituzioni ed in esse il ruolo del Parlamento è chiarissimo. Il popolo ha detto eleggiamo un parlamento. Ed il governo? Il governo deve rispondere al parlamento!!!

Su queste cose c’è una confusione enorme oggi, anche nel nostro Paese. Storicamente, la differenza tra PARLAMENTO e GOVERNO è chiarissima. Il governo prende le deicisioni dopo essere stato nominato da un Presidente della Repubblica (una volta era il Re). Non è un dettaglio da niente… il presidente della repubblica, che è un po’ come l’equivalente del Re, nomina il governo. Ma il governo deve avere l’approvazione del parlamento eletto dal popolo. Il parlamento serve a quello! Quando il parlamento non vota la fiducia, il governo cade.

Ora, io come molti non ho le idee chiarissime di come funzioni l’Europa, ma non mi sembra proprio che funzioni così…

Non mi sembra che tutti i giorni la commissione europea prenda le decisioni e debba poi andare tutti i giorni in Parlamento col rischio di cadere perchè ai rappresentanti del popolo non va bene…

A me non sembra che funzioni così (e se funziona così riesce a non farlo vedere molto bene), e la gente questo lo percepisce”.

Giornalista. “Però da 40 anni noi stiamo votando direttamente questo Parlamento Europeo. Tutti gli europei votano il parlamento, mandiamo rappresentati dal 1979”.

Barbero. “Ma – chiedo per sapere… – il Parlamento Europeo, può far cadere il governo europeo?”

A questo punto, sul teatro Asioli cala il gelo.

Bernardini non risponde.

Il pubblico non fiata.

In pochi secondi, in una riga dattiloscritta, seppur con educazione e attraverso la forma dubitativa della domanda, Alessando Barbero – storico dei media ufficiali – dice quello che tutta la controinformaione degna di questo nome urla da anni fino a farsi uscire le vene dal collo, e cioè che

L’UNIONE EUROPEA NON E’ UNA DEMOCRAZIA

Insomma, il Re è nudo, solo che stavolta a dirlo non è stato un bambino, ma uno dei più grandi accademici italiani.

Allora faccio un appello allo stimato storico torinese: professore si fermi qua!

Professore si fermi ora!

Vuole continuare ad andare da Piero Angela? Vuole rimanere in cima alle classifiche dei libri e pubblicare per Sellerio, Laterza e tutta la compagnia? Vuole continuare ad essere invitato dai media che contano e ad essere osannato nei teatri?

Allora la pianti di dire la verità sull’Europa. E’ pericolosissimo! A sto punto, non mi stupirei se la sbattessero fuori dall’Università.  Ma cosa le è saltato in mente? Preghiamo.

64 Commenti

  1. Nella migliore delle ipotesi, Barbero da un colpo alla botte e un colpo al cerchio per stare sempre a galla, eccolo qui infatti in tutto il suo “splendore” radical chic globalista.

    “Al di là del pittoresco, l’Italia è tuttora un Paese per metà fascista e per metà antifascista. E lo è sempre stato, salvo che si è fatto finta che i fascisti non fossero proprio la metà, che fossero una minoranza, invece sono chiaramente la metà del Paese.”, Prof Alessandro Barbero, storico medioevale, 26 luglio 2019.

    Riferimento:

    https://www.iltascabile.com/linguaggi/storia-barbero/

    Cioè in pratica disprezza pure il popolo italiano inventandosi balle a dir poco clamorose e tutto questo per potere continuare a lavorare in RAI ( RAI che ormai da tempo è fondamentalmente pro immigrazione selvaggia senza se e senza ma, pro euro fino alla morte e via dicendo ), ha persino collaborato con Piero Angela che sull’11 Settembre ha preso sempre come beceri complottisti tutti coloro che non sono allineati alla versione ufficiale.

    Cordiali saluti.

    TheTruthSeeker

    NB qui a fine ottobre 2019 subito allineato ai radical chic dé noartri:

    Barbero: pessima idea, equiparare il comunismo al nazismo Libreidee

    Vedasi anche il mio primo post a quest’ultimo articolo per notare come fa due pesi e due misure in modo sfacciato e vergognoso, d’altronde come tanti altri storici mainstream, chissà come mai….

      • Innanzitutto, non ci conosciamo e del tu lo va a dare a sua sorella e ai suoi amichetti, seconda cosa, se lei pensa come Barbero che metà degli italiani sono fascisti e allora chi non è intelligente è solo gente come lei perché a Barbero almeno per fare propaganda anti italiana lo pagano bene, lei invece ci abbocca a gratis come tanti altri, incredibile ma vero!

        Insomma, chi di stupidità ferisce, di stupidità perisce!!

        • Ora, mi dispiace ma concordo sul fatto che una buona metà degli italiani sia, se non fascista, fascistoide; non come esito di chissà quale percorso personale di analisi politica, ma per mera bassezza, opportunismo e convenienza; naturalmente se vuole può dare dello stupido anche a me.

          • 1. Fascismo:

            movimento politico italiano che trasse origine e nome dai Fasci di combattimento fondati nel 1919 da B. Mussolini e che, costituitosi in partito nel 1921, conquistò il potere nel 1922 con la marcia su Roma, dando vita dapprima a un gabinetto di coalizione (insieme ai nazionalisti, liberali, democratici sociali e popolari), e trasformandosi poi, a partire dal 1925, in un regime dittatoriale a carattere totalitario e nazionalista che tenne il governo d’Italia fino al 25 luglio 1943; in senso astratto, l’insieme di ideologie e di concezioni quali corporativismo economico e accentramento amministrativo in politica interna, espansionismo imperialistico in politica estera che insieme ne costituirono il fondamento teorico, cioè la dottrina. Il termine è stato poi esteso, più o meno fondatamente, a indicare altri movimenti sorti soprattutto in Europa fra le due guerre mondiali, e successivamente anche in paesi extraeuropei, con caratteristiche simili a quelle del fascismo italiano: il f. spagnolo; il f. dei colonnelli in Grecia.

            Riferimento: vocabolario Treccani.

            2. Fascista:

            fautore o seguace di concezioni e metodi proprî del fascismo.

            Riferimento: vocabolario Treccani.

            3. Fascistoide:

            1. Che, chi ha caratteri dei fascisti e del fascismo
            2. Che, chi sostiene il fascismo in modo ambiguo o generico

            Riferimento: Grande Dizionario Italiano di Aldo Gabrielli, HOEPLI Editore.

            Ergo, in base alle tre esatte definizioni riportate, le sue affermazioni dimostrano in pieno che lei nella migliore delle ipotesi è vittima della propaganda anti italiana dei Barbero di turno e dei media mainstream italiani, nella peggiore della ipotesi invece che lei è proprio stupido di natura.

            Ovviamente non mi interessa in alcun modo stabilire quale delle due ipotesi sia veritiera perchè qualsiasi tipo di discussione con gente del genere la evito a priori in partenza in ogni caso.

          • molto molto aggressivo il signor truthseeker, che guarda caso usa uno pseudonimo inglese, così gli italiani, un popolo perfetto quanto a mafie (mafie, plurale), corruzione e repubblica_delle_banane non ci batte nessuno, così dicevo, gli italiani li giudica dall’alto di un piedistallo anglosassone, che quello del belpaese non era abbastanza alto; e così il fascismo non ci risulta, eh? allora cosa sono e come mai vengono tollerati tutti quei saluti romani a giro per l’italia? non dovremmo essere in uno stato di diritto, dove le leggi si rispettano?

    • Qlcno è duro e puro, qlcno meno. Intanto così ol msg arriva a molti e si accende qlk lampadina. Il video era cmq scomparso…

    • Quello che dici è vero. Ma infatti NON bisogna “affidarsi” anima e corpo ad una “persona”, bisogna sempre mantenere il proprio senso critico. Barbero dice cose interessanti, in mezzo ad altre che servono per tutelare se stesso! Se siamo capaci di fare le giuste distinzioni, anche Barbero diventa una persona utile per la crescita personale di ognuno di noi.

      Nessuno è esente da critiche, nessuno è perfetto! Che non lo sia per atto voluto o per limiti propri, non sta a noi dirlo. Il nostro dovere è quello di non idolatrare nessuno e rifiutare ogni forma di fanatismo. Se diventi un fanatico sei fritto. A quel punto il tuo senso critico sparisce e con esso la tua stessa identità.

    • Barbero è sfacciatamente pro Italia Unita per”nobili motivi”. A parte il disprezzo verso i movimenti neoborbonici del Sud a me che sono triestino da 4 generazioni ha risposto alla mia offerta di inviargli materiale per dimostrare quanto poco avevamo bisogno di essere redenti da un’Austria che noi stessi avevamo scelto per acclamazione nel 1382 mi rispose…
      Se proprio vuole… Ingranato nel sistema mediatico in pieno.

    • 1- Questa seconda frase non c’entra nulla con la prima, essere antifascisti non ha niente a che fare con l’essere radical chic o con l’opposizione all’UE
      2- Che l’Italia non abbia mai saputo superare il suo retaggio fascista è un dato di fatto, dopo la guerra 109 su 110 questori presenti sotto il fascismo vennero riconfermati, i membri del Tribunale della Razza passarono quasi nella loro interezza al Consiglio Superiore della Magistratura.

      • @Alessandro

        1. “molto molto aggressivo il signor truthseeker”, Alessandro.

        Già lei parte molto prevenuto perché io ho semplicemente risposto per le rime a chi sblaterava totalmente a sproposito di fascismo e siccome lei o non capisce, o non vuole capire, o fa finta di non capire quello che ho voluto speigare a “Maszmenkho” e incomincia pure lei a parlare di fascismo in totale assenza di fascismo e allora questi discorsi da bar sport antifascista senza fascismo e discorsi simili se li vada a fare con i suoi parenti, amichetti e via dicendo, a me sono sempre sembrati molto ridicoli per cui non mi interessano in alcun modo, quindi discussioni chiuse da ogni punto di vista per ora e per sempre.

        2.Per eventuali terzi lettori.

        “così gli italiani, un popolo perfetto quanto a mafie (mafie, plurale), corruzione e repubblica_delle_banane non ci batte nessuno”, Alessandro.

        Se incontrate gente del genere, purtroppo ancora tanta, rispondete subito molto efficacemente in questo modo, eccolo arriva.

        Riposta:

        A. “I falsi luoghi comuni economici sull’Italia. Percezione e realtà.”

        di G. Trombetta per “Attivismo.Info”

        26 dicembre 2019

        I luoghi comuni che servono a giustificare le politiche deflattive, di austerità – quelle che aumentano le disuguaglianze -, nascono da una propaganda che punta principalmente su una vuota esterofilia e un auto-razzismo colpevolizzante.

        «Abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità», «Me la ricordo l’Italietta della liretta!», «Siamo un Paese di corrotti e lavatavi», «La Germania è più virtuosa e credibile, è la locomotiva d’Europa», «L’Europa ci ha regalato 70 anni di pace», «L’Italia è un Paese di analfabeti funzionali», «Il debito pubblico è un fardello sulle spalle delle generazioni future», «Lo Stato è come una famiglia», «In Italia usano tutti il contante perché è un Paese di evasori».

        E si potrebbe andare avanti a lungo. È soprattutto caratterizzata, la propaganda liberale, da una scarsissima aderenza alla realtà. Spesso nulla. Al punto di arrivare addirittura a stravolgerla. Ci hanno fatto talmente tanto il lavaggio del cervello che ci pisciano in testa, ci dicono che ci stanno pisciando in testa, ma noi diciamo che piove perché mica siamo complottisti…

        Proseguimento:

        https://www.attivismo.info/i-falsi-luoghi-comuni-economici-sullitalia-percezione-e-realta/

        B. Per trovare articolo, scrivere le seguenti parole chiave:

        La corruzione è un’ammaccatura sul paraurti Basta con l’Eurocrisi

        Da leggere anche a titolo integrativo i mie ultimi tre post a quest’ultimo articolo appena segnalato, ecco in breve di cosa trattano:

        a. “Italia Quarta Potenza Mondiale nel 1991. Trova le Differenze”, Prof. Massimo Bordin per Micidial Blog

        b. “Corruzione, debito pubblico e costi della politica non c’entrano. L’austerità sì”, Daniela Corda, referente economico di Rete MMT Sardegna.

        c. “Crisi e corruzione in Italia”, Prof. Alberto Bagnai per Goofynomics Blog

        In conclusione e in breve:

        Bugia instrumentum regni!

        Cioè in pratica, la menzogna viene detta per ricavare un vantaggio pratico o personale, dal bottino di guerra al privilegio sociale o politico.

        Ovviamente una buona parte del popolo reso ignorante dalle bugie raccontate continuamente dai media mainstream ci casca in pieno e quindi il gioco per le elite del potere che conta davvero è presto fatto!

        Soluzioni efficaci per rompere questo status quo menzognero in cui sguazzano i media mainstream? Ci sono , eccome se c’è ne sono, magari una prossima volta.

        Cordiali saluti e buon fine settimana a tutti quelli di buona volontà.

        TheTruthSeeker

  2. Condivido la vostra riflessione, per nulla invece il vostro citare a destra e a manca personaggi del mondo inglese come quel neocolonialista è massone Boris Johnson, o peggio quella merda umana a nome di Kissinger, segretario di stato statunitense, cioè per definizione un guerrafondaio e mandante di tanti omicidi politici tra cui quello di Aldo Moro. Non abbiamo bisogno di esempi “anglosassoni”.

  3. Ma studiare un po’ prima di scrivere cazzate? Vale anche per Barbero naturalmente!
    Nemmeno negli USA il parlamento ha il potere di sfiduciare il presidente. E dunque non è una democrazia?
    Il Parlamento europeo invece, ha il potere di approvare una mozione di censura nei confronti della Commissione che ne comporta le dimissioni dell’intera istituzione.
    Questo potere non è mai stato utilizzato, ma quando è stato minacciato nei confronti della Commissione Santer ha comportato le sue dimissioni spontanee.
    Ripeto studiate prima di dare aria ai denti!

    • Paolo Casalini il parlamento Europeo è la cosa meno democratica che esista torna sui banchi di scuola e stavolta vedi di restare sveglio

    • Barbero ha detto ‘votare la fiducia’ non ‘sfiduciare’. Mica la stessa cosa. E da medievalista, come da lui ha detto in altre occasioni, il momento essenziale del voto al governo è il voto sulle spese. Gli stati generali insegnano.
      In Italia c’è il voto sulla Legge di Bilancio. In USA il voto sul bilancio federale. Inoltre, negli USA i bilanci di tutti gli enti governativi, compreso il Pentagono (la più grande impresa degli USA) sono approvati dal Parlamento. Si veda l’analisi fatta da Limes più volte sul governo ombra negli USA.
      In Europa la sensazione è che il governo assomigli di più a un Sovrano Assoluto, che dopo essere stato nominato, non deve più chiedere niente al Parlamento europeo. Tutt’al più deve trattare con gli stati nazionali. Questo però è un modello imperiale, non costituzionale.

    • ohi il presidente americano non è il governo e poi è eletto direttamente dal popolo. in europa il governo è eletto dal popolo? sembra di no! e comunque l’america non è una democrazia, o meglio è una “democrazia” mal funzionante. molto malfunzionante

      • il PofUS formalmente non è eletto direttamente dal popolo, ma dai grandi elettori che rappresentano i singoli stati, ed è per questo che può vincere anche senza avere la maggioranza dei voti, come ha fatto Trump. Nelle repubbliche presidenziali serie, come in Francia, contano, e giustamente, solo i voti diretti

  4. Ma quanta malafede ci vuole per scrivere un articolo così?
    Barbero ha espresso su due piedi una domanda su un argomento che non è il suo perché lui si occupa di medioevo e storia antica. Ma il giornalista avuto tutto il tempo per verificare prima di scrivere l’articolo. Se non l’ha fatto non è un buon giornalista e se invece sa come stanno le cose è in malafede e c’è da chiedersi chi lo paga.

    Non solo il parlamento europeo può sfiduciare la commissione, ma è anche già successo nel 1999!
    Uno può non ricordarselo, per carità, ma prima di scrivere un articolo, se si vuole fare un servizio ai lettori, si verifica. Se invece si vuole fare propaganda (al servizio di chi?), la verità è d’intralcio.

    • Balle! Uno storico è più competente di un giurista a dire ciò che è democrazia e ciò che non lo è perché il concetto si evolve nel tempo. La considerazione sul cavillo, invece, è già stata commentata.

  5. La democrazia è un bluff perché ha lo stesso peso il voto di un cittadino che nulla conosce e quello di chi si è spaccato la schiena a lavorare e a studiare: una testa=un voto è aberrante!
    Da questa anomalia derivano tutte le altre,ultima quella di regalare la cittadinanza o il reddito di cittadinanza, che premia i nullafacenti e gli inetti,i vagabondi ecc.
    L’Italia dei Partiti e dei Movimenti è diventata una Finzione geografica grazie a queste anomalie fatte passare dai mezzi busti teleguidati e da un Bergoglio che male interpreta il suo ruolo,specie con la inconsistenza dell’iniziativa politica di questo governo di incapaci e irresponsabili che nulla intendono di politica,se è vero che la Libia presto sarà del tutto persa agli interessi che da più di un secolo hanno guidato la politica italiana.
    Oggi regna sovrana l’incompetenza al potere con il risultato di danni irreversibili.DiMaio agli Esteri,la Pubblica Istruzione in mano a chi neppure conosce i problemi che affliggono gli insegnanti e la scuola,GIUSEPPI e poi MATTARELLA
    (dove sei ?).

    • La democrazia è un blff perché con un sistema informativo asservito al potere non si possono fare scelte consapevoli (Noam Chomsky insegna), sul discorso che fai di chi studia di più o di meno, mi pare un’assurdità…allora dovremmo anche mettere un q.i. minimo….sei certo di volerlo?
      Tutti dovremmo avere meno certezze e più dubbi e dovremmo porci domande del tipo: come mai E. Bernays è considerato uno dei personaggi più influenti del XX secolo eppure è quasi sconosciuto?

  6. I costituenti non vollero l’elezione diretta del presidente della repubblica, bensì una figura di garanzia eletta dal parlamento, che a sua volta è diretta espressione del popolo. Può piacere, può non piacere, ma per favore, piantiamola di dire che se non c’è elezione diretta non c’è democrazia.

  7. Scusate. Una brevissima ricerca su google mi dà una mozione di sfiducia del parlamento europeo del 2014, nei confronti dell’allora presidente di Commissione Juncker, basata sul caso Luxleaks (una storia di benefici fiscali regalati dal governo del Lussemburgo a multinazionali). La mozione fu presentata dai vari fronti di destra ed estrema destra e antieuropeisti presenti nel parlamento europeo perché liberamente eletti dai vari elettori europei. L’esito fu poi favorevole a Juncker, perché la mozione fu regolarmente votata e respinta. Ciò non di meno, la risposta alla domanda del prof Barbero, che stimo come storico e divulgatore in modo fanatico, è SI. Il regolamento del Parlamento Europeo prevede eccome la mozione di sfiducia alla commissione. Il fatto che nessun governo europeo poi sia mai effettivamente caduto, è semplicemente dovuto al fatto che i cittadini hanno sempre accordato in stragrande maggioranza il loro libero voto a forze moderate e che tendono al dialogo e al compromesso, e dunque si accordano, più che spaccarsi.

    • ho già risposto su questo ad altri. si tratta di “tecnicismi” legulei astratti che allontano la gente dall’Unione Europea come istituzione. infatti,quelle rare volte che gli europei hanno potuto esprimersi su di essa tramite referendum, l’hanno sonoramente bocciata. Ciò che Barbero intendeva, ed io concordo in toto, è che il governo dell’Unione non è controllato dal parlamento. Poi, con avvocati azzeccagarbugli alla calcagna, tutto in astratto si può fare…

  8. Scioccato dalla semplificazione che fa Barbero sul governo ( quale governo ? )europeo e parlamento…non esiste infatti un governo europeo , bensì una commissione che ha limitati poteri di controllo o guida ,sui governi nazionali, tutti. E mi pare che questa abbia bisogno dell’ approvazione del parlamento europeo per il suo funzionamento e per la sua decadenza dalle sue funzioni. Lo scandalo, quindi non dovrebbe essere questo, quanto l’ assenza di un vero governo europeo, reso impossibile dalla estrem eterogeneità dei sistemi fiscali,ad es.delle varie nazioni. Solo per citare un singolo aspetto.

  9. Barbero è quello descritto nelle prime righe di questo articolo. Si sbaglia chi crede che non abbia idee politiche chiare ( io credo, molto di sinistra) , ma è apprezzabile che egli parli soprattutto come storico e studioso e in quanto tale inoculi il dubbio. Per quanto riguarda l’Europa, fino a quando faremo finta di non vedere che essa è un processo in fieri, a cui tra l’altro molti, troppi di recente tirano solo delle gran bordate, promettendo non so quale eldorado o età dell’oro?

  10. Alessandro Barbero divulga la storia nelle nostre case, nei nostri teatri e sul web. Non è poco anche perché la ama e la fa amare. E ci fa ragionare e questo non è poco in un mondo fatto di superficialità e apparenze. Certamente non parla a vanvera ma le sue affermazioni sono dettate scienza e coscienza. Di lui mi fido, fino a prova contraria, e gli auguro una presenza continua nelle nostre menti alla faccia dei suoi detrattori.

  11. Il grande barbero (che adoro) stavolta non ci coglie. Art 14 del trattato europeo. La commissione e i singoli commissari devono essere confermati dal parlamento europeo (e infatti due sono stati bocciati e sostituiti l’anno scorso). Inoltre puo sfiduciare la commissione o i singoli commissari. Storicamente ci sono state finora 8 mozioni di sfiducia, ma nessuna è passata.

  12. Per puntualizzare A.B. si autodefinisce medievista (medievalista potrebbe anche essere equivalente, ma nel dubbio, mi fido di lui).

    Per essere ancora più pignolo invito chi scrive commenti (con atteggiamento di chi sa), a controllare anche l’ortografia di ciò che ha scritto:
    dà – voce del verbo dare, vuole l’accento
    sì – affermazione vuole l’accento

  13. La risposta è stata data. Il parlamento europeo può fare cadere la commissione.
    Lei può argomentare come vuole, ma il fatto è che le regole dell’unione sono state decise dai paesi che ne fanno parte.
    Se tu acquisti un appartamento in condominio sei tenuto a rispettare le regole condominiali, che ti piaccia oppure no. Il contenuto dell’articolo è parecchio critico con personaggi che stimo e seguo, al contrario del suo blog.
    Ho però letto larty per onestà intellettuale, ma non vi ho trovato nulla di interessante, se non denigrazione.
    Buon anno.

    • ho già risposta ad altri su questo. NO, il paarlamento non può far cadere la commissione nei fatti ( i 2/3!!! di tutte le nazioni … ma mi faccia il paicere). in astratto certo che lo può far cadere, ma quel che si intende qui è ovviamente che non c’è il controllo dell’assemblea su chi decide. il mio amministratore di condominio, ad esempio, è stato sostituito con un altro nel 2014. Lo abbiamo fatto solo perchè un paio di condomini (su 20 aventi diritto) non erano convinti e preferivano un altro, più puntuale a dare le risposte. Abbiano discusso tra noi una mezz’ora, poi con maggioranza 50% +1 (no i due terzi…) lo abbiamo sostituito. quando mai questo può succedere con i tecnocrati? solo perchè c’è un cavillo che parla di “censura”? non scherziamo

  14. Barbero è una persona estremamente intelligente e libera. E dice una cosa ovvia. A questo punto però, i nostri illuminatissimi sovranisti capiscono la lezione al contrario come al solito. Se la commissione europea ha questo carattere “autoritario” e perché i consigli europei, nel loro ottuso e anacronistico sovranismo l’hanno disegnata e voluta così. La ricetta è infatti esattamente l’opposto di quanto predicano loro: dare tutti i poteri al parlamento e fare esprimere un vero governo europeo. Ma quel punto gli stati nazionali non conterebbero più una mazza e invece non vogliono. Il male dell’Europa è non aver ucciso gli stati nazionali.

  15. Se non si trattasse di un travisamento evidentemente strumentale, sarebbe davvero singolare, il fatto che questa intervista la stiano condividendo dei sovranisti anti UE e più ancora antieuropei. Barbero ha detto una cosa molto nota e del tutto anti-sovranista, se portata alle conseguenze più rigorose. L’impalcatura UE ha un forte deficit di democrazia (anche) perché gli Stati membri, nei Trattati, hanno configurato un Parlamento privo di poteri politici effettivi. Se però chiedessimo ai sovranisti se loro lo vorrebbero, un Parlamento sovranazionale fornito dei poteri che gli mancano per dare alla UE una configurazione democratica, possiamo esser certi che la risposta sarebbe negativa. Direi peraltro che una risposta non dissimile la darebbero anche molti europeisti che non intendano cancellare del tutto i Parlamenti nazionali. Il che riconduce a un tema irrisolto (ma non irrisolvibile): come configurare un’evoluzione federale o confederale democratica dell’Europa.

  16. Il Parlamento Europeo può sfiduciare una commissione, ma sopratutto può impedirne l’instaurazione. In secondo luogo la Commissione non è libera di agire come può esserlo un governo nazionale, perché su molte materie la parola la detiene il Consiglio o il Parlamento stesso (dal Trattato di Lisbona il potere legislativo europeo è controllato eminentemente dal Parlamento). Di certo ha grandi poteri, non si nega, ma non tutti i governi hanno la stessa struttura democratica. Anche solo in occidente: la Svizzera, la repubblica di Weimar, la Francia dopo De Gaulle, gli Stati Uniti. Hanno sistemi democratici diversi da quello italiano, ma di certo non per questo non sono democratici.
    Ricordo inoltre che i parlamenti nazionali hanno poteri di opposizione.
    In sostanza, questo articolo è fuffa.

    • quand’è che avremo votato per far nascere la Ue? a quale referendum avremo partecipato per abrogarne una legge? quando sarebbe caduta una commissione ue a seguito del controllo del parlamento ue? anche i troll sono fuffa…

  17. Giusto per correttezza andrebbe ricordato che le varie democrazie si sono dotate di una costituzione in seguito a rivoluzioni o guerre di indipendenza o civili. L’Europa non ha invece nessuna costituzione, l’unico tentativo fu abrogato dai referenda in Francia e nei Paesi Bassi. Verrebbe quasi da dire che l’Europa è democraticamente non democratica.

  18. In Italia si è ridotti al punto che fa impressione che uno storico mainstream come Barbero dica che l’Unione Europea è affetta da un notevole deficit di democrazia, cosa che è stranota da tempo per chi non segue i media mainstream, media mainstream che sono stati, sono e saranno solo capaci di fare propaganda pro euro e pro Nato a comando americano ( due facce della stessa medaglia, ovviamente TV e giornaloni, compreso il Barbero di turno, non lo fanno notare mai, chissa perché…!! ) con un lavaggio del cervello continuo h 24!

    Comunque, ecco degli ottimi spunti controinformativi sugli aspetti operativi che mettono in risalto il profondo deficit di democrazia dell’Unione Europea.

    Prima parte.

    “GUIDA ALLA VERGOGNA CHIAMATA ELEZIONI EUROPEE” di Paolo Barnard

    Marzo 2019

    Votare per un Parlamento i cui legislatori non possono fare le leggi, e i cui legislatori devono lottare come assassini se vogliono opporsi a potentissime leggi fatte da gente che nessuno elegge – cioè votare alle elezioni per il Parlamento Europeo – è rendersi complici intenzionali di una dittatura. Se non lo sapevate, ora lo saprete leggendo queste righe. Poi le scuse stanno a zero, italiani.

    Spiego tutto qui.

    1. Votare per dei vigliacchi.

    I parlamentari europei che delegano la stesura di leggi sovranazionali – cioè più potenti di quelle scritte dai singoli Paesi e sovente anticostituzionali per loro – ai burocrati non eletti della Commissione Europea di Bruxelles, non sono solo anti democratici per definizione, sono anche dei vigliacchi. Il “principio di comodità” è ciò che li guida. E’ comodo sedersi a Strasburgo, intascare un grasso salario, e poi al limite dare la colpa a Bruxelles per i danni micidiali che certe sue leggi ci fa. Questo principio fu descritto nero su bianco, proprio alla luce del sole, da due accademici (Epstein e O’Halloaran) in uno studio della Cambridge University del 1999: “I legislatori hanno noti incentivi a delegare tutto il potere ai burocrati… fra cui il fatto di evitare di essere poi chiamati a rispondere ai cittadini per scelte dure e impopolari (tradotto: per le infami ‘riforme’ di lavoro e pensioni, e i tagli di spesa alla Juncker, nda)”. Serve dire altro?

    2. Dal poter far nulla, al poter fare quasi nulla!

    Dal 1979 al 2007 i parlamentari europei sono stati talmente impotenti di fronte alla Commissione UE che uno si chiede cosa facessero tutto il giorno. La cosa divenne talmente oscena e grottesca che alla fine i super burocrati di Bruxelles decisero dal 2006, e poi l’anno dopo col Trattato di Lisbona, d’infilare dei ritocchini cosmetici che dessero l’impressione che il Parlamento potesse bloccargli le leggi. Coi nomi fighi di Regulatory Procedure With Scrutiny e di Art. 290 TFEU (la cosmesi deve sempre suonar fighissima) fu dato al Parlamento il potere di opporsi alle leggi della Commissione, così come poteva fare il Consiglio dei Ministri. Ma è una totale farsa, come spiegherò sotto. Quindi il Parlamento UE è passato dal poter fare nulla al poter fare quasi nulla.

    3. Prima farsa: I parlamentari contestano? Costa una fortuna, e i tempi gli sono nemici. Risultato: gliela danno su.

    Il Trattato di Lisbona, che di fatto regola tutto il funzionamento dell’UE, ha reso il costo in denaro e in mezzi di una contestazione del Parlamento contro la Commissione quasi inaffrontabili. Le leggi della Commissione sono di proposito scritte da oltre 300 tecnocrati con intrichi legali asfissianti, per cui il parlamentare UE se volesse capirci il minimo dovrebbe pagare uno staff di tecnici a costi altissimi, ma non solo. Deve poi avere ulteriori mezzi per “istruire” un’intera Commissione Parlamentare sul tema che vuole criticare, e tutto questo solo per iniziare ad agire. Infine deve trovare ancora mezzi per formare una coalizione che sia d’accordo con lui/lei, e non basta: deve anche convincere la Conferenza dei Presidenti delle Commissioni.

    Poi ci sono i tempi: 4 mesi per 1) organizzare tutto quanto detto prima 2) fare uno spossante lavoro di lobby pro contestazione con tutti i partiti del Parlamento UE 3) e rifare tutto daccapo in seno al Consiglio dei Ministri, che per legge deve essere poi d’accordo. Scaduti i 4 mesi, il parlamentare UE s’attacca al tram…

    “Il peso, i costi e gli ostacoli di una contestazione contro una legge della Commissione sono quasi sempre maggiori dei benefici… meglio per il parlamentare una forma di baratto in privato con Bruxelles”, scriveva nel 2017 il College of Europe, Bruges, riportato allora sul The Economist. In altre parole: meglio dargliela su come Parlamento UE, e tentare il mercato dei polli in privato. (si veda anche sotto)

    Ecco i risultati di questo demenziale e democraticamente osceno meccanismo per cui un parlamentare eletto deve svenarsi per contestare burocrati non eletti: dal 2009 al 2017, su 545 leggi proposte dalla Commissione, il Parlamento UE di fatto ne ha contestate l’1,1%. Il resto, e sono tutte leggi più potenti di quelle italiane, è passato liscio come l’olio. Mettiamo pure che i Populisti Euroscettici prendano buoni numeri a Maggio: è stra-ovvio da quanto detto sopra che avranno una vita infernale per anche solo mantenere una frazione di ciò che oggi sbraitano agli elettori, della serie “A Maggio gli facciamo fare le valige! Spacchiamo tutto!”. E questo anche per altri seri motivi, eccoli.

    4. Seconda farsa: Contestano? Ecco la lista dei permessi che gli ci vogliono.

    Proseguimento:

    http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=2136

    In breve, un solo Barnard vale più di mille Barbero messi insieme, Barnard è stato cacciato dalla Rai ( la Gabanelli se l’è venduto per continuare fare carriera in Rai) ed è stato bannato a vita su TV e giornaloni, i Barbero di turno in Rai invece ci sguazzano perché mai e poi mai segnalerebbero scomode verità storiche, ad esempio nel caso specifico del profondo deficit di democrazia dell’Unione Europea uno storico che vuole fare mimimamente con dignità il suo lavoro avrebbe dovuto segnalare le origini storiche profondamente antidemocratiche dell’Unione Europea, cosa che ovviamente i Barbero di turno si guardano bene dal fare, chissà come mai….

    NB aricolo pubblicato anche su Libreidee:

    L’imbroglio delle europee: il Parlamento conta meno di zero Libreidee

  19. In Italia si è ridotti al punto che fa impressione che uno storico mainstream come Barbero dica che l’Unione Europea è affetta da un notevole deficit di democrazia, cosa che è stranota da tempo per chi non segue i media mainstream, media mainstream che sono stati, sono e saranno solo capaci di fare propaganda pro euro e pro Nato a comando americano ( due facce della stessa medaglia, ovviamente TV e giornaloni, compreso il Barbero di turno, non lo fanno notare mai, chissa perché…!! ) con un lavaggio del cervello continuo h 24!

    Comunque, ecco degli ottimi spunti controinformativi sugli aspetti operativi che mettono in risalto il profondo deficit di democrazia dell’Unione Europea.

    Seconda parte.

    “Altro che Bankitalia: comandano i boss del Casinò-Europa”

    30 Ottobre 2017

    Un esercito di 1.700 addetti, per un fatturato di oltre 120 milioni di euro l’anno. «Non parliamo di una multinazionale, ma dell’esercito di lobbisti che affolla le istituzioni europee a Bruxelles e della quantità di denaro fornita ogni anno da banche e altre imprese del settore per sostenerne le attività». Sono alcuni dei dati riassunti nel rapporto pubblicato dal Ceo, Corporate Europe Observatory, e intitolato “la potenza di fuoco della lobby finanziaria”. «Se è banale, se non ingenuo, pensare di sorprendersi di fronte alla notizia di un mondo finanziario che esercita una fortissima attività di lobby sulle istituzioni europee, ben diverso è vedere nero su bianco i dati e le cifre in gioco», scrive Andrea Baranes sul blog “Non con i miei soldi”. Ogni regola, direttiva Ue o ricerca che passi da Parlamento, Commissione, Bce o qualsivoglia altra istituzione europea è soggetta a questa “potenza di fuoco”. Con ogni probabilità, questa è «la lobby più potente del mondo», per dirla con il lituano Algirdas Semeta, fino al 2014 membro della Commissione Europa (fiscalità e unione doganale). Dunque non certo un complottista, proprio come quelle decine di europarlamentari di diversi partiti e schieramenti che già a giugno 2010 sottoscrissero un drammatico appello contro sulla super-lobby finanziaria.

    «Possiamo vedere ogni giorno la pressione esercitata dall’industria bancaria e finanziaria per influenzare le leggi che li governano», è l’accusa. «Non c’è nulla di straordinario se queste imprese fanno conoscere il proprio punto di vista e hanno discussioni con i legislatori. Ma ci sembra che l’asimmetria tra il potere di questa attività di lobby e la mancanza di una esperienza opposta ponga un pericolo per la democrazia», dissero i parlamentari europei. Questo “pericolo per la democrazia”, osserva Baranes, diventa purtroppo evidente scorrendo il rapporto del Ceo. «In sede europea il mondo finanziario supera la spesa in attività di lobby di ogni altro gruppo di interesse per un fattore di 30 a 1». Per fare un esempio tra i molti possibili, una recente discussione al Parlamento Europeo su una direttiva comunitaria riguardante gli “hedge fund” e le “private equity”, 900 emendamenti sui 1.700 totali sono stati redatti non da parlamentari ma da lobbisti del mondo finanziario. Al Parlamento Europeo, continua Baranes, sono attivi gruppi come l’Epfsf (European Parliamentary Financial Services Forum), che comprende membri del Parlamento e lobbisti finanziari per “promuovere un dialogo tra il Parlamento Europeo e l’industria dei servizi finanziari”.

    «Questo “dialogo” – scrive Baranes – comprende ad esempio inviti ai parlamentari per “seminari educativi sul trading dei derivati”. Il forum è finanziato principalmente dai suoi 52 membri, tra i quali Jp Morgan, Goldman Sachs International, Deutsche Bank, Citigroup e altri». E’ possibile saperlo perché ad oggi è l’unico gruppo di rilievo in ambito finanziario a rivelare il nome dei propri membri. Il “Registro per la Trasparenza” delle attività di lobby, istituito in sede Ue nel 2008 per provare a fare chiarezza, è infatti unicamente volontario, lasciando a imprese e lobbisti la scelta di registrarsi o meno.

    Proseguimento:

    https://www.libreidee.org/2017/10/altro-che-bankitalia-comandano-i-boss-del-casino-europa/

    PS per presentazione suo libro, scrivere queste parole chiave:

    Non con i miei soldi sussidiario per un’educazione critica alla finanza Valori it

  20. In Italia si è ridotti al punto che fa impressione che uno storico mainstream come Barbero dica che l’Unione Europea è affetta da un notevole deficit di democrazia, cosa che è stranota da tempo per chi non segue i media mainstream, media mainstream che sono stati, sono e saranno solo capaci di fare propaganda pro euro e pro Nato a comando americano ( due facce della stessa medaglia, ovviamente TV e giornaloni, compreso il Barbero di turno, non lo fanno notare mai, chissa perché…!! ) con un lavaggio del cervello continuo h 24!

    Comunque, visto che ci siamo, ecco anche degli ottimi spunti controinformativi sulle origini storiche profondamente antidemocratiche dell’Unione Europea, cosa che ovviamente i Barbero di turno si guardano bene dal fare, chissà come mai….

    Terza ed ultima parte.

    Telegraph, Pritchard: “L’Unione Europea è sempre stata un progetto della Cia”

    https://www.imolaoggi.it/2016/06/11/telegraph-pritchard-lunione-europea-e-sempre-stata-un-progetto-della-cia/

  21. In Italia si è ridotti al punto che fa impressione che uno storico mainstream come Barbero dica che l’Unione Europea è affetta da un notevole deficit di democrazia, cosa che è stranota da tempo per chi non segue i media mainstream, media mainstream che sono stati, sono e saranno solo capaci di fare propaganda pro euro e pro Nato a comando americano ( due facce della stessa medaglia, ovviamente TV e giornaloni, compreso il Barbero di turno, non lo fanno notare mai, chissa perché…!! ) con un lavaggio del cervello continuo h 24!

    Comunque, visto che ci siamo, ecco anche degli ottimi spunti controinformativi sulle origini storiche profondamente antidemocratiche dell’Unione Europea, cosa che ovviamente i Barbero di turno si guardano bene dal fare, chissà come mai….

    Terza ed ultima parte.

    “Reportage completo e documentato sulle origini eversive dell’Unione Europea.”
    di Francesco Amodeo

    mercoledì, aprile 17, 2019

    https://francescoamodeo.it/reportage-completo-e-documentato-sulle-origini-eversive-dellunione-europea/?v=cd32106bcb6d

    Da notare che per la pubblicazione della versione cartacea del suo libro controinformativo non ha trovato nessun editore disponibile, da notare anche che il suo libro ha avuto la postfazione di uno dei più valorosi magistrati italiani, il compianto Ferdinando Imposimato.

    In conclusione e in breve, l’Unione Europea è nata da presemesse profondamente antidemocratiche, quindi è conseguenzialmente logico che il suo stato attuale sia profondamente antidemocratico e non può che essere tale sia nel presente che nel futuro.

    Cordiali saluti e buona settimana a tutti quelli di buona volontà.

    TheTruthSeeker

      • Immensa capacità di distorcere la realtà, la sua. Cosa c’è di così “astruso” in una norma che richiede 2/3 dei voti per la destituzione? La risposta è scontata: assolutamente nulla. Anche negli USA per approvare una mozione d’Impeachment sono necessari 2/3 dei voti. E la storia insegna che (come per il Watergate) , quando c’è necessità, un presidente, o primo ministro che sia, può essere destituito dal proprio incarico.

        • beh, in quanto a girare le frittate dovrei prendere appunti da lei. La Ue ha una tale compelssità di apparati e coinvolge decine di stati completamente diversi per lingue etnie religioni ed amministrazioni che rendono IMPOSSIBILE un controllo capillare del parlamento nei confronti della commissione. Anche se ciò un bel giorno si realizzasse sarebbe, appunto, come un impeachement, cosa ben lontana da un controllo quotidiano dei governi eletti, come avviene, invece, nell’accezione moderna di democrazia (accezione che comunque non condivido personalmente neanche nel nostro caso).

        • formalmente Nixon si è dimesso prima della fine del procedimento per impeachment, ma lo fece perchè era pressochè certa la condanna (solo 15 senatori repubblicani avrebbero votato contro). Ma i 2/3 del senato che votano l’impeachment per renderlo reale sono la STESSA maggioranza dell'”impossibile” licenziamento della commissione europea. E negli USA è uma maggioranza comunque più difficile da raggiungere perchè col bipartitismo assoluto può passare solo col “tradimento” del presidente da parte del suo partito, mentre nel parlamento europeo non è mai successo che il partito del presidente della CE da solo abbia i voti per bloccre tutti.

  22. La mozione di sfiducia richiede 2/3 dei voti perchè l’insediamento della commissione é approvato a 2/3. A parere del sign.Bordin sarebbe democratico revocare una decisione Presa con 2/3 dei voti semplicemente con 1/2 dei voti…ma a me non pare neppure logico, men che meno democratico affermare cose simili.

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