Oro e Bitcoin bodyguard del Nuovo Disordine Mondiale

Vi sarà forse capitato qualche volta di partecipare ad un evento dove la star è anticipata da grosse guardie del corpo che con le mani avanti, piglio deciso ed auricolari si fanno strada tra la folla osannante per consentire all’ospite di proseguire con passo spedito verso il palco. Magari in discoteca o, più spesso, ai grandi concerti.

In campo politico possiamo assistere a qualcosa di simile se gli attori coinvolti sono dei pesi massimi come Trump, Putin, Erdogan, Merkel, Xi Jinping. Solo che mentre questi decisori li conoscono tutti, pochi sanno riconoscere dietro la testa pelata, i muscoli guizzanti e gli occhiali scuri, il vero volto dei bodyguard, che sono l’oro e, da qualche tempo, anche il bitcoin.

Magari poche rondini non faranno primavera, però si può contiunare ad osservare e magari la raccolta dati negli anni potrà riservarci qualche evidenza statistica.

Chi fosse curioso di approfondire questa riflessione può prendere in esame i grafici recenti di oro e bitcoin e noterà alcune cose citate da tutti, altre meno, ma ben più interessanti.

La prima cosa da notare è che oro e bitcoin hanno sovraperformato aumentando il loro prezzo rispetto ai giorni precedenti l’attentato a Soulimanì. Seguendo attentamente questi asset si noterà che l’oro quotava 1354 dollari l’oncia e che poi ha iniziato a salire vertiginosamente. L’apice degli ultimi giorni è stato raggiunto martedì 8 gennaio, giornata in cui gli iraniani hanno attaccato le basi americane come rappresaglia. Ancora nessuno sapeva quanti morti o feriti avesse prodotto quell’attacco, e Teheran parlava di 80 morti.

Da cosa si capiva che, invece, era tutta una farsa e che – probabilmente – le parti in causa avevano fatto un tacito accordo per convincere l’opinione pubblica che “vendetta era stata fatta”?

Bè, durante e dopo l’attacco iraniano l’oro cominciò a calare fino crollare rispetto ai 1600 dollari raggiunti.

Rimaneva l’incognita Trump. Cosa avrebbe detto? nessuno sapeva se il Presidente avrebbe ordinato un attacco o meno. Però guardando al prezzo dell’oro…

Poco prima del discorso, infatti, l’oro ritracciava nuovamente, portandosi a quota 1588. Il boom settimanale dell’oro poteva dirsi concluso: non ci sarebbe stata alcuna offensiva americana in grande stile. E questo lo si poteva capire guardando il grafico dell’oro PRIMA che lui parlasse, alla faccia del convincimento che molti hanno che il Presidente negli States decida tutto e che sia “imprevedibile” e bla bla bla.

Non basta

La notte tra il 7 e l’8 gennaio, il bitcoin aveva superato i 7600 euro; anzi, i fatidici 8000, ragionando in termini di valuta americana. Al mattino presto, ben prima della conferenza stampa di Trump in cui annunciava che non ci sarebbe stata la guerra, il bitcoin era sceso a più miti consigli, 7500 euro e rimanendo a lungo in laterale.

La prossima volta che ci sarà forte tensione internazionale fate la prova, osservate anche voi se oro e bitcoin fungeranno da pretoriani della Pace e della Guerra.

Scoprire che gli investitori sanno le cose in anticipo è sempre gustoso, per noi complottisti da quattro soldi.

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