Il Futuro dell’Analisi Tecnica

Sul web da anni va avanti una polemica sulla bontà dell’analisi tecnica. Siccome l’analisi tecnica per valutare i mercati e fare investimenti è la più utilizzata dagli analisti finanziari in tutto il mondo, è bene dare un contributo alla discussione (il mio sito si occupa di investienti non meno che di geopolitica), pur consapevoli che è una diatriba vecchia come il trading e che mai verrà esaurita.

Basta cercare su google, infatti, per trovare articoli seriali sull’inutilità dell’analisi tecnica di Giacomo Marcotti – statistico direttore di finanzainchiaro – oppure ubriacarsi di post zeppi di insulti su finanzaonline per capire che la questione analisi tecnica SI analisi tecnica NO è trattata in modo calcistico da anni annorum sui forum.

La questione – manicheismo a parte – merita un approfondimento perché mi propongo di scrivere con spirito di servizio. Ha senso studiare grafici, oscillatori e indicatori per poi scoprire che non funziona, cioè che il suo utilizzo non fa guadagnare? Io rispondo così:

L’esperienza personale dice che l’analisi tecnica funziona, ma solo ed esclusivamente se viene supportata dalla capacità di gestire il trade e da considerazioni di contesto non ben individuate (ancora) dai manuali degli analisti tecnici.

Se, invece, si usa l’AT “tecnicamente” per l’appunto, allora è come ritienere che essa fornisca dati misurabili sempre ed in ogni condizione. E questo non è assolutamente vero per l’AT, che pure funziona, ma non è né scientifica né predittiva.

Com’è noto, noi sappiamo che in ogni tempo ed in ogni luogo 2+3 è uguale a 5.

La capacità predittiva della matematica ci dice che anche domani 2+3 farà ancora 5 e non solo qui, ma anche su Marte.

Per l’At questa “necessità” non c’è: non è vero, per esempio che ogni qual volta mi appare un pattern come l’engulfing bullish sul grafico ecc ecc, allora vado long… e non è vero neanche come statistica, per mia esperienza, perché dipende dal contesto di riferimento.

L’engulfing bullish del mio esempio deve trovarsi alla fine di una discesa e non alla cazzum; il pattern poi non vale un granchè se si presenta sul graico prima che parli un Presidnente Bce, ecc. ecc. ecc.

L’ANALISI TECNICA NON HA CAPACITA’ PREDITTIVA

Non solo! Avete mai sospettato che la possibilità di vedere il futuro potrebbe anche essere un male, non un bene?

Tutti quanti saltiamo sulla sedia di fronte all’ipotesi che prevedere il futuro sia male, eppure le contraddizioni che porta con sé la facoltà di prevedere il futuro sono piuttosto numerose.

La nostra lingua, quando coi verbi declina il tempo futuro, non ci fornisce grandissime indicazioni etimologiche, ma altre lingue si.

Pensiamo all’inglese

L’inglese usa WILL. Noi diciamo I will go, I will do. Will ci è utile nel nostro ragionamento perché sta a indicare una VOLONTA’

Ma gli antichi, in quanto a etimologia del tempo che verrà non erano meno bravi ad azzeccare il significato profondo del termine “futuro”. I greci, per esempio, usavano l’ottativo, che sta a indicare il DESIDERIO.

Ecco, volontà e desiderio, sono termini che io vedo molto bene vicino al termine futuro, mentre non ci vedo per niente bene parole come analisi tecnica, statistica e persino matematica.

Che vorrebbe di’ tutto ciò? Che nell’investimento finanziario come in altre cose della vita sono i desideri, le speranze, le illusioni, le immaginazioni e la volontà che determinano il futuro, non punti, linee, triangoli, numeri.

Se usiamo la logica, i paradossi, come si diceva, non mancano proprio

Avete mai visto Gioventù Bruciata con James Dean?

Anche chi non l’ha visto ricorda i fotogrammi della sfida automobilistica tra Dean e il rivale in automobile che dopo lo start della belloccia locale corrono verso il precipizio. Chi ha paura, ovviamente, girerà per primo il volante per non precipitare nel vuoto e l’altro, se non si sfracella, sarà il coraggioso vincitore.

Gli americani lo chiamano gioco del pollo perché evidentemente ritengono i polli più vigliacchi dei conigli (ah Cristoforo Colombo, che hai fatto!) ed ha un variante carina.

Immaginate infatti che invece che contro un dirupo, i due contendenti in automobile si dirigano a folle velocità l’uno contro l’altro.

Il vincitore, il vero uomo, il maschio alfa, sarà colui che non gira il volante costringendo anzi l’altro a farlo per tempo, prima cioè di una drammatica collisione.

Ebbene, che accadrebbe durante la gara se uno dei due piloti conoscesse il futuro?

E, soprattutto, che accadrebbe se l’altro pilota, quello che non conosce il futuro, sapesse che il rivale invece il futuro lo può prevedere?

Chiameremo il pilota onnisciente, chennesò, Bepi.

Il rivale lo chiameremo invece Toni (sono veneto eh?)

Bepi sa il futuro, Toni no, ma sa che Bepi conosce il futuro e DECIDE, di sua volontà, che non girerà giammai il volante.

Che può fare il Dio Bepi?

Lui sa GIA’ che l’altro non girerà e quindi o va a sfracellarsi (e vorrei ben vedere che lo fa… mica è un cretino…). Oppure gira lui per primo, ma perdendo così la gara.

Dunque, da questo semplice paradosso si evince che non è affatto detto che prevedere il futuro sia un vantaggio, specialmente di fronte a uno cazzuto come Toni, il quale si trova nella stessa situazione di un cristiano che ritiene per credo religioso che Dio sappia già il futuro suo e di tutti.

CONCLUSIONI

Non solo non è provato che l’AT preveda il futuro, ma forse è proprio meglio così, secondo il paradosso del Bepi e del Toni.

Allora, perché usare l’analisi tecnica? Perché si afferma che funziona lo stesso?

Perché l’AT ci rende disciplinati,

e per vincere una battaglia,  la disciplina non è mica cosetta da poco. Anzi, è la cosa più importante.

12 Commenti

  1. “Sul web da anni va avanti una polemica sulla bontà dell’analisi tecnica. Siccome l’analisi tecnica per valutare i mercati e fare investimenti è la più utilizzata dagli analisti finanziari in tutto il mondo”, Prof. Massimo Bordin

    Assolutamento non vero perché l’analisi tecnica e l’analisi finanziaria partano da presupposti profondamente diversi e trattano argomenti profondamente diversi, vengo e mi spiego meglio.

    Prima parte.

    L’analisi tecnica parte dal presupposto che i mercati sono efficienti e che il prezzo di un’azione di una società quotata in borsa sconta già tutto ovvero ingloba tutte le informazioni passate e presenti e quindi elabora grafici e metodiche varie di analisi degli stessi grafici per prevedere l’andamento futuro del prezzo dell’azione in questione e quindi stabilire se è possibile effettuare una proficua speculazione finanziaria o no; l’analisi finanziaria invece rifiuta questo presupposto e sarà l’analisi finanziaria eseguita per conto proprio sulla società quotata in borsa a dire se il prezzo attuale dell’azione della società quotata in questione è più o meno conveniente ai fini di un proficuo investimento finanziario.

    In breve, l’analisi tecnica vera e propria tratta di grafici di borsa e analisi degli stessi in un’ottica di speculazione finanziaria nel breve termine, l’analisi finanziaria vera e propria invece tratta di analisi di bilancio delle società quotate in borsa e valutazione delle stesse ( il metodo più usato è quello dei flussi di cassa scontati che si basa sul rendiconto finanziario che poi viene rettificato a questo scopo) in un’ottica di investimento finanziario nel medio e lungo termine.

    Insomma, non c’entrano niente l’una con l’altra e infatti nei programmi di formazione delle rispettive associazioni di categoria l’una esclude totalmente l’altra e viceversa.

    Ecco qui il programma di CORSO DI FORMAZIONE PER ANALISTI FINANZIARI AIAF-CEFA-CIIA 2020:

    https://www.aiafschool.com/57-corso-di-formazione-per-analisti

    In pratica, in tutto il corso ci sono solo dei cenni di analisi tecnica.

    Nel prossimo post segnalerò i corsi di formazione ( base e avanzato ) di SIAT, Società Italiana di Analisi Tecnica, dove non c’è alcun accenno all’analisi finanziaria.

  2. “Sul web da anni va avanti una polemica sulla bontà dell’analisi tecnica. Siccome l’analisi tecnica per valutare i mercati e fare investimenti è la più utilizzata dagli analisti finanziari in tutto il mondo”, Prof. Massimo Bordin

    Assolutamento non vero perché l’analisi tecnica e l’analisi finanziaria partano da presupposti profondamente diversi e trattano argomenti profondamente diversi, vengo e mi spiego meglio.

    Seconda parte.

    MASTER BASE E AVANZATO DI ANALISI TECNICA SIAT 2020.

    https://www.siat.org/master-analisi-tecnica/#il-corso

    Cliccando su ognuno dei “Contenuti”:

    Modulo Base

    Modulo Avanzato

    Modulo Data Science

    si potrà subito constatare che in ognuno di essi non c’è nemmeno un accenno all’analisi finanziaria.

    I motivi delle profondissime differenze dei due programmi di formazione, quello di analisi finanziaria e quello di analisi tecnica, riconosciuti dalle due rispettive associazioni di categoria, sono abbastanza semplici: investimenti finanziari e speculazioni finanziarie sono due cose profondamente diverse, oltre i motivi intrinsechi già segnalati ( vedasi primo post ), il paragone che preferisco in questo caso è che la loro differenza è come quando ci sono due persone, una va in cerca della donna da sposare con cui fare figli e vivere davvero bene insieme, l’altra invece è interessata a fare solo sesso con tante donne, uno bada alla qualità, l’altro alla quantità e quindi per essere vincenti nell’uno o nell’altro campo bisognerà avere caratteristiche comportamentali e strategie completamente diverse.

    Cordiali saluti e buona settimana.

    TheTruthSeeker

      • 1. Repetita Iuvant = Le Cose Ripetute Aiutano.

        Sul web da anni va avanti una polemica sulla bontà dell’analisi tecnica. Siccome l’analisi tecnica per valutare i mercati e fare investimenti è la più utilizzata dagli analisti finanziari in tutto il mondo”, Prof. Massimo Bordin

        “Assolutamente non vero perché l’analisi tecnica e l’analisi finanziaria partano da presupposti profondamente diversi e trattano argomenti profondamente diversi, vengo e mi spiego meglio.”, TheTruthSeeker

        Dopo di ché ho riportato nello stesso post e in un altro post le ragione sostenute dai fatti che quella sua affermazione iniziale è del tutto mendace.

        2. Se lei invece resta convinto della sua affermazione iniziale che l’analisi tecnica è molto utlizzata dagli analisti finanziari in tutto il mondo per valutare i mercati finanziari e fare investimenti finanziari, che dire?

        E’ una sua opinione, legittima come tutte le opinioni, ma i fatti dicono ben altro.

        3. A ulteriore conferma delle mie argomentazioni.

        Prima parte.

        Differenza fra investimenti finanziari e speculazione finanziaria secondo Warren Buffett.

        A. ” Your goal as an investor should simply be to purchase, at a rational price, a part interest in an easily-understandable business whose earnings are virtually certain to be materially higher five, 10 and 20 years from now. Over time, you will find only a few companies that meet these standards – so when you see one that qualifies, you should buy a meaningful amount of stock. You must also resist the temptation to stray from your guidelines: If you are not willing to own a stock for 10 years, don’t even think about owning it for 10 minutes. Put together a portfolio of companies whose aggregate earnings march upward over the years, and so also will the portfolio’s market value.”

        B. “Speculation, I would define, as much more focused on the price action of the stock, particularly that you buy or the indexed future or something of the sort. Because you are not really, you are counting on, for whatever factors, could be quarterly earnings, could be up or it’s going to split or whatever it may be or increase the dividend, but you are not looking to the asset itself. And I say the real test of how you, what you’re doing is whether you care whether the markets are open. When I buy a stock, I don’t care whether they close the stock market tomorrow for a couple of years because I’m looking to the business, Coca-Cola or whatever it may be to produce returns for me in the future from the business. Now if I care whether the stock market is open tomorrow then I say to some extent I’m speculating because I’m thinking about whether the price is going to up tomorrow or not. I don’t know where the price is going to go.”

        Riferimento:

        https://www.gurufocus.com/news/496577/whats-the-difference-between-investment-and-speculation-

        In breve, per effettuare dei buoni investimenti finanziari devi avere almeno una buona padronanza dell’analisi fondamentale, di cui l’analisi finanziaria ne costituisce buona parte, e neanche un poco di padronanza dell’analisi tecnica; per effettuare invece delle buone speculazioni finanziarie devi avere almeno la buona padronanza dell’analisi tecnica, dando per scontato che ti devi specializzare su una particolare tecnica e su un particolare mercato finanziario, e ovviamente non bisogna avere neanche un minimo di padronanza dell’analisi finanziaria.

        Poi, si può avere tutta la padronanza del mondo in uno dei due campi, ma se all’atto pratico quando si opera ci si fa prendere dalle emozioni positive o negative ( entusiasmo o depressione ) e allora i disastri finanziari sono quasi certi.

  3. 3. A ulteriore conferma delle mie argomentazioni.

    Seconda parte.

    “The Best Investors Only Act On Their Best Ideas”

    by Rupert Hargreaves for “Money Is Boring” Blog

    November 19, 2019

    http://moneyisboring.com/2019/11/19/the-best-investors-only-act-on-their-best-ideas/

    Da notare il seguente significativo passaggio dell’articolo.

    Most companies underperform

    Of the thousands of public companies in the US, only a handful have outperformed their respective stock indexes over the long term. The rest have either matched or underperformed.

    One of the most informative studies on this topic was published in 2017. Do Stocks Outperform Treasury Bills? by Professor Hendrik Bessembinder from the University of Arizona found that since 1926, less than half of stocks generated any returns for investors.

    Just 42.1% of the stocks analysed earned more than risk-free treasury bills over the entire period.

    Further analysis of the 26,000 stocks that traded during these 90 years showed that just 4% of these companies accounted for all of the market gains. The remaining 96% only produced returns that merely equalled the amount earned through treasury bills.

    In conclusione e in breve, i mercati finanziari globalizzati sono un paradiso per gli speculatori e non invece per gli investitori veri e propri, ovviamente i media maisnstream gli reggono il gioco spacciando le speculazioni per investimenti veri e propri, d’altronde se gli USA, il paese guerrafondaio per antonomasia, viene definito ancora dai media maisntream la più grande democrazia al mondo e allora che anche su cosa muove davvero i mercati finanziari continuano a raccontanre balle è solo una conseguenza, insomma, Orwell gli spiccia casa!

    Cordiali saluti e buona settimana.

    TheTruthSeeker

    • mi ripeto, ma con sempre meno pazienza: dove trovi scritto che io non distingua l’analisi tecnica dall’analisi fondamentale? tu scrivi infatti: “Assolutamento non vero perché l’analisi tecnica e l’analisi finanziaria partano da presupposti profondamente diversi e trattano argomenti profondamente diversi.” è già, dopo 20 anni di analisi dei mercati non ne conosco la differenza…. Su questo blog, che commenti quotidianamente, trovi decine di articoli di analisi tecnica e decine di analisi fondamentale. Tutti, peraltro, e insisto su “TUTTI”, indovinati e incredibilmente predittivi: dall’oro, al bund. Da safilo a retelit, da ethereum alle terre rare. L’analisi cui tu fai riferimento (cioè la prevalenza della fondamentale) è legata al lungo periodo, ma nessuno usa l’analisi fondamentale sul brevissimo, per esempio al fine di trarre profitto sui 5 minuti o sui 15: per i tf brevissimi tutti usano l’analisi tecnica. Se, invece, parli del lungo periodo, di norma gli analisti usano quella fondamentale. Questo mi hanno sempre detto gli operatori che conosco, ed io stesso faccio così. Non capisco perchè tu abbia questa tendenza a estrapolare frasi singole dai pezzi per farne una teoria che però non ha nulla a che fare col significato del pezzo. Il pezzo non è teso a dimostrare che l’analisi tecnica sia superiore a quella fondamentale, che è un argomento che non mi interessa, appunto perchè dipende dal time frame, ma se l’analisi tecnica funzioni oppure no (e funziona eccome, come potrebbero confermarti i miei amici che fanno trading da una vita del gruppo traderpedia ed io stesso).
      ps preciso, come mi pareva logico, che con l’espressione “analisi finanziaria” intendevo l’operatività finanziaria che di norma viene divisa in tecnica e fondamentale. dunque, quando uso l’espressione “finanziaria”, intendo fare riferimento ad entrambe le tipologie. In economia l’analisi tecnica (AT) è lo studio dell’andamento dei prezzi dei mercati finanziari nel tempo, allo scopo di prevederne le tendenze future, mediante principalmente metodi grafici e statistici. Viene utilizzata, assieme all’analisi fondamentale, per la definizione delle decisioni di operatività finanziaria su tf diversi.

  4. 1. “ps preciso, come mi pareva logico, che con l’espressione “analisi finanziaria” intendevo l’operatività finanziaria che di norma viene divisa in tecnica e fondamentale. dunque, quando uso l’espressione “finanziaria”, intendo fare riferimento ad entrambe le tipologie. In economia l’analisi tecnica (AT) è lo studio dell’andamento dei prezzi dei mercati finanziari nel tempo, allo scopo di prevederne le tendenze future, mediante principalmente metodi grafici e statistici. Viene utilizzata, assieme all’analisi fondamentale, per la definizione delle decisioni di operatività finanziaria su tf diversi.” Prof Massimo Bordin

    Ha precisato molto male perchè, in primis, lo ha fatto in notevole ritardo, e in secondo luogo, ancora più importante, lo ha fatto pure molto male perché l’analisi finanziaria vera e propria non corriponde neanche lontanamente alla sua personalissima definizione di analisi finanziaria.

    2. “Su questo blog, che commenti quotidianamente, trovi decine di articoli di analisi tecnica e decine di analisi fondamentale.”, Prof. Massimo Bordin

    Per intenderci subito, questa è l’analisi fondamentale vera e propria:

    Tipologia di analisi del prezzo delle azioni finalizzata a valutare l’opportunità di un investimento azionario attraverso la stima del valore intrinseco (detto fair value) delle azioni e il confronto con il suo valore di mercato.

    L’analisi fondamentale si basa sull’identificazione e la previsione di variabili economiche e finanziarie che influenzano l’andamento delle quotazioni delle azioni. In particolare, l’analisi fondamentale richiede l’analisi di due macro-aree di informazioni. La prima riguarda indicatori relativi al sistema economico nel suo complesso, il cui andamento influenza il prezzo dei valori mobiliari (ad esempio, il PIL e il tasso d’inflazione). La seconda, che si fonda su un approccio microeconomico, inerisce le informazioni relative alla solidità patrimoniale e alla redditività attesa delle società emittenti, in relazione al prezzo di mercato dei loro titoli all’interno delle prospettive di crescita del settore di appartenenza.
    I passaggi logici attraverso i quali pervenire alla stima del valore intrinseco di un’azione sulla base dell’analisi fondamentale sono i seguenti:
    1) Analisi strategica dell’impresa target (di cui si intende stimare il valore intrinseco), analisi economica generale e del settore di riferimento dell’impresa;
    2) Analisi dei principali indicatori di Bilancio (ROE, ROI, ROA) della società target sulla base di una comparazione con i valori storici della società target e con i valori di imprese concorrenti operanti nel medesimo settore: di fatto si analizzano parametri gestionali e finanziari della società target al fine di identificare le determinanti della creazione di valore, da impiegare nella successiva fase di Forecasting;
    3) Stima previsionale di tutte le voci di Conto Economico e Stato patrimoniale (nota come forecasting), al fine di pervenire al calcolo (e alla successiva attualizzazione sulla base di un appropriato costo del capitale) dei payoff da impiegare nei vari metodi di valutazione (per esempio: free cash flow, dividendi, risultato operativo anomalo);
    4) Stima del valore intrinseco sulla base dei dati previsionali di cui al punto precedente impiegando i vari metodi di valutazione, ossia: Discounted Cash Flow method (DCF); Diviend Discount Method (DDM); Gordon Growth Model; Economic Value Added (EVA). DCF e EVA forniscono stime dell’Enterprise value, DDM e Gordon Growth Method del Value of Equity.

    Riferimento:

    https://www.borsaitaliana.it/borsa/glossario/analisi-fondamentale.html

    Quindi, sulla base di questa definizione, io non ho visto nessun tipo di analisi fondamentale vera e propria su nemmeno una singola azione sul suo Blog, ma non ha importanza, era solo una mia doverosa precisazione.

    3) Conclusioni.

    Se non ci troviamo d’accordo sulle definizioni di analisi finanziaria e analisi fondamentale, sulle quali lei ha le sue personalissime definizioni, e invece io mi attengo sostanzialmente alle esatte definizioni tradizionali e allora totalmente inutile discutere, a saperlo prima non iniziavo nemmeno la discussione.

    Cordiali saluti e buon prosieguo.

    TheTruthSeeker

    • qui la trilogia sul titolo sottile Retelit. Consigliata nel primo pezzo linkato a 0,57 euro nell’agosto del 2015. Oggi a 4 anni di distanza, il titolo viaggia su 1,53 euro (praticamente quotazione triplicata). Nessuna indicazione graficistica, ma solo basata sui fondamentali dell’azienda e sulla composizione del cda e le pregresse analisi del miglior “fondamentalista” del Lombard, al secolo Guido Bellosta:
      http://micidial.it/2015/08/la-banda-larga-di-renzi/
      http://micidial.it/2016/12/70-di-profitto-con-retelit/
      http://micidial.it/2017/05/buffet-for-dummies/
      purtroppo, i pezzzi che si occupano di at e analisi fondamentale non sono molto apprezzati dal mio target di lettori, quindi li ho dridotti al lumicino (ma continuo a fare le analisi per conto mio).

      • 1. In nessuno dei tre pezzi da lei indicati viene fatta analisi fondamentale vera e propria secondo la definizione tradizionale che ho segnalato, neanche proprio lontanamente.

        2. Repetita Iuvant = Le Cose Ripetute Aiutano.

        Se non ci troviamo d’accordo sulle definizioni di analisi finanziaria e analisi fondamentale, sulle quali lei ha le sue personalissime definizioni, e invece io mi attengo sostanzialmente alle esatte definizioni tradizionali e allora totalmente inutile discutere, a saperlo prima non iniziavo nemmeno la discussione.

        Cordiali saluti e buon prosieguo.

        TheTruthSeeker

        • 1) i tre pezzi parlano TUTTI di analisi fondamentale. Ovviamente nella forma consona del blog. Non spiego, ad esempio, che il rapporto P/E si calcola ponendo al numeratore il prezzo di una singola azione societaria e al denominatore l’EPS (earning per share), ossia l’utile per azione, perchè questi tecnicismi sono nei miei fogli excel che non saprei nemmeno come plottare sul mio sito, ma che soprattutto non ritengo interessino ai lettori di blog e forum, che, invece, possono trovare in essi alcuni spunti operativi dati dalla bontà delle argomentazioni. Puoi trovare decine di articoli di analisi fondamentale oltre a quelli citati, sul bund, sul bitcoin, su singole azioni e soprattutto sull’oro. Tutti andati – casualmente si intende… – in profitto. Oserei dire che i pezzi di economia in cui guardo all’analisi fondamentale di un prodotto finanziario superano nettamente quelli dove faccio riferimento a grafici. Se , invece, il lettore vuole leggersi le formule, dovrà fare un corso, oppure basta che vada su siti come moneyfarm o altri, ma se legge blofg di economia lo fa NON su miliardi di prodotti, bensì su quelli segnalati dai blogger a seguito del ragionamento e dell’argomentazione sostenute negli articoli.

          2) avendo ottenuto l’abilitazione all’insegnamento del latino nel 2000, credo di conoscere la traduzione dell’espressione “repetita iuvant” anche se le cose ripetute all’infinito (quando le rispettive posizioni sono oramai chiare a chi legge) sono indice di trollismo
          troll = un troll, nel gergo di Internet e in particolare delle comunità virtuali, è un soggetto che interagisce con gli altri tramite messaggi irritanti e fuori tema o semplicemente senza senso e/o del tutto errati, con il solo obiettivo di disturbare la comunicazione e fomentare gli animi.

          3) no, non ci troviamo d’accordo con le definizioni perchè io ho dato un significato letterale (analisi, com’era evidente nel contesto, significa scomposizione di un problema, e “finanziaria” è riferito ai prodotti finanziari. Dunque l’espressione nel linguaggio comune, quello di blog, post e forum, è di scomposizione del prodotto finanziario, che può essere fatto tramite esame dei prezzi, dei bilanci, dello stato patrimoniale, del management, ecc ecc ecc). Tu invece, il significato vuoi darlo accademico (cioè sostenere che l’analisi finanziaria riguarda SOLO i bilanci e che può tranquillamente essere scopiazzata da un dilettante dal sito della treccani). Dunque, insisti nel contrapporre una definizione avulsa dal contesto del mio pezzo, e volutamente, all’unico scopo di dimostrare con un controarticolo (non un commento…repetita iuvant, un controarticolo…) che lo speculatore è brutto e cattivo, mentre l’investitore no. Il che, per me, è una cazzata. Ma soprattutto, se è “totalmente inutile discutere, non si capisce perchè insisti. Forse perchè è tipico del trollismo volere l’ultima parola. Se ci tieni, te la lascio volentieri (forse).

          • 1. No guardi, non ci siamo proprio!

            E allora, che lei dica che io sia un troll libero di pensarla come vuole, fatto sta che qualsiasi persona che sa l’ABC dell’analisi finanziaria e dell’analisi fondamentale potrà dire tranquillamente che negli articoli del suo Blog di analisi finanziaria e di analisi fondamentale vera e propria non c’è niente di niente e invece lei ancora insiste che io ho torto marcio e che invece lei ha ragione da vendere e per giunta coglie l’occasione per darmi pure del troll da strapazzo, incredibile ma vero!

            Quindi, che dire in finale?

            Ho capito purtroppo in ritardo che le mie puntualizzazioni con relative integrazioni che ho fatto nei precedenti post le hanno dato molto fastidio e che questa per lei è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, se non fosse stato così non si sarebbe comportato in questo modo, ragioni molto valide per cui non scriverò mai più neanche mezza parola nel suo Blog.

            ADDIO.

            TheTruthSeeker

            2. Per eventuali terzi lettori.

            “Dunque, insisti nel contrapporre una definizione avulsa dal contesto del mio pezzo, e volutamente, all’unico scopo di dimostrare con un controarticolo (non un commento…repetita iuvant, un controarticolo…) che lo speculatore è brutto e cattivo, mentre l’investitore no.”, Riferimento: punto 3) del precedente post del Prof Massimo Bordin

            A titolo di cronaca, ho fatto anche sia il trader indipendente con l’analisi tecnica ( Master SIAT a Milano ) che l’investitore indipendente con l’analisi fondamentale ( Laurea in Economia + Master IFAF Analisi Finanziaria a Milano ), ovviamente mai assieme, e nel commento finale del mio secondo post è più chiaro che mai che ho affermato che sono due cose profondamente diverse non esprimendomi a favore dell’una o dell’altra in quanto ho detto chiaramente in quell’occasione che per essere vincenti nell’uno o nell’altro campo bisognerà avere caratteristiche comportamentali e strategie completamente diverse.

            Buon proseguimento.

            TheTruthSeeker

    • la precisazone era sul commento, ma non certo necessaria nel pezzo, dato che il pezzo si occupa dell’At e non delle distinzioni intrinseche agli analisti che si occcupano di finanza. Se dovessi davvero farla, dovrei aggiungere l’analisi ciclica, quella quantitativa, quella frattale e diverse altre ancora. Appena troverò il tempo, in effetti, farò dei pezzi anche su ognuna di esse. Detto questo le considero tutte soggette al tradinfg comportamentale, che è un altro mondo a parte, ma che ha consentito ad Andrea Unger di vincere più volte il campionato del mondo

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