La suina fece una strage, ma siccome era in America…

Dite la verità: non ne potete più di leggere notizie sul Coronavirus, vero? L’epidemia che viene dalla Cina sta riempiendo telegiornali, palinsesti e la carta stampata con percentuali che sfiorano il 100 per 100 dello spazio informativo disponibile. Se, come me, siete stufi di questo terrorismo mediatico, ci penso io, a distrarvi, raccontandovi la simpatica storia di un’altra pandemia. Questa volta una VERA pandemia.

Correva l’anno 2009. Eravamo un po’ tutti con le ossa rotte, perchè Lehman Brothers, una delle più importanti banche da’affari americane, era appena crollata trascinando al ribasso tutte le borse mondiali. Il capitalismo, in quei mesi, sembrava finito per sempre. Poi ci pensarono gli Stati a salvarlo (ah, i tanto vituperati Stati…). Comunque sia, tanto presi che eravamo dalla peggior crisi degli ultimi decenni, non ci accorgemmo che una febbre stava letteralmente massacrando statunitensi e messicani. Alla metro di Città del Messico tutti giravano con le mascherine, solo che a non “girare” erano reportage e foto di quel disastro. Ad essere complottisti verrebbe da dire: solo per wall street? Oppure forse gli americani non volevano ammazzare gli scambi ed il turismo pubblicando ossessivamente i dati sui contagi?

Comunque sia, la febbricitola che massacrò gli americani ha un nome tecnico – H1N1 – ed uno pop – la “suina”. Difficile dare i dati, tanto nascosta è stata tenuta la cosa, ma sui siti più ottimisti troviamo 482mila contagiati ed oltre 6mila morti (il doppio, finora, del virus cinese). Attenzione però, parliamo delle fonti ottimistiche: c’è uno studio pubblicato dalla rivista PLOSmedicine, che parla senza mezzi termini di 203mila morti (QUI la fonte). Altri che riferiscono di 150mila morti solo negli Usa

Un’altra fonte, la rivista lesciezne.it, commenta così i recenti e drammatici dati sulla febbre suina:

Lo studio mette in evidenza che dal 62 all’85 per cento delle persone decedute aveva meno di 65 anni, in netto contrasto con quanto avviene nelle normali influenze stagionali, in cui sono maggiormente a rischio gli anziani. I tassi di mortalità inoltre variano enormemente da una regione del globo all’altra: in alcune regioni, come il Messico, l’Argentina e il Brasile sono fino a 20 volte superiori alle medie globali, mentre in altre, come Nuova Zelanda, Australia e buona parte dell’Europa, sono significativamente inferiori.

Relativamente ridotto, invece, il numero di morti registrate in Africa e Sud-Est asiatico

Ad ogni buon conto, le recenti scoperte ed anche le fonti più ottimisitche rivelano che la febbre suina, rispetto al coronavirus proveniente dalla Cina, è stata una strage di esseri umani. Che però non comportò affatto chiusura di frontiere, blocchi aereoportuali o stradali, mascherine ed amuchina a go go e dichiarazioni deliranti dei politici di allora.

1 Commento

  1. Inoltre quella suina di cui lei ha parlato ci ha fatto comperare 60 milioni di vaccini. Ma nessuno di è vaccinato. E ex post quell’anno l’influenza normale è stata blandissima.
    Morale OMS che aveva sollecitato vaccino ha fatto figuraccia. Un funzionario intervistato rispose: “chi avrebbe immaginato che la gente non ci avrebbe ubbidito”. Riportato dal complottista Blondet.
    Grazie a lei da un suo lettore. Roberto

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