Dai su, che fra tre anni ne siamo fuori…

«Sarò breve», come dicono tutti quelli che stanno per lanciare un pippone senza fine. Ma io lo sarò veramente, perchè anche se è bello e consolatorio leggere le analisi dei blogger, delle volte non è che ci sia troppa voglia di scrivere. In tanti, e vi ringrazio, mi avete chiesto cosa penso dell’aspetto economico degli effetti da Coronavirus. Oggi Deutsche Banck scopre l’acqua calda, sostenendo che questa sarà la madre di tutte le recessioni, la peggior recessione dalla Seconda Guerra Mondiale. Molti che non capiscono nulla di economia nicchiano, e lo fanno perchè magari hanno pregiudizi consolidati contro la finanza e ti dicono: “Bè, ma io non ho mica soldi in Borsa. Che c’entro io?”.

Ecco, lasciatemi dire che questa gente non sa la fine che farà. Milioni di persone perderanno il lavoro in Europa, perchè questa crisi non è una crisi finanziaria, ma una crisi della domanda. Può essere, ma non ne siamo sicuri, che la situazione si rovesci grazie agli interventi politici dei grandi del pianeta, in grado di fornire alle aziende e ai consumatori montagne di liquidità, ma anche in quel caso non siamo in grado di sapere quali potrebbero essere gli effetti, anche di un’inflazione ammazzadebiti cui le nuove generazioni non sono abituate.

Al momento sappiamo che le Borse crollano, e le Borse hanno sempre anticipato la crisi economica reale.

Bando alle ciance. Mi chiedono tutti quando finirà. Posto che non lo so e non lo posso sapere, credo che chi si diletta in analisi ed in divulgazione culturale abbia anche la responsabilità di esporsi con un ragionamento, consapevole che spesso la logica viene smentita dall’imprevidbilità dei mercati, da fattori esogeni, dal caso, ecc. ecc.

Se guardiamo alle precedenti grandi crisi economiche, le Borse però si comportano così:

  1. anticipano la recessione “scendendo con l’ascensore”, cioè vanno giù velocemente, (i crolli di solito arrivano al -40% in pochi giorni/settimane)
  2. qualche simpaticone annuncia che compra lui, che è tutto apposto, che i soldi per comprare azioni ci sono
  3. a seguito di questo annuncio e di altri fattori (nel nostro caso potrebbe essere una curva di calo dei contagiati, ad esempio, oppure qualche furbo che annuncia l’arrivo del vaccino) la Borsa risale, anche con strappi violenti verso l’alto
  4. i pesci piccoli “pensano” che sia tutto finito, che i prezzi siano a sconto, ed entrano voracemente a mercato comprando la qualunque
  5. il mercato dopo la “ripresina” torna giù, magari lentamente, con un logoramento che dura almeno due anni, massimo tre
  6. dopo questi due/tre anni di cali continui ma lenti, torna il sereno, almeno per quei pochi che saranno sopravvisuti

Questo è lo scenario a mio avviso più probabile. Non sono l’unico a dirlo e non è una previsione “geniale”. Ci sono i dati storici a dirci che così andò nel Wall Street Crash 1929 (il minimo in Borsa si ebbe nel 1932), ma anche nel 2000 (dotcom) e nel 2008 (subprime) abbiamo assistito a qualcosa del genere.

Ma la cosa che pochi capiscono è che LO STESSO SCENARIO si avrebbe nella vita reale, cioè fuori dalle sale di contrattazione. E questo, se non fosse chiaro, significa un’altalena di crisi dei debiti e dell’inflazione, disoccupazione alle stelle, e, forse, anche una guerra. La grande crisi del 1929 finì proprio così, in effetti.

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