Il Covid19 e la Teoria del Complotto

In questi ultimi anni, chiunque proponga di aprire una discussione, fare domande e sollevare dubbi viene tacciato di “complottismo“. Un termine della neolingua molto adatto ed efficace per chiudere la bocca a chiunque metta in pericolo il potere di qualcuno, sia esso governo, lobby, classe sociale. La macchina del fango attivata dal potere per mettere a tacere chiunque ponga dubbi l’abbiamo vista in azione così tante volte nel corso della storia umana che sembrerebbe pleonastico persino citarla. Socrate in filosofia, Galilei nella scienza, Leonardo da Vinci in campo artistico, gli esempi sull’esistenza dei “complotti” sono così tanti che non basterebbe un libro per raccoglierli tutti.

Ecco perchè in questi giorni, a fronte dell’epidemia covid19 che sta mettendo in ginocchio Cina ed Europa, le tesi complottiste non sono mancate, così come le critiche feroci e sdegnate degli anticomplottisti.

Gli anticomplottisti di professione hanno un forte interesse politico di stampo conservatore, cioè teso a salvaguardare lo status quo. Ecco perchè, ad esempio, tra gli anticomplottisti più convinti in Italia troviamo i simpatizzanti e gli attivisti del PD (che pure curiosamente governano da mesi con la formazione politica più complottista di sempre: il movimento5stelle).

Le argomentazioni usate di solito da chi “sospetta” sulle orgini del Coronavirus sono prevedibili, ed in alcuni casi risibili, se non altro per come vengono sostenute. “Il coronavirus è nato in laboratorio”, ha scritto qualcuno. “No, sono stati gli americani”, ha ribattuto qualcun altro”. “In realtà si tratta di un progetto russo”, hanno aggiunto. “E se fosse un piano per distruggere l’umanità voluto dai rettiliani?”

Come tutti abbiamo potuto notare navigando sul web (ma anche la carta stampata), di illazioni simili ne abbiamo lette a dozzine, oramai così tante da averci fatto il callo. E nessuno o quasi, in effetti, dà loro alcun credito.

Chi, invece, sta dedicando tutta la sua vita a ridicolizzare queste teorie, di norma, ha due atteggiamenti.

Il primo è quello rappresentato da Roberto Burioni, scienziato che passa diverso tempo sui social, in televisione e su youtube. Per Burioni ed i suoi numerosi seguaci, nessuna teoria alternativa a quella ufficiale può essere presa in esame se portata avanti da persone non esperte del settore. Secondo questo diffuso atteggiamento, il popolino deve “credere” alla scienza, e tutti quelli che non hanno le competenze specifiche e certificate (legalmente) dalla comunità scientifica, devono solo tacere e prendere appunti.

Questo atteggiamento è sempre stato deleterio per la scienza.

Molte grandi scoperte scientifiche sono infatti avvenute per puro caso, e spesso da persone che non erano nemmeno scienziati. Galilei ad esempio era figlio di un musico e non si era laureato in fisica e matematica. Usò il cannocchiale perchè lo aveva forse visto a Venezia da olandesi che lo avevano inventato e usato per puri scopi commerciali e militari.

Gregor Mendel, il monaco che elaborò le basi della moderna teoria genetica, divenne professore dopo numerose bocciature e delusioni nello studio. Non era portato, e ce la fece solo perchè molto testardo. Ma in primis era un sacerdote, iscritto all’ordine agostiniano. Le sue ricerche sui piselli furono elaborate grazie al fatto che l’Abbazia dove egli viveva aveva un orto. Senza una vita monacale, come avrebbe potuto realizzare 28mila esperimenti di genetica con la coltivazione dei piselli?

Nel campo dei vaccini, tutti sanno che il salto di qualità fu fatto da Edward Jenner, un medico britannico. Jenner osservò che le mungitrici che contraevano il vaiolo bovino (una forma molto più lieve del vaiolo umano), e successivamente guarivano, non contraevano mai il vaiolo umano. Egli provò quindi ad iniettare del materiale preso dalla pustola di vaiolo bovino in un bambino di 8 anni e la malattia non si sviluppò.

Jenner osservò quindi tutto questo fuori da ufficio e dai laboratori, ma nelle fattorie dei contadini. Inoltre, era famoso per essere un grande studioso delle mongolfiere (sport e fisica), del tartaro emetico (chimica) e del cuculo (ornitologia). Si, insomma, uno così Roberto Burioni non lo avrebbe nemmeno fatto entrare nel suo ufficio, tanto era eclettico e privo di specializzazioni e di pubblicazioni su Lancet…

Sia chiaro, è del tutto evidente che sia necessario far ricorso ad esperti quando parliamo di fenomeni come le malattie e le epidemie, ma siccome la soluzione NON l’hanno trovata, bè allora un maggior rispetto ed attenzione per chi pone le domande e propone alternative dovrebbe esserci.

Facciamo un esempio.

Poniamo il caso che la vostra automobile emetta un rumore acuto proveniente “da dietro” e che l’auto “tossisca” a marce basse. Andate col cellulare su google e scoprite che il 99 per cento di chi commenta sui siti dedicati a questi problemi sostiene che a fronte di tali sintomi si trattava di problemi alla marmitta.

Bene. Ora immaginate di recarvi dal vostro meccanico di fiducia. Secondo i Burioni di turno voi non dovreste dire nulla al meccanico, tanto meno che credete sia la marmitta. Non solo, non dovreste nemmeno andarci dal meccanico e dire che l’auto è rotta. Avete forse studiato meccanica voi per dire che è rotta?

Ebbene, questo atteggiamento è la morte di qualsiasi tipo di ragionamento perchè non ha come obiettivo la risoluzione di un problema, ma la protezione ed il rafforzamento di una categoria chiusa tramite albo corporativo e autoreferenziale che, però, in un’epoca di condivisione delle informazioni com’è quella internettiana, è destinata a soccombere, e quelli come Burioni sono utili a tale corporazione solo per dare un calcio al barattolo.

Il secondo atteggiamento degli anticomplottisti è sintetizzato in quella che il noto blogger Uriel Fanelli chiamava “la teoria della montagna di merda“.

Per farla breve, secondo tale teoria i complottisti costringono gli esperti a dover dimostrare la bontà della teoria ufficiale e, nel farlo, devono perdere un sacco di tempo e di energie.

Questo secondo atteggiamento, a mio avviso, è già più interessante e credibile del primo. Detto ciò, non si capisce nel caso del Covid19 quale futile e insormontabile impegno richieda dimostrare che il virus ad esempio proviene dagli animali, e quali. Ricordo infatti che per lungo tempo la comunità scientifica ha sostenuto che proveniva dal serpente, poi dal topo e ora dal pipistrello. Dimostrare, col metodo scientifico che il virus proviene, ad esempio, dal pipistrello, non è forse utile? Smentire che provenga dal laboratorio, ma da un mercato cinese non è forse importante per la ricerca? Oppure è una montagna, seppur di merda, che non vale la pena di superare?

Ma prima di terminare questo excursus sul complottismo da coronavirus, è bene che io indichi la mia strada al complottismo. Per lo meno su casi come questo.

Se ci sono due atteggiamenti sull’anticomplottismo, infatti, ve ne sono altrettanti anche dei complottisti, posto che questa etichetta rimane denigratoria e mi lascia molto perplesso (e sarebbe anzi da respingere).

Il primo atteggiamento lo abbiamo già descritto all’inizio. Siccome i complotti sono sempre esistiti, allora il covid 19 è un piano della Cia ecc. ecc.

Il secondo atteggiamento, che faccio mio, ha invece a che fare con l’uso delle informazioni e dei vincoli esterni alle scelte democratiche.

Le testimonainze e gli scienziati ci dicono che esiste un’epidemia e che sta facendo più vittime della banale influenza. Ora, con quest’informazione si possono fare alcune cose.

Gettare benzina sul fuoco, sostenendo che il 3 per cento di mortalità è tantissimo e che si muore perchè non ti viene più il fiato e che occorre stare tutti rintanati in casa per non uccidere noi ed i nostri cari.

Oppure si può gettare acqua sul fuoco, dicendo che si, c’è un nuovo tipo di influenza, e che ci sono diversi casi (nel nostro, qualche centinaio), ma che la situazione è sotto controllo, che il viurus sta facendo il suo corso e che, per precauzione, verranno intensificati i controlli sanitari nei luoghi di aggregazione. Questo, ad esempio, è stato l’atteggiamento di Trump.

Ebbene, il fatto di aver accettato e implementato e sostenuto la prima modalità informativa E’ UN COMPLOTTO, o come diamine lo vogliamo chiamare. Nel senso che è una pratica di terrorismo mediatico che poteva benissimo essere evitata o calmierata, ma che invece si è voluto osannare e perseguire.

La scelta di tale linea dà vantaggio a qualcuno e svantaggio ad altri.

Solo la storia ci indicherà chi ne uscirà rafforzato e chi, invece, con le ossa rotte, ma al momento non c’è dubbio alcuno (qui no!) che l’informazione sul covid19 poteva essere radicalmente diversa.

E non si tratta affatto di mettere la testa sotto la sabbia, ma di scelte politiche volte a salvaguardare l’insieme del popolo.

Propongo un solo esempio.

Quando ero giovinetto scoppiò il problema dell’Aids. Una malattia all’epoca avvolta nel mistero che, stando alla stampa e alla scienza di allora, portava a MORTE CERTA: altro che coronavirus col 3% di mortalità.

Sull’aids giravano barzellette horror, vignette, racconti truculenti. In ospedale io ho anche visto di persona ragazzi malati di aids ridotti a spaventapasseri, e poi morti, anche nel giro di poco tempo. E giovani! Giovanissimi!

All’epoca anche televisione e cinema ne parlavano spesso. Si, insomma, se ancora non ho conosciuto alcun soggetto contagiato da covid19, negli anni ’80 e ’90, di malati di aids ne ho visti diversi. E sono tutti morti.

Il male colpiva anche persone famose. Nessuna persona famosa è ancora morta di covid19, mentre tra le vittime dell’aids annoveriamo Charlie Sheen, Rock Hudson, Freddie Mercury, Magic Johnson, Rudolf Nurejev, Anthony Perkins, Ofra Haza, Isaac Asimov, Keith Haring, John Holmes (chissà come mai), Michel Foucault, Piervittorio Tondelli e molti molti altri.

La politica all’epoca fece due cose: raccolse e destinò fondi ai laboratori per elaborare un cocktail di medicinali che sconfiggesse il male, ma lasciò proseguire i cittadini nella vita di tutti i giorni.

Come si trasmette l’aids?

E’ noto che si trasmette facendo sesso oppure con la droga. Anzi, volendo essere più precisi:

tramite sesso con persone infette, o scambio di oggetti acuminati (siringhe usate, rasoi) o con trasfusione di sangue o emoderivati infetti; contatto con oggetti che possono penetrare la cute e le mucose (per es. rasoi, forbici, aghi, spazzolini da denti,ecc…) che mettono in contatto il sangue di un soggetto sano con quello di una persona malata. Dalla mamma sieropositiva al bambino durante la gravidanza, il parto o l’allattamento al seno.

Negli anni del boom dell’aids (ripeto, malattia che portava a morte il 100% degli infetti, e non il 3%), il mondo mise soldi nella ricerca, ma non chiuse scuole, fabbriche, palestre e centri commerciali. Non fecero controlli agli aereoporti, ai camionisti alla frontiera o alle navi da crociera.

Ma mi fischiano le orecchie e già sento l’obiezione: “ovvio, l’aids mica si trasmette con starnuti e tosse nell’aria”

E’ vero, ma per bloccare l’aids la politica non si adoperò per censure e blocchi di nessun tipo. Ricordo ad esempio che nel pieno dell’epidemia di aids frequentavo l’università a Bologna e che per tornare a casa dovevo fare un pezzo di viali e poi tutta via Zanardi. Lungo quei chilometri (che talvolta per puro voyeurismo facevo a piedi la sera dopo lo studio) incontravo più prostitute che sassolini sulla strada. Ce n’erano molte più di oggi e occorreva stare attento a non farsi investire dai clienti che accorrevano numerosi. Non solo: in quegli anni aprivano le più grandi case di tolleranza in Europa, in Svizzera, in Germania, in Austria, e la capitale d’Olanda, Amsterdam, brulicava di droga e prostitute in vetrina.

Il sesso a pagamento non fu vietato, i movimenti omosessuali all’epoca si rafforzarono. Erano gli anni del divertimento e delle grandi discoteche della Riviera Romagnola, della Versilia e del Veneto.

Sotto un profilo quantitativo, non era forse più pericoloso l’aids del covid19? E non potremo fare discorsi analoghi per la febbre suina e per la sars? Ancora oggi, ogni anno, quasi un milione di pesone muore a causa dell’aids mentre il covid19 in Cina ha fatto tremila vittime.

Detto diversamente, è lecito sospettare di frange (ripeto: frange) della comunità scientifica, e soptattutto della politica, perchè in altre occasioni sono stati usati i fatidici due pesi e due misure.

E’ vero, o difficilmente discutibile, che il covid19 sia di origine animale!

E’ vero, o difficilmente discutibile, che il covid 19 sia più pericoloso dell’influenza!

E’ vero, o difficilmente discubile, che dietro al coronavirus non ci sia la Spectre!

Ma è altrettanto vero, nel senso che è dimostrabile scientificamente, che in situazioni analoghe (se non più gravi) si decise di non bloccare l’economia, il turismo e l’aggregazione sociale.

In questi giorni un motivo serio per la paralisi e la propaganda terroristico-mediatica è emerso con una discreta dose di veridicità.

La comunità medica teme il blocco delle strutture ospedaliere. Ma se  non si è investito a sufficienza, se c’è paura di non riuscire a reggere la pressione, allora tutti gli altri settori della comunità devono soccombere? E soprattutto, quando mezza Europa avrà perso il lavoro

perchè è questo quello che succederà, se ancora non fosse chiaro

chi riuscirà pagare lo stipendio ai milioni tra medici e infermieri che ci sono sul territorio del Vecchio Continente?

6 Commenti

  1. Apprezzo molto la lucidità dell’articolo.
    Mettendo da parte complotti, teorie più o meno verosimili e timori, non è lecito domandarsi se sia normale BLOCCARE totalmente un Paese, per un numero di morti così limitato? Perchè sbandierati in TV sembrano tanti, ma confrontati ai decessi che avvengono per tutte le altre patologie (inclusa la setticemia, dietro la quale si nascondono centinaia di adempienze) sono davvero limitati.
    Se non avessimo in casa la TV o i giornali nelle edicole, avvertiremmo l’emergenza? Direi proprio di no.
    Inoltre, che dire della stridente difformità nell’affrontare i contagi?
    Tubercolosi in vertiginoso aumento, grazie all’indiscriminata apertura delle frontiere a chiunque le oltrepassi senza permesso: ignorata del tutto.
    AIDS in preoccupante ripresa: neanche più un opuscolo nelle scuole.
    Setticemia ospedaliera (o scusa per le inadempienze): nessun potenziamento del personale (anzi) e sempre meno investimenti.

    Mi si perdoni, ma a me tutto questo proprio non torna. C’è qualcosa che non va.
    È stato talmente smantellato il sistema sanitario, da non poter sostenere un’epidemia di scarsa pericolosità? Questo sì, dovrebbe terrorizzarci, anche in vista della promiscuità a cui ci stanno condannando.
    Evito di elencare tutte le altre ipotesi “complottiste” che mi si affacciano alla mente, mi limito a osservare che la teoria più terrificante è qualla ufficiale:
    un’incapacità e una cialtroneria disarmanti, che la conclusione dell’articolo non poteva incorniciare meglio.

  2. Il complottismo è un termine che venne diffuso dalle agenzie di sicurezza americane per definire chi non credeva (con solidi argomenti) alle conclusioni della commissione Warren sull’omicidio di J.F.Kennedy. Da allora è usato stabilmente in casi del genere.
    In realtà i complottisti, se si esclude il chiacchericcio becero dei commenti estemporanei che c’è sempre stato in ogni società e in ogni tempo, non esistono. Esistono invece i dissidenti e gli oppositori, quelli sì. Siccome alla faccia della tanto sbandierata democrazia si vive in un mondo dove il sistema mediatico che conta è di fatto un organo di potere e non esiste in concreto nessuna significativa alternativa ad esso, ecco che allora il dissidente (anche il più serio e preparato), che potenzialmente potrebbe dare vita ad una sorta di pluralismo reale deve essere derubricato da oppositore a schizoide visionario. Cioè si passa da un discorso di tipo politico ad uno di tipo sanitario un po’ come succedeva in URSS negli anni settanta ottanta. Sono le tecniche del potere che si evolvono coi tempi e si raffinano e che sono passate dai dogmi religiosi usati per zittire la ragione agli altoparlanti tecnologici della televisione (della quale Pasolini per primo aveva individuato il terribile potere) e degli altri media che diffondono il pensiero autorevole, serio e corretto, l’unico degno di essere preso in considerazione.

  3. Buongiorno,
    ero alla ricerca di qualche genere di complotto per farmi due risate e devo dire che sono capitato benissimo.
    Le dimostro perchè la teoria della montagna di merda è veritiera: le ha scritto (in un ottima forma e in maniera molto godevole) una quarantina di righe in cui ha affrontato circa 400 argomenti. In quasi tutte le righe, ripeto ben scritte, ci sono informazione false oppure ragionamenti che si basano su ipotesi sbagliate. Prima di entrare nel merito, ammetto sinceramente di essere molto affascinato da questo universo sempre più denso che vive sotto il nome di “complottismo”. Le spiego cosa mi affascina e la spingo a rifletterci su: è stato dimostrato (tramite inchieste e su dati reali) che molte delle teorie delle quali si nutre un folto gruppo di persone provengono da organismi di potere (tendenzialmente gruppi di potere appartenenti alla destra o ultra-destra, come Russia o dal tentacolare Steve Bannon), questi gruppi promulgatori rappresentano la parte più ricca delle nazioni più ricche del mondo e veicolano messaggi che si infiltrano negli strati più poveri (non solo quelli) di queste nazioni. Ci rifletta: Donald Trump, Bolsonaro, Boris J., Salvini, Orban, Putin ecc. sono uomini bianchi ricchissimi, che frequentano persone altrettanto ricche e che con la politica sono diventati ancora più ricchi, sono tutti molto simili: sembrano soggetti semplici, persone con cui siederesti a bere una birra, in giacca e cravatta sì, ma con un fare impacciato, che si riempiono la bocca di strafalcioni e proprio grazie a queste caratteristiche sembrano come noi: gente del popolo. Eppure fanno parte della vera elite del mondo. Un gruppo di milionari, pieni di potere, sono riusciti a far credere al popolo di avere le stesse battaglie, di poter fare da megafono. Sono riusciti a far credere loro che la colpa della propria situazione dipende da chi sta peggio o da qualche oscuro piano di personaggi miliardari fumosi, che poco o nulla centrano con questo dibattito, e intanto le tasse per i ricchi si abbassano e i diritti per i poveri diminuiscono. Questi sono veri conservatori (nel senso che vogliono conservare la propria condizione privilegiata) e invece nell’immaginario paiono dei rivoluzionari.
    Tutto questo mi affascina molto.

    Veniamo al COVID-19 e a come tutto ciò scritto prima può centrare con quello che è appena successo: un sistema economico-sociale che ci è stato venduto e descritto come il migliore possibile, quando arriva una pandemia (per un’influenza con un tasso di mortalità del 3%) crolla. Lei, come tanti, erano favorevoli a tenere aperto tutto (come negli USA), eppure tenere aperto tutto fa sì che gli strati più deboli della popolazione siano proprio quelli che si trovano nelle situazioni di maggior contagio (fabbriche, luoghi di lavoro stretti, magazzini, fastfood ecc). Cioè (per me questa è una magia) invece di urlare tutti: “finchè non siamo sicuri che questa storia è finita, noi non lavoriamo e lo Stato si deve preoccupare della nostra produzione ma soprattutto della nostra SALUTE!”, il popolo, quello che non lavora in smartwork in una villa, ha iniziato lentamente ad alzare la voce per fare un favore ai ricchi!! Producendo di più e sacrificando la propria salute, e potenzialmente la propria vita.
    Questo lo trovo molto affascinante.

    Arrivo al suo articolo. Gli USA hanno avuto più morti da COVID che in tutte le guerra a cui hanno partecipato. Ha presente tutti i film che abbiamo visto sul Vietnam? Faccia conto che a confronto di quella guerra, il COVID è per gli USA la fine del mondo. e secondo lei chi è che ci ha rimesso le penne? I ricchi con l’attico a New York (quelli che ce l’hanno davvero) o i barboni per strada? o chi vive in una casa con 6 persone? o i vecchi nelle case di riposo?
    Per l’aids sono state fatte campagne per l’utilizzo dei preservativi per anni, uno dei più grandi concerti del mondo è stato dedicato a veicolare un messaggio positivo: “attenzione alla vostra salute”. Oltre questo, nei bar si utilizzavano le tazzine in plastica e cose di questo tipo. L’attenzione c’era, la malattia era diversa (che però è il punto su cui ragionare, non una scusa).
    La comunità scientifica non vuole perdere tempo a spiegare tutto ogni volta: ha idea del fatto che al fine di comprendere certi argomenti, si sono impiegati decenni di studi? Si ha il sacrosanto rispetto per uno che è bravissimo a giocare a calcio, per le migliaia di ore di allenamento che fa in un anno, invece per uno studioso, professore, dottorando, scienziato no? Ha mai sentito Cristiano Ronaldo spiegare perchè tira in un modo o perchè si muove come fa’? Lasciamo alla scienza fare il suo compito, sapendo che ha già dei meccanismi che la autoregolamentano: gli esperimenti, i risultati, la replicabilità di esperimenti e risultati, le riviste di settore, dalle quali chiunque è in grado di farlo, può sperimentare e tirare fuori risultati analoghi oppure confutare e dimostrare l’errore. Al fine di poter teorizzare qualcosa, di studi ed esperimenti ce ne vogliono a milioni e il tempo è molto. Perchè non si sa ancora nulla sul COVID? Perchè è passato poco tempo e ce ne vuole tanto per avere un’idea precisa.

    Purtroppo argomentare su ogni singola sua imprecisione (lungi da me fare il precisino, ma molta è la voglia di scovare le imprecisioni) richiederebbe ancora diverse ore.
    Sperando che leggerà il commento e mi vorrà rispondere nel merito, le linko la pagina wikipedia su Galileo Galileo, che per la scienza ha vissuto e, per aver negato la veridicità di quest’ultima, si è dannato
    https://it.wikipedia.org/wiki/Galileo_Galilei#I_Discorsi_e_dimostrazioni_matematiche_intorno_a_due_nuove_scienze_(1638)

    Un caro saluto

    • Purtroppo in questi giorni non ho affatto tempo. Però possiamo iniziare su alcune cose. Secondo lei, che cita Galilei, quale fu l’ostacolo maggiore che il pisano incontrò nella ricerca e divulgazione delle sue scoperte? Io lo insegno a scuola da diverse anni (ma potrei in effetti avere informazioni superficiali). Galilei ebbe come primo ostacolo gli aristotelici, cioè i docenti universitari di allora che facevano riferimento all’Einstein del medioevo, tale Aristotele appunto. Galilei dovette dedicare anni alla ricerca e scrivere numerosi libri per confutare aristotele ed il suo seguace Clavius (su alcuni punti, eh? non su tutto, e su alcune cose galilei si sbagliava persino, come sulle maree). Bene, se Galilei avesse ragionato come lei, egli non avrebbe scritto alcunchè. nada de nada, perchè confutare Aristotele significava appunto scalare la fatidica “montagna di merda” di cui parlava Fanelli e che, a sto punto, è solo una scusa per accettare la narrazione mainstream e la scienza tradizionale, conservatrice e statica. Detto in modo più semplice, Clavius era il Burioni dell’epoca, non Galilei… Domani dedicherò ancora qualche momento al dibattito. Buona serata.

      • visto che lei mi allega wikipedia, io le allego questo breve passo, tratto da “scienzainrete”: Nonostante l’aperta ostilità di scienziati aristotelici ed ecclesiastici è proprio un autorevole astronomo del Collegio Romano, Cristoph Clavius, che nel 1611 conferma le scoperte di Galileo, incapace di sottrarsi alla dimostrazione scientifica data dall’osservazione col telescopio. Ma in seguito Clavius afferma che “adesso i teologi dovranno prov­vedere a rimettere in ordine il cielo”, ben consapevole di come l’interpretazione delle Sacre Scritture sostenga il modello geocentrico. Infatti, nonostante l’approvazione delle scoperte di Galileo da parte del Collegio Romano, allo scienziato viene intimata prudenza: nel 1616 la teoria di Copernico viene messa all’indice e il cardinale Bellarmino, membro del Sant’Uffizio, impone a Galileo di considerare l’ipotesi eliocentrica solo come supposizione teorica, senza prefigurarla come un dato di fatto. Le apparenze così vengono salvate, e Bellarmino lascia Galileo “libero di dissertare anche su queste dottrine, pur­ché sotto forma di ipotesi matematiche”. https://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/scienza-e-religione-vita-di-galileo-di-bertolt-brecht

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