La situazione è ideale per una BULL TRAP

Lo premetto subito, così poi evitiamo i soliti (voluti?) fraintedimenti. In questo spazio si studiano delle strategie e, di tanto in tanto, delle tattiche. Non si fanno previsioni, dunque, si tracciano solo scenari. Che non è poco.

E vediamolo, allora, uno scenario interessante.

Come i più attenti avranno notato, il mondo non è sconvolto solo da questa polmonite nefasta che si aggira per i continenti, ma anche per la situazione del mercato finanziario che alimenta l’economia reale.

Lo ricordate quel vecchio adagio che circola tra gli investitori?

«In Borsa si sale con le scale, ma si scende con l’ascensore»

Bè, direi che oggi la situazione è proprio questa: le borse mondiali salgono da anni in modo continuo e testardo, ma è bastata una febbriciattola che BANG, i corsi sono crollati a due cifre.

INDICE DOW JONES – TIME FRAME GIORNALIERO

Detto in modo ancora più esplicito, quando un mercato è in bolla viene giù rapidamente. Ora, è ben noto che tra gli esperti c’è chi sostiene che il mercato sia in bolla e chi no. Io appartengo alla prima scuderia, seppur con prudenza dubitativa nel giudizio. Penso infatti che i mercati siano in bolla, nel senso che i prezzi delle azioni delle aziende quotate mi paiono sovrastimati. Il fatto che il mercato non sia calato e basta, ma sia sceso, per l’appunto, «con l’ascensore», mi porta a ritenere questo mio giudizio (il mercato in bolla) tutto sommato corretto.

Ora però voglio accendere il focus su un’altra e ben più interessante considerazione.

Cosa succede se i mercati si riprendono e nel giro di qualche settimana o giorno recuperano tutto il terreno perduto?

A mio avviso questo potrebbe poprio accadere, con somma gioia di chi fa trading di breve, ma per chi investe a lungo termine o compra prodotti finanziari a scopo di tenerseli nel medio periodo, questo fatto non sarebbe mica tanto rassicurante, perchè la storia ci ha fatto vedere quanto siano frequenti le bull trap, cioè le trappole del mercato al rialzo (bull, in gergo).

Quale scenario potrebbe presentarsi?

Chi osserva i mercati da molti anni l’ha notato tante volte.

  1. Dopo una lunga rincorsa al rialzo, scoppia la bolla, ma poi il mercato si riprende per qualche tempo. I pesci piccoli (parco buoi) pensano che la buriana sia passata ed entrano in acquisto con l’obiettivo di salire sulla nuova locomotiva rialzista.
  2. Poi, quando la massa è dentro fino alla gola, arriva la tranvata! Il mercato ricrolla e poi inizia a scendere lentamente, con una manfrina ribassista che durerà mesi, se non un paio d’anni.

E’ successo con la bolla del 2000 e con il 2008, ad esempio. Ma quelle erano vere crisi, qui ancora tutti lo dicono ma nessuno lo può sapere, visto che lo sapremo solo ex post.

Anche immediatamente dopo il referendum per la Brexit nel 2016 i mercati crollarono, però poi la ripresa ci fu e non si trattò di una bull trap. Anzi… i corsi non solo si ripresero in modo stabile, ma agguantarono nuovi record.

Dunque, a mio avviso, non è tanto importante “prevedere” cosa farà il mercato. Semmai, ciò che conta è sapere cosa fare nel caso in cui questo scenario si verifichi

CHE FARE IN CASO DI BULL TRAP?

Per evitare di cadere nella trappola, occorre prima che tu sia consapevole del tuo modo di investire. Che tipo di investitore sei? Di breve, a basso rischio, buy and old o cos’altro?

Se vuoi speculare nel breve-medio periodo, ad esempio, l’unico modo per difendersi dopo aver comprato col mercato toro, è mettere in automatico degli ordini di vendita in perdita (anche piuttosto larghi). In caso di crollo, infatti, uno stop largo, magari a tridente, ti consentirà di perdere poco ed in modo calcolato.

Se vuoi invece investire per un periodo lungo, ad esempio dieci anni, con un piano di accumulo “fai-da-te”, bè allora quasi quasi ti conviene che il mercato continui per diversi mesi la sua fase ribassista. Acquistare pacchetti di azioni, etf o fondi mensilmente o trimestralemente ti consentirà infatti di ammortizzare il prezzo degli acquisti e di guadagnare anche in caso di accellerazione bull  market, seppur in misura più modesta rispetto a chi ha rischiato “tutto e subito” approfittando del recente crollo.

Infine, in caso di buy and old e di creisi finanziaria, meglio sarebbe puntare su azioni che distribuiscano un DIVIDENDO alto, e che lo distribuiscano da diversi anni.

Ad maiora

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