Oro e Bitcoin hanno tenuto

Ho deciso di proporre ai lettori una nota su Oro e Bitcoin non tanto perchè vi sia qualche segnale in acquisto o in vendita su questi prodotti, ma perchè in queste ore circolano tante di quelle stupidaggini sul tema da gridare vendetta. E non provengono solo da analisti che se ne occupano per hobby, come chi scrive, ma anche da compassati professionisti. Il messaggio è su per giù questo, e vale sia per l’oro che per il bitcoin: «l’oro non è più un bene rifugio»; «il bitcoin è crollato come le azioni».

Anche se non faccio analisi finanziarie di professione, queste – dati alla mano – sono balle così grandi che non stanno nelle mutande.

L’ORO. Il biondo metallo viene scambiato a 1500 dollari l’oncia, e per averne un grammo attualmente ti servono 45 euro. Si tatta di quotazioni che avebbero fatto sognare gli investitori almeno fino all’estate scorsa, quando gold quotava sotto i 1400 dollari l’oncia ed un misero grammo te lo portaavi a casa con 39 euro. Detto diversamente, ma forse più chiaramente:

i prezzi minimi dell’oro oggi sono più alti dei minimi di un anno fa.

Ciò che ha stupito gli investitori retail, semmai, è il fatto che essi avevano previsto un aumento del prezzo dell’oro in occasione della crisi, confidando nel fatto che tutti si sarebbero buttati ad investire sull’oro montandone le quotazioni. La tesi più accreditata per spiegare il mancato boom dell’oro è che gli investitori istituzionali ed i big in generale hanno dovuto liquidare ampie porzioni del loro portafogli in oro per compensare le perdite delle azioni. Detto diversamente, siccome con l’oro erano in ampio guadagno, i grandi del pianeta hanno liquidato per mettere in equilibrio i loro conti. Mi pare una tesi logica, ma l’oro ha comunque assolto al suo ruolo di bene rifugio perchè, come sanno tutti i gioiellieri e gli estrattori del pianeta, 45 euro al grammo sono, tanta, tantissima roba. E mentre l’oro viaggia su questa quotazione, i mercati sono crollati oltre il 30 per cento con certe aziende iperboliche che hanno lasciato sul campo anche l’80 per cento. Non possiamo sapere se l’oro reggerà. però finora è stato bene rifugio. Eccome! Poi qualcuno avrà comprato anche a fine febbraio, quando l’oro era sui massimi. Ve ben, ma non fa certo testo. Per costoro vale l’adagio coniato dal compianto Freak Antoni: «la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo».

IL BITCOIN. Per le cripto occorre fare un ragionamento più complesso. Di sicuro il bitcoin e le altcoin che gli ruotano attorno NON sono un bene rifugio, come scoprono ora i geni della finanza. Magari un giorno lo diventeranno, ma al momento non è così, (nè lo erano in passato). Per quale motivo durante una crisi mondiale di produzione senza precedenti, un investitore dovrebbe rischiare con un bene digitale?

Il bitcoin è un prodotto speculativo che aspira a diventare bene rifugio, ma ad oggi non lo è. Detto questo, non è vero che il btc è crollato! Il bitcoin fa sempre escursioni impressionanti e la volatilità è il suo mantra. Svolazzava il suo prezzo nel modo più assurdo possibile ben prima della pandemia. E per quale motivo non dovrebbe continuare a svolazzare con una crisi economica peggiore di quella del 1929?

Inoltre, come per l’oro, anche il prezzo minimo raggiunto dal bitcoin è più alto del minimo del 2019 e in queste ore sta addirittura guadagnando tereno e attestandosi sui 6245 dollari.

CONCLUSIONE. Chi ha investito costantemente, magari attraverso cifre modeste e senza fare trading, su oro e bitcoin, ha preservato e implementato il valore. Anche chi lo ha fatto in tempi relativamente recenti.

1 Commento

  1. Come sempre analisi interessante. Qualcuno segnala che, pur se i prezzi finanziari scendono, i prezzi per comprare oro o argento fisico (es. monete) stanno salendo per la grande richiesta (es guardare avviso su https://www.coininvest.com/it/ ); il segnale non è dei migliori.
    Come già segnalato, invito il buon Massimo Bordin (e anche i lettori) ad approfondire il browser Brave (in questi giorni in cui magari c’è più tempo). E’ un browser (come Mozllla o Chrome) gratuito; blocca i soliti annunci pubblicitari, per quelli che fa vedere si viene ricompensati in BAT (token su rete Ethereum), ad es a ogni annuncio mi riconoscono 0,1 BAT (ad ora 1 BAT = 0,1 euro) e ultimamente gli annunci sono aumentati molto. Non è per diventare ricchi, ma il bello è che con i BAT guadagnati si possono dare micro mance a siti/blog/you tuber riconosciti da Brave.
    Per tanto rinnovo il mio consiglio a Massimo a diventare pubblicatore verificato su Brave, io sarei uno dei primi a fargli una donazione in BAT (e magari non sarei l’unico). Le cripto valute dovrebbero far sviluppare una economia basata sulla condivisione senza intermediari, rendendo possibili meccanismi finora impossibili.

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