I russi non sputano su Lenin e ne difendono i monumenti

La maturità di una comunità si giudica anche dalla capacità di storicizzare il passato. Noi italiani purtroppo siamo ancora distanti da questo obiettivo ed è un peccato perchè ogni elemento della storia costituisce un pezzetto di ciò che siamo, nel bene e nel male. Immaginate voi stessi come l’eroe di un videogioco che guadagna “frutti”, “armi speciali” o “superpoteri” ad ogni passaggio di livello. Per la storia umana la dinamica è simile: ciò che ora una comunità è diventata sintetizza tutto ciò che nel tempo è stata, che ne sia o meno consapevole. Nulla se ne va per sempre. Gli italiani di oggi – ad esempio – non hanno più nulla a che fare con gli antichi romani? Basta leggere la letteratura romana per rendersene conto: lingua, estetica, mentalità. Moltissime cose si sono diluite, molte altre sono rimaste. Di fatto, quella storia è un pezzetto di noi, e non sarà mai un pezzetto di un vietnamita o di un aborigeno del Borneo. Inoltre, quell’esperienza, così lontana nel tempo, è visibile e attuale nelle strade, nei monumenti, nei libri scolastici.

Purtroppo, in Italia l’uso politico della storia finisce per prevalere oggi frantumando l’identità del paese, e con essa anche la sua forza. Basti pensare alle dispute sulle festività nazionali, 25 aprile, 1 maggio, persino il 4 novembre ed il 2 giugno. Sono divenute occasioni per litigare, per dividerci in opposte tifoserie calcistiche. Ciò accade anche altrove, sia chiaro, ma meno. E più una società è unita, forte e matura, e meno accade.

E’ il caso della Russia, ad esempio, dove le polemiche su personaggi “divisivi” sono molto meno accentuate che da noi. L’ultimo sondaggio sui numerosi monumenti dedicati al fondatore dell’Unione Sovietica, Lenin, a tal proposito risulta davvero illuminante e l’83% dei cittadini è contrario alla demolizione.

Solo il sette percento dei russi sostiene la proposta di rimuovere i monumenti del leader da stade e piazze. Il 76% dei cittadini è contrario all’idea di rinominare le vie di Lenin e solo il 13% dei russi sostiene tali proposte.

Più della metà dei cittadini (56 percento) ritiene che Lenin abbia avuto un impatto positivo sulla storia russa. Tra i suoi meriti, gli interpellati prendono in esame l’eliminazione dell’analfabetismo, l’istruzione gratuita e altro ancora. Coloro che credono che Lenin abbia avuto un ruolo negativo nella storia russa è solo il 20 percento. Costoro, come argomento contro, citano la guerra rivoluzionaria e le vittime civili.

A quanto pare, anche in Russia l’idea di una rimozione dei monumenti dedicati a Lenin è nata dalla volontà di dedicare una via alla prima cosmonauta donna al mondo, Valentina Tereshkova, in quel di Novosibirsk. Per i russi, però, le novità possono benissimo convivere con il passato, che va conosciuto e mai rinnegato.

Nel 2017, in occasione del suo ottantesimo compleanno, Vladimir Putin le dedicò una cerimonia solenne: «Lei è sempre stata un esempio e un simbolo della dedizione alla Patria»

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