Quella volta che incendiarono la casa al Drago

I più canuti di voi ricorderanno senz’altro quel cartone animato degli anni 70 e 80 che aveva per protagonista Grisù, il cucciolo di drago che da grande voleva fare il pompiere. Il suo babbo, tale Fumé, era sempre molto affranto per questo desiderio del figlio, e faceva di tutto per ricondurlo a più miti consigli, ricordandogli continuamente che lui, per tutti i fulmini, era pur sempre un drago. Ma Grisù non voleva nemmeno sentirne parlare e cercava di spegnere incendi indossando il casco da pompiere. Purtroppo per lui, era un drago col pedigree, ed ogni volta che commetteva una stupidaggine si emozionava e, senza volerlo, sputava fuoco e fiamme dalle fauci creando incredibili e dannosissimi incendi.

Chissà se Mario Draghi (nomen omen) ha mai visto da giovinetto quel vecchio e strampalato cartone. L’età ce l’avrebbe. Anche se così non fosse, la sensazione che deve aver provato l’ex Presidente della Bce l’altra sera, quando ha preso fuoco la sua casa in Umbria, dev’essere stata simile a quella di Grisù dopo una marachella: la nemesi per aver sfidato la propria natura. La natura di banchiere eurofilo).

Anche se non hanno aperto i telegiornali con questa notizia, spulciando faticosamente sul web o curiosando tra le facezie regionali, è sicuro al cento per cento che la casa di Mario Draghi abbia preso fuoco e che in queste ore gli operai stiano lavorando per sistemare il tetto. Qualche complottista, leone da tastiera, no vax, razzista misogino, con la forfora e le chiappe chiacchierate, ha ventilato l’ipotesi che la cosa potrebbe forse non essere casuale. Ma, io dico, ma come si fa?

Come si permettono di chiedere lumi sul fatto che all’uomo più potente e conosciuto d’Italia, Mario Draghi, sia andata a fuoco la casa, quando è palese, evidente, ovvio, che si sia trattato di un incidente di natura non dolosa! Ma, io dico, davvero a certi complottisti non passa il tempo!

Le uniche notizie che sappiamo sono che il fuoco sarebbe divampato a partire dalla canna fumaria, dopo le 23 e 30. Vista la mal parata, i pompieri sono intervenuti domando l’incendio. Bè, scusate, guardiamoci nelle palle degli occhi.

A voi non è mai successo che vi sia andata a fuoco la casa?

Per dirla con i milanesi… pheeeega! Per dirla con i torinesi: boia fauss! ma quante volte succede che si incendi la casa? Non solo: quanti di voi, con i 20 gradi all’ombra di questi giorni, non hanno il caminetto acceso. E di notte.

Prendete il sottoscritto.

Quando non conto i soldi che mi invia il kgb tramite postepay, il mio hobby preferito è accendere fuochi in casa, possibilmente verso mezzanotte. Di solito lo faccio d’estate, ma qualche volta azzardo in aprile, così, solo perché è il mese degli scherzi.

Diversi anni fa, quando abitavo ancora con i miei genitori, ad un mio vicino di casa (sconosciuto persino a mia nonna), bruciarono l’auto. I giornali provinciali aprirono la notizia con l’accaduto e posso assicurarvi che se andate al mio paesello, ancora ne parlano. Invece, che sia andata a fuoco la casa di Mario Draghi, l’uomo senza ombra di dubbio più importante d’Italia e candidato a diventare (ahinoi) il prossimo presidente del consiglio, pare non fregare a nessuno.

Però dai, ammettiamolo, certe cose possono anche succedere. In fondo sarà stata la casa di campagna, a Città della Pieve, in Umbria; eppoi chissà Draghi dov’era, forse a confabulare in qualche hotel di lusso con la Merkel e Trump. Come dite? Ah, no? Draghi era proprio in casa a Città della Pieve? Bè, ma non esageriamo, è normale che Draghi, fosse nel suo buen retiro durante la più grave crisi economica del secolo. Scommetto che adesso, se potessimo avere notizie di prima mano, scopriremo che la Yellen è in Valtellina, a divorare i suoi amati pizzoccheri. E Soros? Che dire di Soros. Mio cugggino l’ha visto in un balcone condominiale a Cornei d’Alpago, che tentava di catturare dei tordi col vischio.

Qualche complottista (ma pensate che stronziiiiii) ha addirittura associato la coincidenza – perché di coincidenza si tratta – dell’incendio notturno, con il fatto che Draghi abbia appena tuonato contro l’Unione Europea, dicendo in faccia ai suoi colleghi banchieri quello che anche il più stupido degli zappatori ha capito: servono soldi, che per fortuna non sono un bene limitato. E’ naturalmente un caso che l’incendio sia avvenuto proprio nelle stesse ore in cui in ben altre stanze si discuteva del Mes. Non c’è mai stato un incendio in quei locali. Chissà che caminetti hanno.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.