Sono un tipo tutto Giulietto e Chiesa. E’ il tragitto che mi frega

Arrivo tardi. Quelli bravi hanno già scritto tutto quello che c’era da scrivere su Giulietto Chiesa. Non ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, ma anche per me è stato un maestro di giornalismo, di controinformazione, di impegno e di lotta. Era un uomo con un curriculum di studi, politica e scrittura lungo chilometri ed in queste ore va solo pianto, anche da parte di chi, come me, mai aveva sprecato una lacrima per la morte di un personaggio pubblico. Ma per Giulietto le lacrime sono scese. E copiose. Però commentare la sua opera giornalistica e politica dopo che tutti gli altri hanno già ricordato le sacrosante verità non ha molto senso. Allora un omaggio lo propongo solo dicendo ciò che Giulietto ha insegnato a me personalmente, pur sapendo che lui non mi conosceva, nè che quanto penso possa ritenersi condivisibile da altri.

Giulietto Chiesa apparteneva ad una rarissima stirpe di uomini che possiamo ancora definire di “sinistra” o “comunisti”, o “marxisti” nonostante siano riusciti più di tutti ( e prima) a denunciare le assurdità, le storture e gli errori della Sinistra cosiddetta. Giulietto Chiesa era riuscito a rimanere in qualche modo “di sinistra” senza sprofondare nella paraculaggine dei radical chic e, soprattutto, senza recitare i mantra ottocenteschi del comunismo, o sventolare quelle icone pop dei rossi che di tanto in tanto tornano di moda e che vanno da Bella Ciao alle bandiere arcobaleno, alle magliette di Che Guevara. Chiesa era un sanguigno, un combattente, un litigioso, anche. Ma era libero, e non si lasciava etichettare. Magari senza saperlo, magari (forse) pensando il contrario, Giulietto Chiesa non era un socialista, ma un certo tipo di comunista; quel tipo di comunista che a me piace molto.

Qualcuno ricorda il Mega Direttore Galattico del secondo tragico Fantozzi?

Il Megadirettore Galattico, noto anche come Duca Conte Maria Rita Vittorio Balabam, alla fine del film convoca Fantozzi, cioè TUTTI NOI, nel suo surreale ufficio fatto di sedie in pelle umana e di acquario dove nuotano gli impiegati.

Invece di venirne malmenato come in una Arancia Meccanica qualunque, la vittima si sente dire dal megadirettore che lui è come noi. Che anche lui – il direttore –  è un socialista.

Ebbene, questo è tragicamente vero anche nella vita reale, proprio come in Fantozzi. Chiunque può essere socialista. Bill Gates e Bono Vox possono essere socialisti. E questo accade perchè il socialismo è diventato solidarietà… consiste nel capire che gli altri vanno aiutati, che non vanno lasciati soli.

Per la stirpe di uomini cui apparteneva Giulietto Chiesa, questo non è il problema della nostra società. Il problema è capire che in essa esiste sempre qualcuno – una minoranza, ok, ma molto forte e determinata – che vuole sopraffare gli altri, e spesso solo per il gusto di farlo. Questi tipi umani che operano per avidità, per problemi psicologici di autoaffermazione, o forse solo per banale edonismo, Marx li chiamerebbe “capitalisti”. il famoso youtuber conoscitore della Russia Lambrenedetto li definirebbe “la cricca”. Il comico rodigino Natalino Balasso preferisce il termine dialettale “magnaschei”. Chiamateli come cavolo volete, ma per Giulietto Chiesa questa tipologia umana esiste e va combattuta perchè fa vivere tutti nella disuguaglianza, nell’ingiustizia e mette in pericolo l’intera specie umana. Prevale in America, ci ricorda Giulietto, ma è divenuta sistema ed ora è globalizzata, e lui l’aveva capito tra i primi e con più forza degli altri. Ce l’ha sempre urlato in faccia! Non è stata una comoda posizione vagamente solidaristica, la sua. Giulietto Chiesa non è mai stato travolto da un insolito destino. Non si è diventato una “poddana” socialdemocratica, ma è stato un comunista anomalo, critico feroce del liberismo che si è impossessato della sinistra elitaria. Tra le tante cose, egli ha praticato il più sano degli anticomunismi: quello contro le oligarchie e la globalizzazione. E lo ha fatto sia a parole che di fatto.

Infine, Giulietto Chiesa aveva una cosa che molti uomini di cultura hanno perso da tempo, che è il senso dell’umorismo. Pochissimi sanno che con Valdo Spini fu a capo della più prestigiosa associazione universitaria italiana, l’Unione Goliardica. A detta di molte teste pensanti, la goliardia è stata una delle ultime grandi scuole politiche italiane. Attraverso l’affiliazione, i giovani universitari degli anni Sessanta, come Chiesa, perdevano la giovinezza con il sorriso, affrontavano le nuove responsabilità anche con le battute e con gli scherzi. Ed è proprio con uno scherzo, anzi, con una barzelletta, che voglio dirgli grazie. Chi mi conosce di persona, lo sa: io scherzo sempre e, come Giulietto, sono un comunista mancato.

La commissione del Partito comunista italiano va a visitare un asilo d’infanzia a Mosca.

Prima che i delegati arrivino, i bambini vengono istruiti su come rispondere alle domande che verranno loro poste. La risposta deve essere sempre e immancabilmente: “In Unione Sovietica, ogni cosa è la migliore del mondo.”

Giunge la commissione, e uno dei membri domanda: “Bambini, vi piace il vostro asilo?”

E i bimbi: “In Unione Sovietica, ogni cosa è la migliore del mondo.”

“E che ne dite del cibo che vi danno qui?”

“In Unione Sovietica, ogni cosa è la migliore del mondo.”

“E vi piacciono i vostri giocattoli?”

“In Unione Sovietica, ogni cosa è la migliore del mondo.”

A quel punto, il più piccolo dei bambini scoppia in lacrime. Preoccupati, tutti gli chiedono: “Misha, perché piangi? Cos’è successo?”

E Misha, singhiozzando disperato: “Non voglio più stare qui! Voglio andare in Unione Sovietica”»

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