Sulla strada della perdizione. Marc Faber scrive agli investitori

Che il guru dell’investimento in oro Marc Faber, preferisca il biondo metallo alle azioni non è certo una novità. Qualche volta ha avuto ragione, qualche volta no. Ma in questa occasione propone un confronto sulle grandi crisi di mercato del passato che mi vede completamente d’accordo. I mercati sono fatti per sorprendere? Si, ma se lo facessero anche stavolta, cioè se i corsi azionari si riprendessero, allora il loro scollegamento con l’economia reale non sarebbe più solo parziale e di breve periodo, bensì totale. Se il mercato delle azioni crescesse ancora per molti mesi proprio durante l’anno più buio dell’economia, bè allora il divorzio tra finanza ed economia non potrebbe essere più assurdo e violento.

Dunque ascoltiamo direttamente da Faber cosa pensa del futuro prossimo venturo delle azioni in Borsa.

Sulla strada della perdizione

di Marc Faber

Secondo alcuni analisti, “tra 12 mesi, nessuno si pentirà di aver acquistato azioni”, che sono “ora ai livelli più bassi dal 2016.”

Concordo sul fatto che le azioni sono estremamente ipervendute nonostante il loro forte rimbalzo negli ultimi giorni.

Tuttavia, non sono così sicuro che gli stocks aumenteranno tra dodici mesi. Nessuno si è pentito per NON aver acquistato il Nikkei Average dopo il calo iniziale del 30% nel 1990, poiché il mercato giapponese ha continuato la tendenza al ribasso per molto più tempo – a dire il vero con potenti rialzi del mercato orso intermedi. Fino a quando non ha toccato davvero il fondo, nel 2008.

Allo stesso modo, dalla vetta raggiunta nel marzo 2000, il NASDAQ è sceso del 40% ad un minimo intermedio nel maggio 2000 (due mesi dopo la cima). Da questo minimo intermedio, è seguito un rally del 41% a 3 mesi, che ha portato a una rinnovata grave debolezza e ha condotto l’indice NASDAQ al minimo finale a 795  punti nell’ottobre 2002 (in calo dell’83% dal massimo di marzo 2000).

Sono sicuro – dunque – che nessuno ha pianto lacrime amare per NON aver acquistato il NASDAQ  dopo il primo calo iniziale.

L’economista JR Hicks ha analizzato il crollo del 1929 e la depressione. Secondo lui “è molto improbabile che si verifichi una depressione veramente catastrofica a causa del semplice funzionamento del meccanismo dell’acceleratore reale; è probabile che si verifichi quando vi è una profonda instabilità monetaria – quando la putrefazione nel sistema monetario va molto in profondità “. Questo era certamente il caso alla fine degli anni 1920, ma probabilmente lo è molto meno oggi.

Devo avvertire i miei lettori che queste mie considerazioni non sono esattamente una molla morale e un afflato spirituale.

Per quanto riguarda il Corona Virus, ricordatevi le parole del filosofo  Gustave Le Bon, nella Psicologia delle folle aveva scritto:

“Tra le folle, idee, sentimenti, emozioni e credenze possiedono un potere contagioso ed intenso come quello dei microbi … Un panico che si è impadronito di alcune pecore si estenderà ben presto a tutto il gregge. Nel caso degli uomini raccolti in una folla, tutte le emozioni sono molto rapidamente contagiose, il che spiega lo scatenarsi improvviso del panico “.

Vi auguro buona salute e tanto coraggio (fonte in lingua originale: qui)

2 Commenti

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.