Un aggiornamento… d’ORO

Cari miei ridendo e scherzando siamo vicini ai massimi storici dell’oro in dollari. In euro il biondo metallo ha sfondato i massimi da molto tempo. Ma c’è un aspetto poco considerato dell’investimento in oro o addirittura misconosciuto ai più. Leggete ad esempio cosa scrivono ora su Zero Hedge:

… diamo un’occhiata al prezzo delle monete “aquile americane d’oro e d’argento” da 1 oncia. Attualmente, l’oro fisico è di 1909 dollari l’oncia per lotti di meno di dieci aquile americane d’oro e l’argento è di 25,91 l’oncia per lotti di meno di cento aquile americane d’argento.

Dunque, i prezzi dell’oro sulla carta sono del tutto irrilevanti nella determinazione dei prezzi reali del fisico, poiché, se non è possibile acquistare l’oggetto reale da nessuna parte vicino a quel prezzo, qual è lo scopo di citare tali prezzi come ” condizione esistente “nei mercati dell’oro e dell’argento?

Se tu vedessi una casa quotata a 530.000 dollari in molte piattaforme digitali diverse che si occupano di compravendita di case, e di conseguenza andassi in un’agenzia immobiliare per verificarlo, e poi però ti fosse detto dal proprietario che il vero prezzo è di 750.000 dollari, non saresti furioso con il proprietario che ti ha fatto perdere tempo? E non gli chiederesti perché ha messo sui siti specializzati un prezzo per la casa di soli 530.000?

Questo scenario è esattamente quello che vediamo con le quotazioni di oro e argento derivati ​​dalla carta finanziaria. Ma se vogliamo acquistare oro e argento reali dai rivenditori di lingotti, la musica cambia.

Ebbene, queste sono parole sante, perchè spiegano che l’oro VALE MOLTO DI PIU’ di quanto indicato dalle quotazioni ufficiali. L’esempio proposto, quello del prezzo della casa, è emblematico. Che me frega che un oggetto venga quotato 100 se poi a 100 nessuno me lo vende? Per l’oro, almeno per l’oro fisico, il discorso è del tutto analogo.

Vediamo cosa succede in Italia?

Facciamo un esperimento: ci spostiamo sul sito di confinvest, azienda milanese da pochi mesi quotata in Borsa con enorme successo. Per acquistare un krugerrand, la celebre moneta sudafricana dal peso di un’oncia d’oro, la casa lombarda ci chiede mentre scrivo 1700 euro, ma il grafico dell’oro di borsa, quello quotato tramite la finanza, dice che un’oncia d’oro vale 1570 euro, non 1700 euro.

Che dite, sarà un caso?

Allora proviamo con una casa straniera, per la precisione tedesca, anche se dal nome simile: coininvest. Siamo fortunati perchè proprio sul kugerrand c’è un’offerta a 1687 euro, ma la sorpresa più grande è scoprire che praticamente tutte le altre monete d’oro da un’oncia non sono più disponibili, cioè sono andate esaurite e le poche acquistabili per quel peso sono sui 1775 euro l’oncia o addirittura 2.000, nel caso del Libertad messicano.

Lo spread tra il prezzo quotato e quello che invece occorre sborsare per avere oro reale in tasca è ben diverso, con una forbice che può arrivare anche al 10 per cento.

Lascio ai lettori suggerire cosa questo può significare e perchè avviene. Anche se non ci vuole un genio per capirlo.

1 Commento

  1. Il 24 marzo 2020 scrivevo, in commento al suo articolo “Oro e bitcoin hanno tenuto” questo
    “Qualcuno segnala che, pur se i prezzi finanziari scendono, i prezzi per comprare oro o argento fisico (es. monete) stanno salendo per la grande richiesta (es guardare avviso su https://www.coininvest.com/it/ ); il segnale non è dei migliori.”
    La potrei citare per plagio 🙂 Scherzo, buona analisi come spesso succede

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