Alla maturità tutti bocciati?

L’emergenza Covid ci sta aprendo gli occhi. Sull’Europa, sul sistema euro, sulla Banca centrale, sulla sanità, sul buon senso di alcuni cittadini e sull’isterismo di altri, sul Parlamento che ci ritroviamo, ed anche sulla scuola.

Non sono pochi i commentatori che adesso parlano degli insegnanti come a degli eroi perchè in pochi giorni sono riusciti a mettere in piedi la DAD. Chissà se Giuseppe Garibaldi sarebbe riuscito a insegnare in remoto, forse Achille ed Aiace Telamonio sarebbero scesi anzitempo nell’Ade senza la fibra superveloce, e con ogni probabilità Enrico Toti si sarebbe tenuta stretta la famosa stampella se in trincea si fosse presentato il mostruoso edmodo (o la suite di google).

Poi però ti imbatti nel più consistente gruppo social di insegnanti, Professioneinsegnante.it. Qualche allegrone posta sulla pagina del gruppo un articolo di satira in stile Cuore, Vernacoliere o Lercio dall’inequivocabile titolo: «Maturità 2020: bocciare tutti» ed ecco che una quantità impressionante di educatori si scatena in commenti di questo tono:

“non comprendo il senso di bocciare. Oltre al super lavoro degli insegnanti è necessario tenere conto dell’impegno di molti studenti, che hanno studiato e seguito le lezioni on line”

“Bocciare la proposta! Era da bloccare! Non ha senso…”

“Condivido il pensiero: tutti bocciati! Ma rispetto il lavoro dei colleghi ed ora sarebbe un colpo basso”

“mi sembra in contraddizione. Bocciare tutti…. ma no perché come docenti abbiamo comunque lavorato….. ahimè, come si è diventati!”

“Chi ha scritto sto articolo è pazzo e frustrato. Capisco che ci sono alunni che non studiano ma dire queste ca…. te.”

Chi ha postato il link aveva persino premesso, nel presentarlo, “a quanto pare è un sito satirico”. Poi, leggendolo per intero, questo il contenuto:

La professoressa Maria Laganà, docente di filosofia marxista e specializzata in pedagogia infantile, è drastica riguardo la maturità di quest’anno: tutti devono ripetere l’anno.
“È fuori dubbio che l’anno scolastico 2019-2020 è stato inutile. Non è possibile” continua la prof. Laganà “Che si dia la maturità anche agli alunni che non hanno mai preso una sufficienza in vita loro. Non dobbiamo permettere che la maturità venga data anche agli ignoranti, altrimenti continueremo ad avere un’Italia culturalmente bacata. La soluzione più giusta è creare delle classi apposite per coloro che erano in quinta durante l’emergenza COVID19: creiamo la classe sesta per l’anno scolastico 2020-2021.” (QUI l’originale)

Si, insomma, dai, anche un mollusco lamellibranco bivalvo avrebbe capito che si tratta di un post ironico, scritto da un giornalista che si firma solo col nome (Gabriele), con altri articoli sul sito riportanti nomi di pura fantasia. Chiunque capirebbe l’ironia, ma molti insegnanti, a quanto pare, no.

Siccome capita anche a me che diversi interlocutori (anche colleghi) non capiscano le battute ed i post ironici, prendendo ogni parola alla lettera, sarebbe il caso di indagare il fenomeno.

Fenomeno che non esito a definire INQUIETANTE

Secondo diverse riviste e pubblicazioni a carattere divulgativo e scientifico, la mancanza di sarcasmo sarebbe dovuta a caratteristiche anatomiche.

Qualche tempo fa, in Italia è stato pubblicato l’abstract di un interessante studio, per il quale

Le zone che si azionano per decodificare il sarcasmo sarebbero tre. Se una sola di queste non funziona… la “battuta” è irrimediabilmente compromessa.
I ricercatori hanno condotto un esperimento su alcune persone di cui 25 riportavano danni al lobi prefrontali del cervello, 16 nei lobi posteriori e 17 erano sani. Ai volontari sono state fatte ascoltare diverse storie, alcune sarcastiche e altre neutre.
Battuti da una battuta. Solo coloro che avevano lesioni nella parte prefrontale non sono riusciti a cogliere l’ironia. Gli scienziati si sono inoltre accorti che i problemi maggiori si hanno quando il danno è localizzato in un’area precisa del lobo prefrontale, chiamata ventromediale.” (fonte: QUI)

Probabilmente è così e suppongo anche molto più complicato di così. Specialmente sui social, sembra che ci sia una forza misteriosa che sopprime il senso dell’umorismo non appena viene a contatto con uno schermo.

Qualunque sia questa forza, una cosa mi pare chiara: chiunque la subisca non dovrebbe insegnare.

E su questo non sono affatto ironico.

2 Commenti

  1. Ha ragione Professore, il senso dell’ironia sembra sparito. Ed è grave, perché è quello che serve a superare i contrarti.
    P.S. anche l’uso di metafore, paradossi, dimostrazioni per asdurdo è divenuto difficilissimo

  2. Bisogna anche ammettere, che dalle nostre parti, battute astruse e apparentemente provocatorie, si sono ahimè trasformate in inquietanti realtà, imposte con la forza. Perciò il timore che la battuta, anzichè ironia, sia il tentativo di aprire l’ennesima finestra di Overton, forze non è del tutto ingiustificato.
    La maggior concentrazione di cerebrolesi si trova proprio nella stanza dei bottoni.

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.