Italia ultima anche per riapertura scuole

In tutta Europa gli stati membri hanno adottato delle linee guida per la riapertura. Possiamo ben immaginare: mascherine, distanziamento, igiene, turni, percorsi e tutta la compagnia cantando. Serve qualcuno che decida, senza dubbio, ma non serve che sia un genio. In tutti i paesi europei, pertanto e di fatto, le scuole riapriranno, anche se in momenti diversi a seconda del contesto locale. In molte nazioni, come Danimarca e Norvegia, gli istituti hanno riaperto da settimane. In altri, come la Svezia, le scuole non hanno mai chiuso; in altre ancora, come la Germania, hanno riaperto a maggio.

Indovinate in quale paese l’anno scolastico non verrà più riaperto?

Si, insomma, diciamocelo, noi italiani gli hastag li prendiamo sul serio e #iostoacasa è diventato una legge “fine pena mai”.

In queste ore circola una infografica ironica su instagram e facebook. Un elenco laconico, ma che non mente affatto.

Come si è visto, mentre gli ipocondriaci, i fautori della scienza come vincolo esterno e gli estimatori del governo giallofucsia dicevano che noi saremo stati i primi, ma che poi sarebbe toccato agli altri e che l’Italia aveva solo avuto sfortuna a subire il contagio dei primi focolai, ora registriamo che “gli altri” – sfortunatissimi perchè contaminati dopo, riaprono invece prima. E lo fanno partendo dalla scuola.

Lo ripetiamo?

Gli altri paesi, contagiati dopo l’Italia, riaprono le scuole prima di noi

Gli altri paesi, contagiati dopo l’Italia, riaprono le scuole prima di noi

Gli altri paesi, contagiati dopo l’Italia, riaprono le scuole prima di noi

Gli altri paesi, contagiati dopo l’Italia, riaprono le scuole prima di noi

Gli altri paesi, contagiati dopo l’Italia, riaprono le scuole prima di noi

Lo scriviamo più volte, perchè se è vero che le persone poco intelligenti vanno guidate, quelle in malafede vanno invece solo prese per i fondelli, offese e auspicabilmente cacciate a pedate.

Chi scrive considera la scuola l’istituzione più importante di un paese, alla pari, se non più, del sistema sanitario nazionale. Questo per deformazione professionale, senz’altro, ma anche perchè senza istruzione non ci sarebbe nessun soggetto formato per curare in modo professionale (stregoni a parte).

In quest’ultima infografica, peraltro, possiamo notare quanto paga una buona formazione, scuola ed università.

 

1 Commento

  1. Ha ragione. Ma perché la scuola, come il resto della PA, torni a funzionare, va abolito il sindacato nel pubblico impiego

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