L’indicatore di Warren Buffett suggerisce di stare alla larga dalla Borsa

Ha fatto il giro dei siti specializzati la notizia secondo la quale il guru finanziario americano Warren Buffett ha venduto tutte le sue quote azionarie sulla compagnie aeree, gettando l’intero settore nel panico.

Meno risalto, invece, è stato dato al fatto che Buffett ha dichiarato di non sapere cosa comprare. Nessuno ha sviscerato la questione, e allora ci proviamo noi dicendo che Buffett tra le tante cose, segue un indicatore che ora trasmetterebbe un segnale fortemente negativo sui mercati. In altre parole, se Buffett avesse ragione, il rialzo di questi giorni confermerebbe una bull trap in atto. I mercati sono crollati a marzo per via del covid e poi hanno recuperato alla grande. Il mese di aprile 2020 è stato uno dei più profittevoli della storia delle borse mondiali. Come tutti possiamo tristemente riscontrare, per, la ripresa non c’è nell’economia reale, privata forzosamente della domanda, del consumo ed anche di parte  consistente dell’offerta. Ma se la Borsa sale comunque e cocciutamente, ciò significa che c’è forza dei compratori, che prevalgono sui venditori di prodotti finanziari. Non tutti fanno trading intraday. Come gestire un medio periodo con tali prospettive all’orizzonte? L’oracolo di Omaha sembra rispolverare un vecchio adagio di borsa: “vendi e pentiti” (ed infatti lo ha appena fatto con le società aeree).

Il “Buffett Indicator” si basa sulla capitalizzazione del mercato azionario totale che viene divisa per il PIL del paese di riferimento. Secondo vecchie ma consolidate dichiarazioni di Buffett, questa formuletta è la migliore da utilizzare per registrare lo stato di salute di un indice di borsa. Ebbene, usando la formula di Buffett proiettata in forma grafica, ecco che si nota come l’azionario abbia raggiunto un picco, con le probabilità nettamente indirizzate verso un suo esaurimento e relativo consiglio di star lontano dai mercati per un po’.

L’indicatore di Buffett è stato profetico in almeno due importanti occasioni: la bolla dot com del 2000 e quella sui mutui subprime del 2008. Secondo l’impostazione di questo indicatore, sopra 100 occorre drizzare le orecchie. Nel 2000 era arrivato a 118 ed a 100 verso la fine del 2007. Ebbene, il 30 aprile di quest’anno, giovedì scorso, il buffett indicator ha rivisto un picco.

Com’è noto Buffet non è un profeta e non ha la sfera di cristallo. Le sue considerazioni sul Gold, ad esempio, che non va comprato perchè non stacca dividendi, si sono rilevate discutibili se non proprio storicamente errate. Tuttavia, non osservare il comportamento del più famoso analista fondamentale del mondo sarebbe quanto meno presuntuoso da parte di un investitore attento.

Per approfondire il buffet indicator, un buon riferimento è Mike Maloney di GoldandSilver, un analista statunitense che opera prevalentemente col mercato al ribasso, quindi tendenzialmente pessimista, ma che proprio per questo è piuttosto attrezzato ad affrontare con aggressività le fasi orso.

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