Caso Regeni: persa l’ennesima occasione per essere italiani

Quando ho sentito alla televisione Maurizio Gasparri elogiare la decisione del Governo italiano di far tornare l’ambasciatore al Cairo dopo l’omicidio di Regeni ho pensato: “non ci sono neanche più i fascisti di una volta”. Passi che non ci sono più i comunisti di una volta (quelli non ci sono mai stati), ma adesso ci si mettono pure quelli di AN… inaMISsibile!  Il livello di strumentalizzazione politica e di divisioni che caratterizzano questo Paese oramai costringono a ripensare la nostra appartenenza a questa nazione. Nel caso di Regeni il livello di sopportazione, da parte di chi scrive, ha raggiunto il culmine. Da un lato ci sono quelli che “Regeni massacrato… vogliamo la verità, tutta la verità. Egitto merda”. Dall’altra “era una sorta di spia cosa vuoi che gli capitasse, l’Egitto è troppo importante per noi per portare avanti una rottura diplomatica”.

Si tratta, in entrambi i casi, di cazzate.

Come avrebbero ragionato, o come dovrebbero ragionare, i cittadini di un Paese forte e unito?

Semplice, avrebbero detto che la morte di un cittadino italiano, senza processo e con indicibili torture da parte dei servizi segreti, comporta un incidente diplomatico senza precedenti con quel Paese, cioè l’Egitto, dove lo hanno torturato, ma anche con l’Inghilterra colonialista che ha usato le ambizioni e le passioni politiche di Regeni senza scrupoli e ora si trincera dietro il suo solito stupido e vigliacco aplomb.

Devo ammettere, tuttavia, che stavolta i distinguo degli antiamericani mi hanno più fastidio, pur essendo io stesso un critico molto aspro di quel modello economico e geopolitico. Credo che, forse in buona fede, a quelli che dicono “beh, mica puoi rompere con l’Egitto” e che tirano in ballo l’amicizia tra Egitto e Russia in visione antiamericana, dimentichino qualche particolare: Regeni era poco più di un ragazzino ed è stato torturato da un Paese alleato, col quale abbiamo forti rapporti commerciali, industriali e portuali e che non è MAI stata una nostra colonia (Giulio Cesare e quell’altra mignotta di Cleopatra a parte, ovviamente).

Forse val la pena aggiungere qualche dettaglio, sennò non si capisce cosa voglia dire “tortura”.

A me, che l’Egitto sia un alleato di Putin, non frega un emerito cazzo, se ad un ragazzino gli vengono rotte le ossa di tutti gli arti, gli vengono spezzati i denti, arrecate tumefazioni diffuse e poi alcune lettere vengono incise col coltello sul corpo, a mo’ di tatuaggio a freddo. Chi non capisce di cosa sto parlando forse non ha mai preso un pugno in faccia, e forse se lo meriterebbe. Se tu dai un cazzotto ad un altro uomo, mai e poi mai gli spezzi i denti. I denti si possono piegare, possono cadere, ma per spezzare devi avere una tenaglia, o un martello. Sono stato abbastanza chiaro? No? Allora ci riprovo

Nel referto si legge come “sulla regione dorsale a sinistra della linea si trovano un complesso di soluzioni disposte a confermare una lettera”. Segni anche all’altezza dell’occhio destro, a lato del sopracciglio e poi sulla mano sinistra dove c’era una X. Segnalata anche una lettera presente sulla fronte”.Al ragazzo, hanno rotto, FRANUMANDOLE, tutte le ossa delle mani e dei piedi, in particolare le rotule, le due scapole sono state rotte, così come l’0mero.

Siete ancora curiosi? Mica è finita…

In varie parti del corpo erano presenti tagli e bruciature, e cinque incisioni, con le quali il torturatore ha tracciato delle lettere, anche sul volto. L’autopsia ha anche chiarito che i segni delle torture risalgono a giorni differenti, cosa che dimostra come l’orrore si sia protratto per lunghi giorni.

Un testimone anonimo, sentito da Repubblica, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

Passano i giorni. Tra il 26 e il 27 gennaio, su “ordine del Ministero dell’Interno Magdy Abdel Ghaffar”, Regeni viene trasferito “in una sede della Sicurezza Nazionale a Nasr City”. In questo frangente interviene anche il capo della Sicurezza Nazionale, Mohamed Sharawy, che “chiede e ottiene direttive dal ministro dell’Interno su come sciogliergli la lingua. E così cominciano 48 ore di torture progressive”. Regeni viene “picchiato al volto”, “bastonato sotto la pianta dei piedi”, “appeso a una porta” e “sottoposto a scariche elettriche in parti delicate”, “privato di acqua, cibo, sonno”, “lasciato nudo in piedi in una stanza dal pavimento coperto di acqua, che viene elettrificata ogni trenta minuti per alcuni secondi”. I carcerieri non riescono a trovare quello che cercano. Tanto che interviene “il consigliere del Presidente, il generale Ahmad Jamal ad-Din, che, informato Al Sisi, dispone l’ordine di trasferimento dello studente in una sede dei Servizi segreti militari, anche questa a Nasr city, perché venga interrogato da loro”. Secondo l’anonimo sentito da Repubblica, “i Servizi militari vogliono dimostrare al Presidente che sono più forti e duri della Sicurezza Nazionale”.

Lo so cosa si può pensare: Repubblica è filoamericano e antirusso barra egiziano, dunque di parte. Sicuro come la morte, lo dico io per primo. Purtroppo, però, il cadavere del ragazzo è arrivato in Italia nel 2016 e le autopsie hanno confermato in pieno questo scenario.

Per quale motivo, gli egiziani dovrebbero passarla liscia? Perchè Regeni era il solito ruffiano delle ong, atlantista, ecc ecc? Ma quanti di noi che pure oggi hanno aperto gli occhi, qualche lustro fa, erano ben disposti verso i volontari che cooperavano in terra d’Africa, i medici, quelli di emergency e compagnia cantando? Secondo me tantissimi. Pensateci.

Inoltre, se anche Regeni fosse stato una VERA spia, e non uno strumento quasi-inconsapevole, bastavano quattro sani sberloni per farlo parlare. Con la tortura waterboarding, ad esempio, chiunque sia sottoposto CANTA COME UN USIGNOLO, e non subisce lesioni.

Com’è sopravvenuta la morte? A quanto pare i torturatori gli hanno girato la testa dall’altra parte, come nei cartoni animati. Un politico serio e che ama la sua patria dovrebbe fare in primo luogo l’interesse dei suoi cittadini, anche quando non sono esenti da colpe.

12 Commenti

  1. “Per questa gente un politico serio non dovrebbe avere nessuna pietà, … E gli strumenti geopolitici ci sono e sono anche numerosi.” Quali strumenti? Fino ad adesso non abbiamo ottenuto niente.
    Personalmente, condivido l’articolo di Alberto Negri di oggi sul Sole24Ore che chiude così: “L’italia da 70 anni appartiene al mondo dei vinti e Giulio Regeni, nonostante lavorasse per le istituzioni britanniche, è stato ricacciato, da morto assassinato, in quel mondo. Per i vinti, soprattutto quando sono rimasti vulnerabili e divisi, ottenere giustizia è più difficile: possono chiedere soltanto clemenza. Ma se continueranno a domandare verità e giustizia saranno un po’ meno vinti.”

    • andavo male ad esplicitarlo nel pezzo, ma bastava arrestare un buon numero di egiziani che vivono in italia e buttare le chiavi. scusa la brutalità, ma cittadini di quel paese che commettono reati qui ce ne sono ed era la cosa più semplice da fare. In Egitto italiani non ce ne sono tanti quanto egiziani qui. Non credo che all’egitto convenga proprio per niente… Questa opzione che propongo frettolosamente qui, un po’ furbetta e all’americana, è molto efficace e non è stata ovviamente nemmeno contemplata dai nostri incapaci uomini di governo.

      • …mah, non sono mica sicuro che a quelle merde la’ interessi nemmeno la sorte dei loro connazionali, farebbero gli offesi e con i governanti che abbiamo, gli chiederemmo pure scusa, lo vedete voi Gentiloni fare la faccia feroce? Del Rio?
        Alfano? Rassegnamoci.
        Bordin, complimenti per la tua attivita’.
        Roberto.
        p.s.: il fallo da reazione non e’ bello quando si gioca fra gentlemen. Con gli altri l’importante è vincere, non avere dello stile.

  2. Sarebbe un fallo di reazione. Non è una cosa bella da fare e nemmeno da vedere. Anche perché non è accumulando feccia egizia nelle patrie galere che vendicheremo l’assassinio e le sofferenze del povero Regeni. Se proprio volessimo fare qualcosa di spettacolare, potremmo organizzare per i responsabili di quest’infamia un’operazione del tipo di quella attuata dal Mossad contro i terroristi del massacro di Monaco.

    • l’arresto di cittadini egiziani in italia sarebbe azione utile come pressione per ottenere processi in egitto sulla questione regeni, oppure ammissione di responsabilità e rimborsi cospicui… tranquillo comunque, non si realizzerà nè la mia nè la tua soluzione

  3. Buongiorno,
    nei fatti: Regeni improvvida marionetta nelle mani della sua mandante universitaria ex Cia? Puo’ darsi. La tizia in oggetto rifiuta qualsiasi chiarimento sulle ricerche e il ruolo di Regeni? Cio’ la mette al pari degli egiziani? Sembra evidente…
    Pero’ un po’ di virilita’ non guasterebbe: non si tratta cosi’ un cittadino Italiano. Vale a dire un
    cittadino, non un sottomesso pre-rivoluzione francese. Ci costa l’accordo sul giacimento di gas, il +grande, recentemente scoperto dall’Eni? Ce lo ciulano i francesi? Ci teniamo il gas e ‘fanculo a Regeni o spacchiamo tutto per il morto?

    Beh, ragazzi, le risposte parziali, a ogni punto interrogativo lasciano il tempo che trovano. Ognuno ha la sua ricetta, Regeni e’ morto, non torna, la guerra all’egitto non la si puo’ fare.
    Pero’, sta merda di andazzo catto-comunista, l’antinazionalismo del paese, me lo volete concedere che ci ha portato ( tra l’altro ) fin qui?
    Se dei ritardati storici quali ‘sti sottosviluppati di egiziani ci fanno a pezzi un ragazzo e la passano liscia, chiunque ce ne fara’ a pezzi 2, si sentiranno autorizzati,
    avrei voluto vedere le risposte del governo egiziano se il morto fosse stato americano o francese.
    Se noi per primi non siamo capaci di ESSERE, non possiamo chiedere rispetto.
    Il rispetto non te lo danno gratis. Se sei solo un mercante, ti pagano e stai zitto, o peggio taci, se no non ti pago…
    Un po’ di dignita’ nazionale, un po’ di onore e senso dell’onore, unita’ nel e per il paese. Cazzo ribaltiamo 70 di Vaticano, dc & pc. E per piacere chiudiamo il becco ai nullafacenti capaci solo di fracassare i coglioni gridando in piazza: VERITA’ PER REGENI.
    Roberto Rizzolio

    P.S.: … se avete dei figli grandicelli, insegnategli che ci sono dei paesi pericolosi, che l’egitto non e’ Erasmus, e che non paesi pericolosi è meglio non andarci, che la pelle è una sola, che non si va in un paese sottosviluppato di suo, in pieno cambiamento di regime, con quotidiani esempi di violenza, a rischio di attentati, pieno di integralisti, fratelli musulmani e compagnia cantante e altro che per brevita’ risparmio, PER FARE UNA RICERCA SUL SINDACATO DEI VENDITORI AMBULANTI.
    Ricerca, della quale, sono sicuri, tutti, famiglia Regeni in testa, avremmo fatto serenamente a meno…
    Beh, se non lo dite, ai vs. figli, siete dei bei pirla.

    • Da genitore, sono d’accordo con te, anche se a volte le occasioni portano dove magari non avremmo scelto. Da madre sono sanguinante, da cittadina, molto incazzata. Aggiungo la notissima frase: “𝗣𝗼𝘁𝗲𝘃𝗮𝗻𝗼 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗳𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝘀𝗼𝗻𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮. 𝗛𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝘀𝗼𝗻𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗮𝘃𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮”. Anche nei raporti commerciali, senza decisione e autorevolezza, difficilmente si è presi sul serio. A noi manca l’amor proprio e tutto il resto non è altro che una conseguenza.

  4. alla diciannovesima riga ho saltato la parola ANNI fra 70 e Vaticano, quindi la frase e’: ribaltiamo 70 anni di Vaticano, dc & pc…
    Saluti.
    Roberto

  5. “Però un po’ di virilità non guasterebbe…” Sono d’accordo. Ma la virilità per essere tale deve possedere i suoi attributi. In questo caso, si chiamano missili balistici a testata nucleare https://en.wikipedia.org/wiki/Ballistic_missile ) o sommergibili a propulsione nucleare con lanciamissili.
    Quanti sommergibili nucleari ha l’Italia? Quanti sommergibili con missili balistici? https://it.wikipedia.org/wiki/Classe_Marconi_(sottomarino)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Sottomarino_lanciamissili_balistici
    Nulla è più patetico e triste della protervia di un eunuco.
    Vae victis.

  6. Da quel che mi è parso di capire leggendo l’articolo, Regeni lavorava, forse inconsapevolmente, per i servizi britannici (o la CIA).
    Non sapremo mai se fosse o meno consapevole perché una spia non va certo in giro con il cartellino di identificazione.
    Quel che conta è che che, in qualche modo, stava svolgendo attività di intelligence.
    E per gli egiziani questo bastava. I processi alle spie si fanno solo quando ci sta bisogno di clamore mediatico, altrimenti il fosso è la soluzione preferita, ed è già tanto che il corpo sia stato restituito alla famiglia.
    Detto ciò, fare uscire la verità significa che gli egiziani dovrebbero dire che Regeni passava informazioni al MI6 e che, sì in effetti i loro servizi lo hanno torturato e ammazzato, vi facciamo tante scuse.
    E a quel punto come la mettiamo con i britannici che, a mio modesto avviso con tutte le ragioni del mondo, fanno in Italia insieme agli USA il bello e il cattivo tempo a partire dall’8 settembre 1943?
    Naturalmente è colpa della kattifissima UE krukka-frugal, di cui invece siamo l’agente destabbilizzante targato USA/UK

    • Sono venuto in Italia decenni fa e ho trovato un paese molto più civile di quello da dove me ne sono andato e dove no mi troverei più bene, anche se c’è parte del mio cuore. Visto che sono stato in Italia decenni, posso dirti che sotto il “dominio americano”, l’Italia ha conosciuto il benessere, mentre il mio, sotto la Francia, solo la miseria. Ora che l’Italia è sotto il dominio Franco-tedesco, la miseria sta arrivando anche da voi. Non so se ci avete guadagnato, visto da fuori, direi proprio di no. Un saluto.

  7. Che Regeni sua stato torturato orribilmente non ci sono dubbi, ma non avrei altrettanta sicurezza sugli autori.
    Certamente il regime di al-Sisi commette regolarmente atti del genere, come del resto altri regimi mediorientali, però:
    – non lo fa per danneggiare gratis le proprie relazioni internazionali;
    – ha una certa pratica nel far sparire cadaveri e altre tracce;
    infatti di vittime trovate vicino ad una prigione dei servizi segreti si sa solo di Regeni.
    Per quanto ne sappiamo le eventuali ripercussioni diplomatiche – nonchè economiche – potrebbero essere il vero scopo dei responsabili.

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