La raccolta Btp dimostra che l’Italia non ha bisogno proprio di nessuno

Quantitative Easing, Recovery Fund, Mes, Eurobond e bidy body campestre con prematurata di cappotto come se fosse antani. L’ultima raccolta di btp ha dimostrato senza se e senza ma che l’Italia non ha bisogno di nessuno e che, anzi, la nostra capacità di risparmio ci consente di mandare a quel paese tutti i talebani europeisti che infestano la nazione. Nazione che, purtroppo, ama ancora troppo le supercazzole di cui sopra.

Il nostro paese vanta alcuni centri di formazione, come la Bocconi di Milano, oppure i master Cuoa di Vicenza che, invece di sfornare gente che sa fare i conti, sforna scientisti e religiosi del liberismo privi di qualsiasi amore per il proprio paese (tranne poche, lodevoli eccezioni, come sempre). Ecco perchè c’è addirittura un dibattito in questi giorni sulle supercazzole di cui sopra nonostante 14 miliardi raccolti dai risparmiatori per il collocamento del Btp Italia avvenuto in soli 3 giorni.

Lo ripeto per i duri di comprendonio?

Il Btp Italia riservato – e per soli 3 giorni – agli ivestitori retail, ha raccolto 14 miliardi!

Ora, fate un esperimento, chiedete a vostro cugino, a vostra nonna, alla casalinga di Voghera, ma anche al vostro assicuratore o all’insegnante di vostro figlio, se sapeva che c’è stata un collocamento di btp a tassi dignitosi (l’1,40 per cento).

Io questo esperimento l’ho fatto con mia moglie, con mia sorella e con un amico di famiglia. Tutti costoro in coro ed un po’ risentiti mi hanno risposto: “no, non lo sapevamo affatto, e tu perchè non ce l’hai detto?”

Eppure, quella collocazione non offriva affatto chissà che in termini di rendimento. Almeno, rispetto a ciò che avveniva quando il paese era ancora sovrano- Un tasso cedolare, come si diceva, di 1,4% con un premio fedeltà dello 0,80% aggiuntivo per chi terrà il titolo fino a scadenza (quinquennale). Meglio dei conti deposito e della posta, ok, ma poco rispetto agli anni Settanta, Ottanta  e Novanta.

Ma il bello è un altro e viene adesso.

Quando i governi decidono di raccogliere risorse attraverso formule di questo tipo, la domanda di Btp supera l’offerta di decine di volte.

la domanda di Btp supera l’offerta di decine di volte

la domanda di Btp supera l’offerta di decine di volte

la domanda di Btp supera l’offerta di decine di volte

la domanda di Btp supera l’offerta di decine di volte

la domanda di Btp supera l’offerta di decine di volte

(N.B. da ripetere ogni sera con le mani giunte ed il corpo verso Piazza Affari, prima delle abluzioni)

Alla Bce i titoli italiani arrivano dal mercato secondario, e ne ha comprati a manetta,  ma è dimostrato che il pubblico retail è disposto a comprarseli se danno un qualche piccolo rendimento.

Com’è noto a chi segue un minimo queste cose, l’offerta dei Btp di maggio era riservata alla gente comune solo per tre giorni, poi si è aperta l’autostrada per gli istituzionali che infatti con il poco tempo a disposizione ne hanno fatto incetta, portando la raccolta a 22 miliardi e passa, segnando il record italiano di collocamento. Quello di offrire questi titoli “fuori” è un errore della madonna, gli italiani sono disposti a comprarseli tutti, senza battere ciglio. Nel mese di luglio partiranno i Btp Futura, con scadenza di 8 anni (così dicono, anche se ancora non è certo e per le scadenze occorrerà attendere delucidazioni) ed un rendimento garantito dell’1% che può salire al 3% se verranno rispettati alcuni parametri di crescita del Pil (cosa nemmeno improbabile dopo la debacle 2020 causata dal covid).

I più disperati e disperanti liberisti dicono che all’italia servirebbero almeno 300 miliardi per risollevarsi e che questa raccolta va fatta con le patrimoniali e nuove tasse, quando va bene, o con i tagli al welfare, quando va male.

L’Italia è un paese ricchissimo di know how, di beni culturali, di bellezza, ma … cosa che troppi fanno finta di non sapere… è ricca anche di 5.000 miliardi di euro in controvalore di case e terreni e di ben 4.400 miliardi di assets finanziari (titoli e depositi) vantando il debito privato più basso d’Europa.

Il guaio è che questi soldi liquidi gli italiani li collocano prevalentemente sulla scora della consulenza bancaria, che guadagna MOLTO poco se consiglia i btp, e dunque non li consiglia mai. Immaginatevi cosa accadrebbe se addirittura le banche ed i consulenti cominciassero a spingere i btp, con pubblicità, colloqui, brochure!!! Già ora, che non vengono mai presi in considerazione dai “tecnici”, vanno via come il pane.

Quanto ci vuole a capire che ad essere nella merda sono gli ALTRI europei e non noi?

Certo, se diamo retta ai traditori, allora è proprio vero che siamo nella merda. Sempre, da che mondo è mondo, il guano sommerge chi si affida ai traditori, consegna loro cattedre, consulenze e persino ministeri. Com’è giusto che sia, a questo punto.

1 Commento

  1. Questo comportamento dello Stato è criminale, è contrario agli interessi del Paese. Il crimine più evidente è il danno erariale, ma c’è anche il tradimento della Patria di cui devono rispondere in solido i responsabili di queste scelte.
    Vendere debito pubblico a investitori esteri è il modo migliore per alimentare la speculazione finanziaria che fa lievitare gli interessi.
    A questo si aggiunge il metodo di collocamento all’emissione detto delle aste marginali: fino a quando rimane l’ultima frazione del lotto da collocare si aumenta il tasso d’interesse, progressivamente, e in fase di chiusura d’asta si applica il tasso massimo a tutti gli acquirenti, cioè anche a quelli che avevano già sottoscritto l’acquisto a tassi inferiori. E’ ovvio che trattandosi di un pool di banche (private, estere, italiane ad azionariato estero) ristretto e selezionato proprio per favorire questo giochino sporco a danno del contribuente italiano, questi fanno cartello e fingono di non essere interessati fino all’ultimo, per alzare il prezzo, cioè il loro tornaconto, gonfiando lo spread.
    Riservare anche solo una parte delle emissioni di bond ai soli residenti significa sottrarre una fetta di torta a questo sistema per rubare soldi nelle tasche di tutti gli italiani che con le loro tasse pagano gli interessi sul debito pubblico, non solo a quelli disposti a comprare direttamente questo stesso debito.
    Aggiungiamoci l’emorragia di liquidità dal sistema Paese, l’aumentata esposizione alla distruzione d’immagine da parte delle agenzie di rating, possedute dagli stessi speculatori esteri, l’aumentato rischio di default e corrispondente ricattabilità da parte della troika, con conseguente necessità di tagliare spesa pubblica per welfare e per stimolo dell’economia interna, la drastica riduzione dell’autonomia politica italiana, fino a farla scomparire totalmente, ecc. ecc.
    Se quest’offerta di bond-italia non aumenta drasticamente e non diventa continuativa, routinaria, metodo privilegiato di collocamento del debito pubblico in funzione di rientro dal medesimo, fino al limite di saturazione della domanda, vuol dire che la prova dell’alto tradimento della Patria da parte dell’amministrazione pubblica è servita, è alla luce del sole, da parte sia dei funzionari (non più servitori dello Stato ma servitori dei nemici dello Stato) che dei politici, chiaramente funzionali al “vincolo esterno”, alla sudditanza economica e politica allo straniero ed alla distruzione del tessuto produttivo, economico, sociale del Paese. A questo punto i forconi non bastano più, ci vuole una risposta popolare molto più forte.

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