E intanto Putin zitto zitto approva il vaccino

Da quando ho scritto un libro sulla strategia geopolitica di Vladimir Putin, non sono pochi quelli che mi interpellano per avere qualche dritta sulle future mosse del Capo del Cremlino. Quelli che NON hanno letto il testo e soffrono di russofobia, invece, mi sottopongono gli errori del Presidente russo, specialmente in occasione dell’epidemia, che secondo i media occidentali la Russia avrebbe gestito malissimo. Eppure i dati sono pubblicati dall’OMS, l’organizzazione più “occidentale” e mainstream che esista sulla faccia della terra.

La Russia ha fatto un lockdown molto più morbido di quello italiano o inglese. Nonostante un Paese difficile da controllare con droni, vigili urbani e delatori (data la sua vastità), nonostante Mosca rappresenti l’agglomerato urbano più densamente abitato d’Europa, nonostante sia la nazione europea più numerosa con ben 145 milioni di abitanti, la Russia ha avuto solo 13mila morti. In Italia abbiamo invece superato i 35mila decessi con una popolazione di 60 milioni di abitanti, poco meno di un terzo della Russia. L’Inghilterra sfiora ormai le 45mila unità defunte a fronte di “soli” 55 milioni di residenti. Certo, il fatto che la densità abitativa della Russia sia proverbiale per la sua scarsità è noto, e deve essere considerato, ma il virus si diffonde per focolai, e la Russia, come già detto, vanta le città più densamente popolate d’Europa: Mosca ha 12 milioni di abitanti, più di tutta la Lombardia messa assieme, e senza considerare la campagna brianzola, pavese e padana che “avvantaggia” la Lombardia in questo confronto. San Pietroburgo ha 5 milioni di abitanti, cioè più di Roma (QUI una fonte). Quindi, l’argomento della bassa densità della Russia fa ridere, e ci casca solo chi proprio ci vuol cascare.

Ma non basta.

E’ di queste ore la notizia che la Russia ha già testato un vaccino e che il 10 agosto lo approverà per un uso capillare e diffuso.

Dunque, mentre la nostra informazione si affanna nel tentativo (smentito dall’Oms) che i russi stanno morendo come mosche a causa del virus, la Russia sarà il primo paese al mondo ad usare il vaccino.

Beninteso, le polemiche sull’efficacia di un vaccino per questa tipologia di male sono così numerose che non abbiamo abbastanza righe per affrontarlo qui. Ma siccome il vaccino è il mantra scientifico per eccellenza, è la pietra di paragone, il termine di confronto utilizzato da tutti i quaquaraqua con un curriculum accademico per distinguere il bene dal male, ebbene

LA RUSSIA HA UN VACCINO E LO APPROVERA’ PRIMA DI TUTTI I PAESI OCCIDENTALI

«È un momento Sputnik», sostiene Kirill Dmitriev, a capo del fondo sovrano russo che finanzia le ricerche per il vaccino. Si riferisce al lancio del primo satellite al mondo nel 1957 da parte dell’allora Unione Sovietica. «Gli americani rimasero sorpresi quando sentirono i bip dello Sputnik. È lo stesso col vaccino. La Russia ci arriverà per prima».

Chi scrive non è proprio per niente un tifoso acritico di Vladimir Putin. Il capo del Cremlino ha sbagliato nel Donbass e sta commettendo ora delle forzature in Bielorussia. La sua politica pensionistica è demenziale, a dir poco. Ma non è certo colpa mia se tutti gli altri capi di Stato (soprattutto il nostro), sono dei mediocri.

4 Commenti

  1. Comprendo che la domanda esuli dall’oggetto principale del post, ma francamente m’interesserebbe sapere cosa, secondo lei, Putin abbia sbagliato nel Donbass e quali siano le forzature che ritiene stia operando in Bielorussia. Grazie.

    • Ha ragione, dovevo specificarlo, però non ho tanto modo nei commenti di entrare troppo nel merito. Nel Donbass doveva e poteva fare le stesse cose che ha fatto in Crimea. Avrebbe salvato un sacco di eroi e non sarebbe accaduto nulla alla Russia. In Bielorussia, invece, sono stato imprudente. Occorre ancora attendere…

  2. Che la velocità con cui si approntano vaccini di massa sia la nuova frontira per “prove di forza” tra Paesi, è una cosa che inquieta solo me?

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.