Grazie alle sanzioni, la Russia sta reagendo alla crisi meglio degli altri

Quando dico che Putin dovrebbe ringraziare i paesi occidentali che hanno deciso le sanzioni economiche per i fatti di Crimea, tutti mi guardano con gli occhi fuori dalle orbite. Per fortuna ora anche il maggior rotocalco economico del mondo, Bloomberg, se n’è accorto dedicando un lungo approfondimento ai dati economici russi.

“Quando è scoppiata la pandemia, la Russia era in condizioni piuttosto buone: bassa inflazione, bassa disoccupazione, settore bancario stabile ed enormi riserve”, ha riferito l’economista capo del Renaissance Capital Sofya Donets. “Se non ci sono shock aggiuntivi, quest’anno ci sarà un’ondata di buoni aggiornamenti previsti per l’economia russa”.

Com’è noto, e come annunciato dalla Lagarde ieri, la contrazione in Europa zona Ue sarà tra l’8 ed il 9 per cento, mentre la previsione per la Russia sarà del 3,3% quest’anno, ma addirittura con un rimbalzo verso il 4% il prossimo anno. 

La contrazione è meno della metà di ciò che Putin temeva quando il virus ha colpito per la prima volta.

Maxim Oreshkin, il consigliere economico del presidente, afferma che gli indicatori chiave – come l’occupazione – torneranno ai livelli pre-crisi l’anno prossimo. La Russia raggiungerà anche l’obiettivo a lungo cercato del Cremlino di agguantare il quinto posto tra le economie mondiali quest’anno, misurato a partire dal potere d’acquisto.

Ma qual è il motivo di questo ottimismo in economia?

  • “Grazie alle sanzioni del 2014, la Russia ha ora una dipendenza molto minore dai flussi di capitali esterni, quindi gli shock della pandemia hanno danneggiato meno l’economia”, ha detto Elina Ribakova, vice capo economista presso l’Institute of International Finance a Washington.
  • I settori dei servizi e delle piccole imprese della Russia, colpiti particolarmente duramente dai blocchi in mezzo al virus, sono relativamente piccoli rispetto a quelli di molti altri paesi.
  • Alcuni economisti vedono un lento rimbalzo ed il governo sta pianificando di porre fine al suo limitato stimolo e restringere il bilancio il prossimo anno in virtù di questi dati ottimistici. 

Detto diversamente, l’aver spinto il Cremlino fuori dai giochi della globalizzazione economica tramite sanzioni avrebbe agevolato la Russia verso la pianificazione e l’indotto apportando inaspettati e sostanziosi vantaggi nell’occasione pandemica.

Chi scrive è dell’idea che i vantaggi sarebbero stati tangibili anche senza l’emergenza sanitaria e che la globalizzazione come fenomeno economico transnazionale si dovrà ridimensionare in tutto il mondo. (fonte: QUI)

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