Il Secolo Cinese inizia oggi

Il compianto Giulietto Chiesa ce l’aveva detto anni fa: «il XXI secolo non sarà un secolo americano». Tuttavia, come già capitò al Novecento magistralmente descritto nel secolo breve di Hobsbwam, anche questo secolo per gli storici prossimi venturi non inizierà cronologicamente dal primo anno del calendario, ma dal 2020, l’anno della grande pandemia. Mentre il mondo registra il triste primato dei contagiati e dei morti, Pechino festeggia l’era del post-Covid con scuole aperte, bambini senza mascherina in classe, una curva dei contagi da far impallidire il deserto del Sahara e, last but not least, un prodotto interno lordo in crescita.

Non si poteva parlare di secolo cinese fino al 2019, perchè se anche la Cina negli anni cresceva, pure gli altri crescevano. Ora, col covid, non è più così, e la Cina è l’unico paese industriale ad aumentare la produttività ed i consumi nel mondo. La cosa fa impallidire, perchè la malattia è partita proprio dal Paese di mezzo, che in quanto tale dovrebbe oggi essere in ginocchio, ed invece l’economia pianificata, così come la salute “pianificata”, stanno dimostrando coi numeri che si possono fare miracoli.

A Pechino i bambini sono rientrati in classe, ma con un’infermiera che misura la temperatura, un addetto che disinfetta mani e scarpe e la lezione in presenza senza obbligo alcuno di indossare la mascherina, nemmeno durante le pause. A cosa dobbiamo tanto ardimento? Beh, la Cina ha una curva piatta e da 25 giorni non registra trasmissioni locali del virus. Gli unici casi sono quelli “importati” dall’estero. Basti solo pensare che in data odierna i contagiati sono 8 su 1 miliardo e 400 milioni di abitanti contro i 10mila della Francia che conta appena 68 milioni di abitanti.

La Cina è talmente consapevole di aver superato il covid, e di essere il primo paese al mondo free-covid, che ha addirittura celebrato l’evento con una cerimonia fastosa dove hanno premiato pneumologi che sono stati in prima linea a gennaio e gli attuali ricercatori che stanno realizzando il famoso vaccino. Secondo indiscrezioni, i primi dosaggi saranno disponibili da novembre.

Già, ma i consumi? La Cina è paese in prevalenza esportatore, non dovrebbe subire gli effetti della pandemia intesa come fenomeno globale?

Mica tanto, perchè il governo cinese ha distribuito vagonate di voucher, buoni sconti e coupon dedicati al consumo interno ed al turismo nazionale. La spiccata propensione al risparmio del popolo cinese, e il clima di incertezza generale, hanno spinto Pechino ad optare per misure mirate e spendibili in tempi molto brevi. A contrario dell’Italia, però, i bonus in Cina sono stati emessi dalle amministrazioni locali e spesso erogati tramite piattaforme di pagamento elettronico come Alipay o WeChat Pay, ma soprattutto subito spendibili per acquistare beni di consumo online e offline: dai ristoranti ai cinema, dagli hotel alle case vacanza, passando per i viaggi all’interno del Paese.

Ecco perchè la Cina è tornata a crescere ed ecco perchè, a fronte di un Occidente in decadenza, il secolo cinese è appena partito, con buon pace di neoliberisti di professione e iettatori filoamericani.

1 Commento

  1. Sarà una “Glande Cina pel i cinesi” e…
    …morta lì!

    Gli Unni sono stati spinti dall’Impero Cinese verso occidente, ora “Noi” spingiamo gli USA ad occidente: la Cina (moderna) non durerà più di 30 anni…
    …ai posteri la verifica.

    😀
    😀
    😀

    PS: Si accettano scommesse! 😉

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