La battaglia di Trump per l’America

Anche se le presidenziali Usa stanno mostrando un pessimo spettacolo con uno scambio di insulti tra i candidati che farebbe impallidire i camalli portuali genovesi, per fortuna sulla politica a stelle e strisce esistono anche letture edificanti e che offrono analisi più corrette di quelle finora offerte dai giornalisti. Tra queste, un occhio di riguardo merita Hanne Nabintu Herland, scrittrice della destra sociale norvegese, perennemente impegnata contro il politically correct.

La Herland, direttrice dell’European Herland Report, ha infatti appena pubblicato Trump: The Battle for America. Nel testo si chiede: “a cosa dobbiamo la pesante demonizzazione di Trump da parte di tutti i media, persino a quelli vicini al suo partito politico?

Det nye Babylon - Hanne Nabintu Herland - Ventura

Herland attribuisce questa eccezionale situazione all’attacco che Trump in questi anni ha sferrato ai globalisti con il suo slogan “America First”.   I globalisti, infatti, puntano alla fine degli stati nazionali e in questa fase di transizione verso l’anarchia politica mondiale vogliono Stati nazionali deboli, e non di certo l’America “di nuovo grande”. 

Gli stati nazione deboli, infatti, sono la pre-condizione per il dominio delle società multinazionali.   I paesi senza confini sono più fragili se hanno confini deboli e da qui si ricava il sostegno dei media di proprietà delle multinazionali all’immigrazione di massa. 

Spostando offshore i posti di lavoro del primo mondo, le società globali sono riuscite a sottrarre forza contrattuale e opportunità alla classe lavoratrice.   

Cina, Giada, Intaglio, Palla, Di Pietra, Asia, Fabbrica

Di conseguenza, c’è stato in questi anni un vistoso calo del reddito dei consumatori e un corrispondente calo della domanda aggregata, limitando così la crescita economica REALE (non finanziario) del primo mondo. Inizialmente, le banche centrali sono state in grado di supplire la mancata crescita del reddito con un aumento del debito al consumo al fine di sostenere l’attività economica generale. Meno reddito compensato con più credito.  Oggi gli oneri del debito sono così elevati che non è possibile un ulteriore sostegno alla domanda aggregata dal debito dei consumatori.

Trump è stato eletto dalla classe lavoratrice economicamente diseredata – “i deplorevoli Trumpiani”, come li ha definiti Hillary Clinton.   Non sono di certo scomparsi neanche durante il primo mandato di Trump e vogliono indietro i posti di lavoro e le opportunità che le società globali hanno rubato loro.   Questo è ciò che Trump intende quando usa lo slgoan “rendere di nuovo grande l’America”.

Chiaramente, questo non è ciò che vogliono i globalisti ed è stato per loro piuttosto faciler raggirarne il significato lasciando intendere che Trump vuole egemonizzare tutto il mondo quando invece, come si vede ad occhio nudo, ciò è già da tempo perfettamente riuscito a consigli di amministrazione e fondi guidati da capitani d’industria e investitori finanziari come George Soros.

4 Commenti

  1. Ma dove cavolo sta scritto che essere globalista significhi rinunciare a curare i propri interessi?
    Giusto ieri lo stato più globalista che esiste, anzi più correttamente universalista, osdia il Vaticano ha sfanc… Mike Pompeo che voleva andargli a spiegare come gestire i rapporti con la Cina, come se sotto al Cupolone, con un paio di migliaia di anni di esperienza non lo sapessero da par loro.
    Per quale ragione dobbiamo glorificare il Risorgimento, che unì popoli diversi che parlavano lingue diverse, e oggi essere contro il processo di unificazione europea?
    Significa andare contro la storia, contro il mondo che cambia.
    Nel 1861 per andare da Milano a Palermo ci voleva più tempo di quanto non ne occorra oggi per andare da Milano a Melbourne. Ma per qualche straordinaria ragione si pensava che il lombardo e il siciliano dovessero stare sotto un’unica bandiera. Però questo non dovrebbe valere per l’italiano e il francese.
    Ci si lamenta, a ragione, dell’ottusa burocrazia di Bruxelles. Che forse quella di Casa Savoia era meglio? E c’aveva pure un esercito che non esitava a prendere a schioppettate chi non era d’accordo.
    MAGA mi sembra tanto la maga Magò di Walt Disney, una gran pasticciona che ha almeno il pregio di essere simpatica. Trump è pure insopportabile come persona.

    • Curare i propri interessi essendo globalista, è possibile.
      Ma solo se fai parte del famigerato 1%.
      Più la possibilità di scegliere quali siano i propri interessi, si allontana dalla gente, raggiungendo apici sovranazionali, più si consegna l’umanità ad una oligarchia molto ristretta (alla quale la tecnologia offre un sistema di controllo mai visto). Se ti fosse capitato di constatare quanto disprezzo abbiano anche solo i “nobili” de’ no’artri, per la gente comune, avresti altresì chiaro che dare a pochi miliardari la possibilità di fare il bello e il cattivo tempo con la plebaglia, non è affatto una buona idea.

      Oppure credi che sia possibile accomunare gli intersse di tutte le genti di tutto il mondo e di tutte le culture, almeno quanto quelli di poche centinaia di milardari? Anche distruggendo le differenze culturali (e personalmente lo trovo delirante), resterbbero quelle geografiche, con relative opportunità annesse.
      Pensaci bene.

  2. Il globalismo avrà, forse, impoverito un poco noi grassi e pigri occidentali, ma ha fatto uscire dalla fame centinaia di milioni di persone nel mondo.
    Ci si accorge ora che i miliardari hanno potere? 50 anni fa in Italia non si muoveva foglia che Agnelli non volesse. Oggi anche gli Agnelli devoco vedersela con altri miliardari al pari loro

    • Guarda, ti rispondo ancora e poi basta o diventiamo noiosi.
      Hai ragione, in parte.
      «Il globalismo avrà, forse, impoverito un poco noi grassi e pigri occidentali, ma ha fatto uscire dalla fame centinaia di milioni di persone nel mondo» …
      Ecco, questo è l’argomento cardine sbandierato a difesa dell’indifendibile (non è riferito a te, che capisco in buona fede e di buoni principi).
      Beh, sì, qusto è accaduto. In effetti, se metti in comunicazione delle pozze con acqua pulita, con alcune con acqua sporca, otterrai acqua meno sporca. Ma non otterrai mai acqua pulita. Ed è quello che accadrà alle popolazioni con la globalizzazione: un livellamento al ribasso che sì, farà uscire dalla fame una ristretta minoranza di persone, ma regalerà la miseria a tutte le alte. Sarebbe più logico bonificare l’acqua sporca, che allungarla con quella pulita. Altrimenti poi dovrai bonificarla tutta e nel frattempo potresti morire di sete.
      Spero di essermi spiegata, ciao 🙂

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